sabato 24 dicembre 2011

Correre a piedi nudi a Natale


Quest'anno per Natale ho ricevuto un bellissimo regalo: i post letti di corricoltuocane e corriapiedinudi hanno superato entrambi la quota 5.000 per un totale di più di 10.000 post letti in un anno!!

A parte un po' di soddisfazione personale, sono felice perché sempre di più la corsa a 6 zampe e la corsa più naturale del mondo sta riscuotendo sempre più successo, anzi, sta diventando... normale!!

Mi sono spesso chiesto quale sia il maggiore freno nel togliersi le scarpe e prendere il proprio cane e fare una bella corsa insieme (se non avete un cane potete prendere quello del vicino, che è troppo pigro per portarlo in giro!).

Ho fatto un piccolo sondaggio, assolutamente non scientifico, e le risposte che ho ottenuto sono state molto dirette e semplici, dal non avere tempo all'essere troppo vecchi, fuori forma, bla bla bla.

In realtà, andando a fondo ho notato che c'è qualcosa di più profondo che non viene detto: ci si vergogna.


L'uomo è un animale sociale, e per quanto ci sentiamo unici e anticonformisti, siamo sempre legati al nostro "branco", e finché correre col cane o a piedi nudi non saranno sulle copertine delle varie riviste, per molti sarà difficile iniziare.

Chi ha scoperto che la corsa a piedi nudi o corre abitualmente col proprio amico a quattro zampe sa quanto siano esperienze entusiasmanti, gratificanti e salutari, ed è quindi molto importante che queste esperienze vengano rese pubbliche in modo che altre persone possano essere spinte a provarle.

Ecco quindi l'idea per il 2012:

raccontate la vostra esperienza!

Non siate timidi, commentate i post o inviate una email a andrea@corricoltuocane.it, magari allegando qualche foto!

Siete in tanti, fatevi sentire!

Buon Natale, gente! e fra un pranzo e una cena, non dimenticate di correre col vostro migliore amico, a piedi nudi :)

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

martedì 13 dicembre 2011

Correre a piedi nudi e la dieta paleolitica

E' incredibile!

Dopo poco più di un mese dalla maratona di Venezia, un mese di relativa tranquillità sportiva (non più di una ventina di chilometri di corsa alla settimana) il mio peso è aumentato di 5 chili!! Non riesco a credere quanto la mia off-season sia deleteria per la mia forma e salute!

Che cosa è cambiato nella mia vita da un mese?

Sicuramente ho diminuito l'allenamento, complice anche il periodo intenso di lavoro che contraddistingue la fine anno. Sicuramente l'alimentazione: anche se non mi sembra di aver mangiato di più, ho in effetti mangiato peggio!

Il corpo umano è una macchina straordinaria costruita per la sopravvivenza; quando noi ingeriamo del cibo, questo non viene gestito da un semplice processo meccanico, ma il cervello decide come e quando utilizzare le risorse in base agli stimoli ambientali.

Anche il tipo di alimento naturalmente influisce sul processo di assimilazione; sebbene ancora sui giornali si sentano fior di dieteologi parlare di conto delle calorie e diete ipocaloriche, è un dato di fatto che è principalmente il tipo di alimento che fa la differenza.

D'altra parte, se ingeriamo meno calorie del nostro fabbisogno il nostro cervello pensa che siamo in una situazione di emergenza/carestia, diminuisce la massa muscolare per consumare meno e trasforma il cibo in grassi come scorte per i tempi duri; per evitare di sprecare energie ci toglie la voglia di muoversi, lavorare, divertirsi, vivere… bello vero? Se qualcuno vi propone una dieta ipocalorica, ringraziatelo, e cambiate dietologo!

Proteine, carboidrati, grassi: questi sono i principali principi nutritivi. Ma naturalmente ci sono anche minerali, vitamine, fibre e altri microalimenti altrettanto utili.

Le proteine vengono dalla carne e parzialmente da alcuni vegetali come legumi e cereali.
Le proteine servono per (ri)costruire i muscoli; sfortunatamente le proteine vegetali sono più difficilmente assimilabili per via delle fibre e non contengono tutti gli aminoacidi essenziali (non sintetizzabili dall'uomo), bisogna mischiare vari legumi e cereali per averne la gamma completa; le proteine animali sono la soluzione migliore per il corretto funzionamento del corpo umano.

