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lunedì 21 settembre 2015

Corsa, caccia, evoluzione e la dimensione del cervello dell'uomo

Chi si interessa di corsa a piedi scalzi ha spesso letto a proposito della connessione fra corsa, caccia e evoluzione.

Ad un certo punto della sua storia evolutiva, circa 2,5 milioni di anni fa, l’uomo ha iniziato a cacciare in gruppo.
I tipi di caccia in branco sono la caccia di persistenza e la caccia con tracciatura, o un misto delle due.

La caccia di persistenza consiste nel individuare in un branco di prede un individuo debole, isolarlo dal resto del branco e inseguirlo fino allo sfinimento, per poi abbatterlo con lance o arco e frecce.

La caccia con tracciatura consiste invece nel ferire un individuo del branco, isolarlo dal resto del branco e seguirne le tracce finche non lo si raggiunge.

Perché possa funzionare, la caccia in gruppo richiede una serie di abilità:

  • linguaggio
  • memoria
  • associazione
  • pattern recognition
  • attenzione
  • percezione
  • azione
  • problem solving
  • immagini mentali

e naturalmente la corsa di resistenza

Se capace di trovare le piccole differenze?

Molti avranno riconosciuto nelle prime le comunemente dette “abilità cognitive”, la corsa è da un punto di vista dell’evoluzione umana, il collante di queste abilità. La capacità di riconoscere una particolare zebra all’interno del branco, seguirne le tracce, comunicare con gli altri membri del gruppo al fine di raggiungere uno scopo, portare da mangiare alla famiglia, sarebbero stati inutili senza la capacità dell’uomo di correre per decine di km sotto al sole delle savane.

A questo proposito consiglio di vedere Fair Chase; un film documentario dove dei runner professionisti ricreano la caccia di persistenza dei nostri antenati.

La dimensione del cervello umano ha iniziato ad aumentare in modo sensibile due milioni e mezzo di anni fa, parallelamente alla scoperta da parte dell’uomo della caccia di gruppo con conseguente inserimento di quantità di proteine nella dieta. La maggior capacità cerebrale ha dato la possibilità di migliorare le abilità cognitive e permettere l’uso di strumenti, come le armi che aiutavano a cacciare e così via, fino a circa 10.000 anni fa.

Le dimensioni, del cervello, contano!

10.000 anni fa, con la Rivoluzione Agricola del Neolitico la vita dell’uomo ha registrato un grande cambiamento: da cacciatore/raccoglitore è diventato agricoltore/allevatore.

Sembra che il prezzo della vita più comoda sia la diminuzione della nostra forza e salute, e una diminuzione delle dimensioni cerebrali di circa il 10%.

Per approfondire:
Scientist record decrease in human brain size
Scientists are alarmed by shrinking of the human brain

Per quanto il nostro cervello sia sicuramente più “allenato” agli stimoli e le connessioni neurali siano sicuramente più performanti,  e anche se alcuni scienziati hanno dato altre spiegazioni, c’è una discreta possibilità di avere meno intelligenza “pura” rispetto a un uomo di Cro Magnon.

La caccia quindi sembra essere strettamente connessa con la nostra evoluzione, ed è forse il legame con la caccia e la corsa il motivo per cui stiamo così bene dopo una corsa; come dice uno dei protagonisti del citato documentario "Fair chase", quando rincorri e cacci per tutto il giorno un'antilope, quell'antilope ha un sapore meraviglioso ;)

Naturalmente la caccia di cui si parla in questo articolo non ha nulla a che fare con la caccia sportiva moderna, la caccia era, ed è ancora per alcune tribù, una questione di sopravvivenza: se la caccia andava a buon fine la famiglia mangiava, altrimenti no. Probabilmente c’era anche più rispetto per le prede e per l’ecosistema, la cui salute rappresentava una risorsa fondamentale per la sopravvivenza, cosa che oggi abbiamo dimenticato.

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

martedì 1 settembre 2015

La cadenza perfetta nel running: 180 passi al minuto?

Una famosa filastrocca recita:

« Regina reginella, quanti passi devo fare
per arrivare al tuo castello con la fede e con l'anello, con la punta del coltello? »

Ma la vera domanda che si fa, o si dovrebbe fare, ogni runner è: quanti passi al minuto?