I carboidrati sono essenzialmente zuccheri. Il glucosio che deriva dalla scomposizione dei carboidrati in zuccheri serve per alimentare il cervello. Una volta che il cervello è sazio (e questo avviene in breve tempo), manda l'ormone insulina a trasformare gli zuccheri in eccesso in grassi. I grassi accumulati sulle nostre pance e fianchi sono la scorta di energia del corpo umano, chi fa gare di endurance usa questa scorta per continuare a muoversi anche dopo che le scorte di glicogeno nei muscoli sono finite.

I grassi che mangiamo servono a un sacco di cose: ad assimilare le vitamine liposolubili che cioè si sciolgono nei grassi: A, D, E, K, F. Ci aiutano a mantenere calore formando uno strato isolante sotto la pelle, proteggono le membrane cellulari, sono indispensabili nella produzione di alcuni ormoni come quelli della crescita.

La cosa più sorprendente è che mangiare grassi non fa ingrassare! :)

Certo, mangiare troppi grassi, soprattutto quelli saturi (solidi a temperatura ambiente) porta a gravi patologie come l'occlusione arteriosa, l'ictus, pressione alta, infarto… ma una dieta priva di grassi porta a calo delle difese immunitarie, problemi dermatologici, spossatezza, calo di energie… alcuni grassi come i famosi Omega 3 sono importantissimi per l'azione antinfiammatoria e gli Omega 6, fra le altre cose, sono importanti per il buon funzionamento dell'apparato riproduttivo ;)

Sono quindi i carboidrati (alcuni carboidrati: pasta, pane, merendine, pizza...) che fanno ingrassare; con i carboidrati non si costruiscono le proteine, ma viceversa il corpo umano può sintetizzare gli zuccheri dalle proteine, quindi teoricamente potremmo vivere solo di carne, se non fosse naturalmente per vitamine, fibre e minerali vari.

Da prendere in considerazione anche il fatto che un numero sempre crescente di persone risultano affette da gravi forme di celiachia (1% della popolazione) e tantissime altre risultano in qualche modo intolleranti al glutine o a cereali in genere. Provate per una settimana a non mangiare assolutamente cereali e legumi, poi valutate la differenza ;)

Viene quindi da chiedere: cosa mai dobbiamo mangiare per stare bene?

Facciamo un salto indietro, di circa 15.000 anni, ai tempi dell'ultima glaciazione, e andiamo a fare la spesa col nostro amico uomo delle caverne.
Nel paleolitico non c'erano supermercati, il nostro uomo delle caverne andava a caccia, pescava e raccoglieva quello che la natura aveva da offrire, frutta, bacche, radici. Niente verdura, niente cereali e legumi, quelle sono arrivate poco più di 5.000 anni fa, con la cosiddetta "rivoluzione agricola", quando da cacciatori-raccoglitori, siamo diventati allevatori-agricoltori.

Per fare fronte al freddo il corpo umano si è adattato a utilizzare o conservare ogni minima risorsa, quindi cerchiamo di capire il ragionamento del nostro cervello:

- più mangiamo carne più aumentano i muscoli che servono per cacciare e difenderci*,
- più mangiamo grassi più le nostre difese immunitarie sono attive e più la nostra pelle ci protegge dal freddo**
- più mangiamo carboidrati più mettiamo su grasso come scorta energetica***.

*  I mammuth erano più difficili da cacciare rispetto ai Big Mac ;)
** la vita allora era abbastanza corta da potersi non preoccupare dei problemi di pressione alta in tarda età ;)
*** ricordo comunque che i carboidrati disponibili erano essenzialmente frutta e qualche radice, non pasta, pizza, merendine, patatine e pane ;)

Conoscete anche voi quelle persone che possono mangiare tutto e non ingrassano mai? Aspettiamoli alla prossima era glaciale, e vedremo chi ride!! ;)

Quindi sembrerebbe proprio che la fonte primaria di cibo debba essere proteica, con abbondante accompagnamento di frutta e (alcuni tipi di) verdura.

Come? Avete paura di mangiare troppa carne?

Secondo il Ministero della salute italiano abbiamo bisogno di circa 0,8 grammi per ogni chilo di peso; ad esempio un uomo di 75 kg ha bisogno di 60 grammi al giorno di proteine.
Considerando che la carne ne contiene dal 10 al 20% il nostro esempio dovrebbe mangiare più 300 grammi di carne al giorno, ogni giorno!
E questa statistica è molto prudenziale! Uno sportivo dovrebbe assumerne da 1 a 1,2 grammi per kg di peso... una fiorentina da 450 grammi al giorno (il macellaio ringrazierebbe!).

La cosa è ulteriormente complicata dal fatto che siamo in grado di assimilare solo 25 grammi di proteine a pasto; è anche per questo motivo che alcune diete come la dieta a zona o i body-builder suggeriscono di fare da 5 a 7 piccoli pasti al giorno.

In realtà molto difficilmente ingeriamo abbastanza proteine.

Il problema è che il corpo umano non ha avuto il tempo di adattarsi a un tipo di alimentazione con legumi e cereali,  5000 anni, in termini evoluzionistici, sono troppo pochi!
Oltretutto solo negli ultimi 30/40 anni pasta e merendine hanno assunto l'importanza quantitativa che hanno ora nella nostra dieta: nessuno negli anni 50 mangiava pasta 2 volte al giorno, da McDonalds 3 volte alla settimana e 2 volte la pizza!!

Non abbiamo avuto il tempo di adattarci.

Purtroppo va anche detto che la qualità di carne, frutta e verdure sulle nostre tavole è in gran parte scadente, priva di nutrienti, e frutto di processi industriali scriteriati (ricordate la "mucca pazza"?).

Questa estate, in preparazione della maratona di Venezia ho adottato la "dieta paleolitica", ho perso 5 kg in un paio di mesi, ero pieno di energie e sempre di buon umore.
Durante la maratona non ho usato gel o barrette; sono arrivato stanco, naturalmente, ma non ho incontrato il solito "muro" del 33° km.

Dopo la maratona, nella mia meritata off-season, mi sono rilassato, sono tornato alla pastasciutta, al formaggio, al pane appena uscito dal forno, al cioccolato… è difficile conciliare l'amore per corsa e triathlon con la passione per la buona cucina!!! :)

Risultato? 5 kg in più, stanchezza, irritabilità…

Basta! ho deciso! cambio vita (alimentazione) e faccio l'uomo delle caverne!

…magari però da gennaio, dopo il pranzo di Natale, il cenone di Capodanno... ;)

Buoni pranzi e buone corse a piedi nudi, come si addice a un bravo uomo delle caverne!! :))

Per info sulla dieta paleolitica:
http://it.wikipedia.org/wiki/Paleodieta
http://robbwolf.com/
http://thepaleodiet.com/

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

sabato 10 dicembre 2011

Correre a piedi nudi, in 30 giorni!

Tempo fa ho scritto un post sull'ingrediente principale per finire una maratona: voler finire una maratona!

Tutti noi cerchiamo sempre delle scuse per non raggiungere degli obbiettivi che in qualche modo vorremmo raggiungere; qualche esempio?

- con il lavoro e la famiglia non ho tempo per fare sport/movimento
- sono troppo nervoso, non posso smettere di fumare

- mangio spesso fuori, non riesco a seguire una dieta e non riesco a dimagrire
- ho troppa paura dell'acqua per imparare a nuotare
- non riesco ad imparare una lingua straniera,
- non potrò mai finire una maratona / ironman... etc, non sono mica superman!

e naturalmente, per stare in tema col tema del blog: non posso correre a piedi nudi, non ho il fisico di un kenyano!

In realtà tutte queste, e molte altre che siamo bravi ad inventarci tutti i giorni, sono solo scuse!

La prova?

Prendete carta e penna, adesso (non trovate la scusa che non l'avete! va bene anche il blocco note di windows) e scrivete tutte le cose che avete fatto stamattina e a che ora lo avete fatto, quando vi siete alzati, che colazione avete fatto etc fino all'ora di pranzo. Ora elencate quello che avete mangiato a pranzo. Fate la stessa cosa per il pomeriggio, descrivete la cena, raccontate la vostra serata.

Raccontate ogni vostra giornata per una settimana. Dopo una settimana prendete il vostro diario e rispondete (sinceramente) alle seguenti domande:

- quante ore avete passato davanti alla tv?
- quante ore siete stati su Facebook / YouTube etc?
- quante ore non vi ricordate cosa avete fatto?

Bene! dividete il totale per due, quello è il tempo che potete dedicare al vostro obbiettivo! Visto che il tempo era una scusa?

Ora vediamo di smontare il "non ci rieeescoo"

Domanda: come si può mangiare un elefante intero? Semplice: un pezzo per volta!

Facile, no? Ancora meglio, adesso:

Domanda: come si può fare un viaggio di 1000 km? Semplice: un passo per volta.