La matematica sembra facile: velocità = lunghezza x frequenza

Ad esempio, un runner con un passo lungo 1 metro che fa 180 passi al minuto correrà a 180 metri al minuto, pari a 10,8 km/ora

Quindi, se voglio correre più veloce, posso aumentare la frequenza del passo o la sua lunghezza, o entrambe.

Purtroppo non è così semplice: la lunghezza del passo e la sua frequenza sono strettamente connessi alla biodinamica della corsa e, ovviamente, alla struttura fisica del runner. Ogni runner indipendentemente dal suo livello ha una sua “zona magica”, un rapporto fra cadenza e lunghezza passo ottimale per  correre una determinata distanza.

Più alta la cadenza, più corto è il passo, più corto il passo meno tendenza ad atterrare di tallone, e meno rischio quindi di infortuni.
Una maggiore cadenza implica anche più fase aerea, meno attrito e meno impatto col suolo, quindi più efficienza, meno dispendio di energie e ancora meno infortuni.

Qual è quindi la cadenza migliore?

Per prima cosa è meglio capire qual è la cadenza a cui normalmente corriamo: possiamo farlo contando i passi a mente (difficile, io perdo il conto), chiedendo a un amico di contarli per noi, facendo un video o con uno dei nuovi orologi/gps/contapassi, che riescono a dare un’idea più precisa della cadenza all’interno di tutta la sessione di corsa.

Una volta trovata la cadenza, che definiamo “di partenza”, possiamo fare delle sessioni test, con ripetute dai 1000 ai 1500 metri, a seconda della distanza di corsa che si vuole affrontare, aumentando o diminuendo la cadenza e registrando le diverse sensazioni e velocità. E' possibile fare questi test su pista, tapis roulant o strada/trail; io suggerisco di farli sulla superficie dove si corre di solito: su un sentiero la cadenza può essere molto diversa rispetto a quando corriamo su pista o tapis roulant.

Uno strumento utile per gli esercizi sulla cadenza è il metronomo Tempo-Trainer-Pro della Finis, creato principalmente per la cadenza nel nuoto ma ottimo anche nella corsa; si può attaccare al cappellino e si può dettare il “bip!” ogni passo, 2 o 3 a piacere. Io uso un bip! al secondo e cerco di fare 3 passi per bip!

Come riferimento possiamo comunque dire che una frequenza sotto i 160 ppm è troppo bassa e si è a rischio di infortuni. Intorno ai 180 sembra essere la cadenza media di molti runner professionisti, il numero "magico", molto oltre i 180, specialmente nelle lunghe distanze (21km, 42km, ultra…) è piuttosto inusuale e non facile.

Una piccola nota: quando corro con scarpe (Vibram Five Fingers o  altre minimaliste) la mia cadenza media è intorno ai 170 ppm; correndo a piedi nudi  la cadenza aumenta a 175/180 in modo naturale. Probabilmente perché ricevendo i segnali di propriocezione dai piedi, il corpo adotta in automatico una biodinamica più efficiente, e a pari velocità mi stanco meno ;)

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

Per chi vuole approfondire:

http://www.runnersworld.com/race-training/the-great-cadence-debate
http://sciencebasedrunning.com/2011/07/the-basics-cadence/
http://www.runnersworld.com/running-tips/how-to-boost-your-cadence

lunedì 29 settembre 2014

Mezza maratona a piedi scalzi, La Maddalena, Sardegna :)

Siamo felici di pubblicare l'avventura "barefoot" di Marta D'Amico :)

Scriveva Françoise Mézières: “la salute è il risultato di una forma perfetta”, aggiungendo che, non c'è un funzionamento corretto senza una forma perfetta.

Domenica 21 settembre, a La Maddalena in Sardegna, mentre corro la 5° mezza maratona del mio 1° anno da runner, (la prima in modalità "barefoot"  cioè scalza + FiveFingers), osservo la gente correre: alcuni corpi sono perfette macchine, altri invece, sono dei rottami che trotterellano  affannosamente nelle salite che portano alle antenne di Caprera, mentre lottano contro sole, caldo ed  umidità.