E infine: "un grande cammino inizia sempre con piccolo passo"

Allora, volete ancora veramente raggiungere il vostro obbiettivo? Bene, non pensate minimamente di ribaltare per sempre la vostra vita e quella dei vostri famigliari, sarete destinati a fallimento!

Ascoltate invece il cosiglio di Matt Cutts: fatelo per 30 giorni ;)



Esatto! solo per 30 giorni. Chiunque può riuscire a fare qualsiasi cosa per 30 giorni!

L'importante è volerlo veramente fare e, naturalmente, fare il primo passo!

Volete imparare a correre a piedi nudi? Uscite di casa e... correte a piedi nudi!

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

martedì 29 novembre 2011

Correre con scarpe minimaliste in inverno: Merrel Embark Glove

Le vie di mezzo non mi piacciono.

Correre a piedi nudi presenta innumerevoli vantaggi, uno di essi è che quando finisci in una pozzanghera l'asciugatura è immediata. Se si indossano scarpe e queste si bagnano, l'acqua rimane nella scarpa e il piede resta imprigionato in un ambiente umido e sgradevole. Ricordiamo inoltre che l'umidità, unita allo sfregamento produce le odiate vesciche.

Certo, anche correre sulla strada bagnata sotto la pioggia a piedi nudi a non è sempre gradevole; finchè si fa una corsetta l'esperienza è divertente e gratificante; ma a lungo andare, per chi ad esempio si allena per una mezza maratona o una maratona, la pelle umida diventa grinzosa e molle, quello che chiamo "effetto lavaggio piatti" ;)

Quando poi si corre in inverno, oltre all'umidità c'è anche il freddo. Una cosa è fare una corsetta nel parco, altro è correre 20 km nei boschi, ma anche in strada, a temperature intorno allo zero.

Come più volte dichiarato in questo blog, non sono un integralista della corsa a piedi nudi, e penso che se esistono strade migliori, è giusto percorrerle.

Dall'invenzione del Gore-Tex in effetti correre sotto la pioggia, nelle pozzanghere, nella neve, è diventata un'esperienza molto gradevole, sia per quanto riguarda l'abbigliamento, sia per tenere i piedi all'asciutto.

Da quando ho iniziato a correre, in inverno le mie calzature sono sempre state rivestite dalla famosa membrana impermeabile; quest'anno però mi sono chiesto cosa dovevo fare: la prossima settimana, per il ponte dell'Immacolata sarò in montagna e, con un po' di fortuna meteorologica, ci sarà la neve. Per quanto sia un convinto barefooter, non mi ci vedevo a piedi nudi in mezzo metro di neve; d'altra parte mentre provavo le mie vecchie Salomom, non riuscivo a trovarvi nella diversità della calzata, il tacco ammortizzato e alto... no, non potevo tornare indietro!

D'altra parte già domenica scorsa mi sono reso conto che la mesh delle Five Fingers KSO non era il massimo nelle pozzanghere ghiacciate sulle colline veronesi; dovevo trovare una soluzione.

Dopo un po' di ricerche, non sono facilissime da trovare, mi sono lasciato tentare dall'ultima nata della linea "barefoot" di casa Merrel: le Embark Glove.

Come prima sensazione devo dire che le immaginavo più morbide, ma d'altra parte la membrana in Gore-Tex non è famosa per la morbidezza, anche se la calzata risulta comunque piacevolmente confortevole.

Essendo una scarpa (molto) invernale, il suo utilizzo dovrebbe prevedere un bel paio di calze calde, anche se tutto sommato, l'aderenza della scarpa al piede lascia intravedere delle possibilità anche indossata senza calze... meno possibilità di bagnare le calze stesse, no? ;)

La suola non è il massimo della morbidezza, ma si piega tranquillamente durante la falcata e il piede sembra spinto naturalmente all'appoggio frontale; questa caratteristica è molto utile nella camminata dove l'appoggio frontale viene meno naturale che nella corsa.

La scarpa mantiene comunque una capacità di torsione sufficiente per assecondare il movimento naturale del piede.

La suola è dell'omnipresente Vibram, che sembra avere il monopolio assoluto delle scarpe minimaliste; del resto correndo su strade ghiacciate si apprezza il fantastico grip per cui la celebre casa è giustamente famosa.

Su internet molti feedback negativi sono sulla parte posteriore, giudicata molto rigida e fastidiosa per il tendine di Achille, il che è abbastanza vero, ma sembra essere sufficientemente bassa per non creare eccessivi problemi; potrò essere più preciso dopo qualche decina di chilometri di corsa.

Prime sensazioni positive, quindi. Il verdetto finale poi lo darà l'uso intensivo nei prossimi mesi.

Una cosa è certa: nonostante la Embark Glove sia una scarpa decisamente minimalista, nonostante la calzata dia veramente l'impressione del guanto, nonostante la struttura della scarpa favorisca un appoggio naturale, correre a piedi nudi o "barefoot", come è scritto all'interno della serie minimalista delle Merrel, è un'altra cosa ;)

In inverno però, quando il termometro scende intorno allo zero, piove o nevica, per mantenere i piedi asciutti, correre in modo discretamente naturale e aumentare la sicurezza su terreni scivolosi qualche piccolo compromesso bisogna accettarlo! :)

Cordialmente, a piedi nudi :)

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martedì 22 novembre 2011

Trail con Vibram Fife Fingers, o altre scarpe minimaliste


"No ste a far maratone, che te fa mal!"

Così diceva il mio medico sportivo un po' di tempo fa. Sono passati alcuni anni, alcune maratone, molte mezze e vari triathlon, fra cui anche un paio di Ironman 70.3.

Con grande soddisfazione posso dire di essere ancora vivo, di non aver mai avuto infortuni seri salvo qualche tendinite da "abuso" e qualche ginocchio sbucciato da caduta.

In realtà all'inizio di questa nuova vita correre una maratona o un triathlon su strada era l'ultimo dei miei pensieri. Io volevo fare l' "Ultra trail del Monte Bianco".



Presto questo desiderio si era infranto contro alcune piccole difficoltà tecniche fra cui le mie ginocchia e la mia mancanza di potenza.

Da subito mi sono scontrato contro uno dei maggiori problemi dei runners: appena superavo la mezz'ora di corsa mi facevano male le ginocchia; e quando dico male intendo veramente male. Alla fine delle gare mi reggevo in piedi a malapena; inoltre, a causa della scadente bidinamica della mia corsa, anche la parte superiore del corpo era malconcia e le braccia e il collo erano doloranti.

La debolezza delle mie ginocchia mi ha sempre impedito di allenarmi per un trail, specialmente per le salite, dove le mie ginocchia cedevano immancabilmente dopo pochi chilometri.

Poi ho cominciato a imparare a correre, a mantenere una postura più corretta, fino a un anno fa, quando ho ricevuto l' "illuminazione" e ho iniziato a correre a piedi nudi.

Ora so di poter correre una maratona senza dolori, recuperando in pochi giorni e divertendomi.

E mi è tornata la voglia di trail :)

Per l'UTMB forse ci vorrà un ancora un po' , ma l'anno prossimo potrebbe essere il Magraid (www.magraid.it); i 100 km sono distribuiti in tre giorni e la cosa sembra abbastanza accessibile.

In realtà anche se le mie gare sono sempre su strada, il 90% dell'allenamento è su sterrato, sui sassi dei vigneti delle colline della Valpolicella o sulle pietraie carsiche delle montagne friulane.


La domanda ora è: che scarpe utilizzare in un trail? Scarto l'idea di correre a piedi nudi, anche i Tarahumara si proteggono i piedi con calzature per correre nel Copper Canyon!
Solitamente uso le Fivefingers, la suola Vibram di queste calzature ha un grip eccezionale; l'unico problema è quando, specialmente in discesa, l'arco plantare del piede appoggia su un sasso sporgente; è una parte del piede ssolutamente priva di protezioni e può fare abbastanza male.

Per questo Natale mi regalerò qualche bella avventura da vivere nel 2012, probabilmente anche un trail.

Buone corse a piedi nudi, gente, anche su sterrato.

Cordialmente, a piedi nudi :)

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domenica 20 novembre 2011

Consigli su come correre a piedi nudi e/o con scarpe minimaliste

Siamo di moda! :))

Internet pullula di siti che parlano di barefoot running, specialmente dagli Stati Uniti.
Solitamente preferisco leggere racconti di chi ha realmente provato a correre a piedi nudi, in realtà molti sembrano essere "pilotati" da vari produttori di scarpe più o meno minimaliste.

D'altra parte, se un consiglio è buono, vale comunque la pena di seguirlo!

Eccovi un paio di link dal sito vibramfivefingers.com che ho letto con molto piacere.

Buona lettura e buone corse a piedi nudi! :)

http://www.vibramfivefingers.com/faq/barefoot_running_faq.htm
http://www.barefootrunning.fas.harvard.edu/5BarefootRunning&TrainingTips.html

Cordialmente, a piedi nudi :)

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