Io non mi reputo una Ferrari Testarossa, ma nemmeno un’Ape Piaggio ;) 
Negli ultimi 2 anni  ho iniziato a correre, meglio, ho imparato a correre: ho corso 4 mezze maratone ed una serie consistente di gare e garette; ho anche fondato una società podistica e, con il mio gruppo dei Lions Runners Caprera, ho addirittura organizzato 2 manifestazioni.

Modalità di corsa? lunghe distanze a velocità da crociera, 5/5.30 km a minuto, senza faticare eccessivamente, ma  azzardando sempre il km in più.  

Questa mia 1’ gara barefoot (8.5  km  metà scalza +  12.5 indossando le  FiveFingers) è un mix di testardaggine, irrazionalità, passione, e forza di volontà.
Quattro mesi fa, la visione a Lucca di Folco Terzani scalzo e sorridente e subito dopo la lettura  di  un libro, che tutto il popolo corridore scalzo conosce: “born to Run “ di Christopher McDougall iniziano a stuzzicare la mia voglia di buttare nel cestino le comode ed ammortizzate Saucony Jazz. 
L’autore del libro o uno dei personaggi principali, Barefoot Ted, Ted lo scalzo, un po’ mi assomigliano, certo sono più famosi, ricchi e tutti e due hanno molti meno capelli di me, ma, entrambi hanno  la mia stessa voglia di correre e la stessa consapevolezza di non essere agili gazzelle keniane da 3,20 min a km; inoltre, hanno in comune con la sottoscritta  una serie infinita di acciacchi, che non permettono loro di realizzare i propri obbiettivi, come correre maratone ottocentesche o recuperare da una fascite plantare.

Non mi voglio dilungare troppo sulla dissertazione medica: per ogni Dott. Liebermann che sposa la corsa scalza o con scarpe minimal come le FiveFinger, infatti, ci sono 50 medici, fisiatri, podologi ed ortopedici che si fregano le mani pensando alle prossime parcelle che un barefoot runner dovrà sborsare loro. E’ però importante non seguire troppo il cuore, come faccio io, che, a quattro giorni dalla gara ho ancora i polpacci doloranti, ma affrontare un tipo di corsa completamente diverso in maniera graduale.

Il mio errore principale? In pochissimi mesi, appena due, sono  partita da una scarpa molto ammortizzata  (Brooks Ghost o Saucony Jazz) al piede nudo, inserendo più  tardi le Vibram FiveFingers; tutti i runners barefoot che ho conosciuto e con cui ho scambiato informazioni, invece,  mi hanno consigliato di iniziare gradualmente, magari iniziando a correre con delle scarpe flat o delle a/1, abbandonando del tutto le scarpe classiche, onde dare modo al piede e, soprattutto al tendine di Achille, la possibilità di allungarsi ed adattarsi in modo definitivo al nuovo stile di corsa.

Il mio approccio è stato sull’asfalto, niente sabbia da romantici spot o erba soffice, due o tre tipi di asfalto ruvido e nero che,durante l’estate, temevo  mi distruggesse la schiena, invece ho migliorato sensibilmente sia la postura ed ho smesso di avvertire quel fastidioso dolorino alla base della schiena che accompagnava tutte le mie sedute di corsa.

Due mesi di 4,5 al massimo 6 km scalza o con five finger, atterrando sempre sull’avampiede, provate persino le ripetute, fino ad arrivare ad un massimo di 11 km corsi in allenamento, mentre, preparando una maratona, continuavo ad allenarmi sulle lunghe distanze con le scarpe ammortizzate e un mini trail in sterrato mi regalano, purtroppo ad una sola settimana dalla gara, versamento ed infiammazione del tendine dei gemelli:  infortunio non grave, che, tuttavia mi fa  desistere dal correre la mezza maratona in velocità.

Il mio programma, molto folkloristico a dire la verità, ma dovuto perché gioco in casa e vorrei far pubblicità ai miei lions, comprende 5 km scalza, 10 km  con five fingers e altri 6 km scalza.

Parto benissimo a 5.30 min a km, piedi nudi, sorriso stampato  e chiacchiera facile ;)

Tra i miei compagni è un tripudio di domande, la mia risposta clou è  mamma non mi ha fatta con le Mizuno!”, al 4 km lo sento: pietra  o spina o vetro o qualcosa di tagliente, resisto un altro km, poi  metto le five finger, la mia gara in velocità è  finità, ma già lo sapevo… adesso bisogna resistere, con le Vibram il dolore è attutito, ma si sente lo stesso :(

Al 14 km inizio a zoppicare, spostando il peso della gamba destra dove ho “forato” sulla sinistra dove ho l’infiammazione; inizio ad alternare camminata veloce e corsa e al 17 km tolgo le scarpe, ogni promessa è debito!

Il taglio c’è si vede e si sente, il tempo di una sosta all’ambulanza x un bagno di acqua ossigenata e via, il traguardo è vicino!

Arrivo zoppicando nel peggior tempo mai fatto neanche in allenamento, ma arrivo, scalza e felice e ho la mia medaglia e il mio secondo di gloria e pure un 3° Posto di categoria.

Ho i miei cari, i miei amici, il mio gruppo e ho anche due alter ego : Francesco di 55 anni che ha corso tutta la gara scalzo chiudendola con un ottimo tempo  e che, mi racconta, corre scalzo felicemente da 1 anno e poi Sandro che ha corso con le FiveFingers dopo aver provato, senza successo, a correre scalzo.



E’ stata un’esperienza avventata, lo so, ma esaltante; ed io, che  sono nata scalza, senza Mizuno e senza plantari, vorrei continuare  a provare, perché, in una terra lontana, tra dirupi, canyon  e montagne, Micah Trueun, conosciuto come Caballo Blanco, un uomo che viveva per correre, ripeteva  spesso: ”Run Free”, la corsa è libertà, Amigo :)

Marta D’Amico


Referenze:

martedì 4 giugno 2013

Allergie, parassiti, riflessologia e corsa a piedi nudi

Finalmente, alla fine, la primavera è arrivata, e insieme sono arrivate le allergie, la temibile "febbre da fieno".

Da Wikipedia:

"L'Allergia è una malattia del sistema immunitario caratterizzata da reazioni eccessive portate da particolari anticorpi(reagine o IgE) nei confronti di sostanze abitualmente innocue come ad esempio pollini."


Secondo la medicina, l'allergia è una malattia, cioè una condizione di "anormalità" del corpo umano che per un determinato periodo non "funziona bene".

Se analizziamo il meccanismo che provoca i sintomi dell'allergia stagionale, vediamo che il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo a uno stimolo con cui viene in contatto: pollini o semplicemente un profumo.

In realtà questi pollini, tantomeno il profumo, non sono assolutamente dannosi per il corpo, quindi il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo; più che non funzionare, quindi, il corpo funziona fin troppo bene, come una guardia armata che prima spara, e poi intima "altolà, fermo o sparo"… oops!

La medicina non sa perché ci sono le allergie; le "cure" sono solo sintomatiche, in pratica inibiscono le difese immunitarie, per ovviare ai sintomi dell'allergia impediamo al corpo, al suo sistema protettivo, di funzionare bene!

Se inibiamo con antistaminici il sistema immunitario, il cervello penserà che occorre un'azione ancora più massiccia di anticorpi, e i sintomi della nostra febbre da fieno peggioreranno.

In termini evoluzionistici, l'allergia è una risposta adattiva all'ambiente, una difesa preventiva dell'organismo che ci tutela da possibili (veri) agenti patogeni.

Curiosamente, le allergie sono un fenomeno tipico del mondo occidentale industrializzato. Nei paesi del terzo mondo muoiono di fame, di malattie, di parassiti, ma in primavera non hanno la febbre da fieno.

Una possibile risposta potrebbe essere che nei paesi del terzo mondo il sistema immunitario è troppo impegnato a combattere reali agenti patogeni per potersi dedicare a sciocchezze come pollini e affini. In pratica il nostro sistema immunitario "si annoia" e cerca qualche occasione per lavorare.

Un' altra interessante possibilità è che probabilmente alcuni parassiti, tipici del terzo mondo, limiterebbero o addirittura eliminerebbero i sintomi delle allergie.

Alcuni medici americani curano, con successo, vari tipi di allergie (alimentari, da fieno…) iniettando un parassita nei pazienti. 


Qui di seguito un episodio di "embarassing bodies" dove il dottor James Logan si inietta uno di questi parassiti.


Fortunatamente, i sintomi della mia febbre da fieno non sono così devastanti… non tanto da farmi iniettare un parassita, in ogni caso :)

Tuttavia in questa stagione mi trovo spesso col naso chiuso e curiosando qua e là fra i vari rimedi naturali alla febbre da fieno, ho scoperto che la riflessologia plantare è un modo per tenere sotto controllo i sintomi delle allergie.

Curiosamente, il punto della pianta del piede connesso con polmoni e bronchi è… il punto di appoggio nella corsa a piedi nudi! :)


Non saprei dire se correre a piedi nudi limita gli effetti della mia allergia, non ho una controprova e non tengo sicuramente nota dei dati statistici sul mio naso, ma sicuramente posso dire che, dopo aver corso a piedi nudi, respiro meglio.

Chi pratica barefooting è solito elogiare la sensazione di benessere che si ha dopo la corsa, il continuo massaggio del terreno sotto i piedi, come i percorsi Kneipp delle spa, stimola la circolazione sanguigna e, probabilmente, molto altro.

In ogni caso, se fatto in modo corretto e rispettando i tempi di adattamento, correre a piedi nudi è un'attività piacevole, divertente e produce benessere; se poi può darvi una mano con la vostra allergia, tanto di guadagnato!

In alternativa potreste sempre provare con i parassiti ;)

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

lunedì 11 marzo 2013

L'uomo di Neanderthal correva più lento dei conigli, e si è estinto

Ancora prove dimostrano come l'adattamento alle nuove condizioni ambientali sia la chiave della sopravvivenza e dell'evoluzione:

Più di 30.000 anni fa, la penisola iberica era ricca di cervi e di altre grandi prede di cui si cibava l'uomo di Neanderthal.
Probabilmente a causa della grande era glaciale, la popolazione di queste grandi prede è diminuita progressivamente.


Secondo un recente studio: I conigli e la sopravvivenza degli ominidi nella penisola iberica, sembra che gli uomini di Neanderthal avessero qualche problema nella caccia a prede più piccole come i conigli, e quando le grosse prede scarseggiarono, non riuscirono ad adattarsi alle nuove condizioni ambientali.

(vedi anche articolo sull'Huffington Post americano)

Del resto in questo blog avevamo già proposto una lettura non tradizionale dell'estinzione degli uomini di Neanderthal due anni fa, quando proponevamo che il motivo dell'estinzione potesse essere la loro poca capacità di correre:

La grande corsa a piedi nudi fra Neanderthal e Cro-Magnon

In ogni caso vale sempre il detto (adattato per l'occasione): non importa se sei un uomo di Neanderthal o un coniglio; quando ti svegli alla mattina, inizia a correre!

…a piedi nudi, naturalmente ;)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

giovedì 28 giugno 2012

Gli infortuni della corsa a piedi nudi e il mondo capovolto di Alice

Uno dei racconti che ogni rileggo con piacere è Alice nel paese delle meraviglie, forse perché ogni volta si può scoprire qualcosa di nuovo, o forse perché le descrizioni del "mondo capovolto" di Alice possono far riflettere sui non-sense del mondo reale, o perlomeno quello che noi riteniamo tale.

Se digitiamo in un motore di ricerca "barefoot injuries" o "infortuni corsa a piedi nudi" otteniamo una serie di pareri di autorevoli podiatri e "esperti" vari.

Certo, qualcuno è sul sito di produttori di… scarpe, seppure minimaliste, zero-drop, o "barefoot", ma non voglio pensare male ;)

Mi piacciono molto i commenti dei podologi allarmati per il crescente numero di infortuni dovuti alla corsa "barefoot". Beh, qualche anno fa a piedi nudi correva solo Ken Bob e i Tarahumara, adesso siamo di più ed è inevitabile che qualcuno in più si possa fare male. D'altro canto il fatto che molti podologi propongano plantari molto costosi non significa che ci debba essere necessariamente un certo conflitto d'interessi, è vero infatti che per certe patologie un plantare può aiutare a camminare meglio.

Però quello che mi diverte di più sono gli "esperti".

Gli "esperti" sono generalmente ex sportivi, allenatori o medici sportivi che… non hanno mai corso a piedi nudi!

Eccovi ad esempio un articolo di un noto sportivo, vincitore della maratona di New York un po' di anni fa e ora "guru" della corsa che afferma che un runner di una certa età non può correre a piedi nudi perché ha i muscoli dell'arco plantare troppo "molli"…

…e perché mai dovrebbe averli "molli"?

Perché ha sempre usato le scarpe!

E quindi, secondo questo ragionamento, dovrebbe usare ancora le scarpe, in modo che con l'età i suoi muscoli diventino ancora più molli!

Ma la lista di amenità sull'argomento è lunga, possono correre a piedi nudi:

- chi è magro come i keniani
- chi ha corso a piedi nudi sempre da quando era piccolo
- chi ha una biomeccanica perfetta (che però nessuno sa qual'è)
- i giovani

e ancora:

- è meglio correre a piedi nudi su superfici morbide
- correre su asfalto a piedi nudi si danneggiano le caviglie
- nell'erba ci sono sassi aguzzi, vetri, rami, radici... serpenti a sonagli e ghepardi no? ;)

La mia risposta è semplice: io peso 89 kg per 1,84 di altezza, ho 47 anni e ho iniziato a correre 8 anni fa dopo anni di divano e TV, fino a un paio di anni fa il dolore alle ginocchia mi stava facendo letteralmente smettere di correre :(

Poi ho iniziato a correre a piedi nudi e ho risolto tutti i problemi (tranne la pigrizia e la passione per la buona cucina, naturalmente!).

Io vorrei che questi "esperti" dessero qualche consiglio per quelli che vogliono imparare a correre meglio, come ad esempio andarci piano; in realtà i muscoli generalmente si abituano velocemente a un modo più naturale di correre, ma tendini, legamenti e ossa, no.

"Troppo e troppo presto" rappresentano il maggiore problema dei barefooter.
Occorre ricordare ancora una volta che usare scarpe minimaliste, zero-drop e "barefoot" non vuol dire correre a piedi nudi. La risposta sensoriale della pelle sotto i piedi è il migliore controllore di quando stiamo esagerando.

D'altra parte siamo abituati ai dentifrici consigliati dai dentisti, accettiamo consigli su una corretta alimentazione da fabbricanti di merendine e crediamo che la dieta mediterranea sia costituita da pizza e pasta:  perché quindi non accettare consigli sul barefooting da produttori di scarpe e "guru" che a piedi nudi non hanno mai corso?

E' il mondo capovolto di Alice.

Tutto questo però mi dà un'idea: il prossimo blog lo faccio sull'economia globale o sulla cardiochirurgia, oppure su genetica e biotecnologie, tanto non sembra sia necessario essere particolarmente competenti per dare suggerimenti! ;)

Se posso dare io un consiglio: toglietevi le scarpe e correte a piedi nudi, piano piano, senza fretta, magari date un'occhiata a questo video:


Buone corse amici barefooters, e buona lettura!

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

http://running.competitor.com/2010/05/features/the-barefoot-running-injury-epidemic_10118

http://www.newtonrunning.com/run-better/improve-your-running/324-barefoot-running-injuries

http://www.orlandopizzolato.com/forum_thread.php?idf=7&idt=1523

http://www.albanesi.it/Corsa/plantare.htm

http://www.albanesi.it/arearossa/articoli/piedi_nudi.htm

domenica 3 giugno 2012

Class action contro la Skechers delle scarpe "Shape-ups" e Nutella!! ;)

Tempo fa su questo blog scrivevo, un po' irritato, a proposito di scarpe da corsa dei Masai:

http://corriapiedinudi.blogspot.it/2011/05/le-scarpe-da-corsa-dei-masai.html

I masai sono famosi per correre a piedi nudi, o al massimo con dei sandali, ma una compagnia ha sfruttato il nome per una linea di scarpe con la suola tonda e iper ammortizzate che avrebbero dovuto avere particolari effetti benefici.


Pare che questo tipo di scarpe sia piaciuto tanto che altre compagnie li hanno imitati, e fra queste ci sono anche le "Shape-ups" di Skechers, particolarmente indirizzate a un'utenza femminile.

La Skechers ha basato la sua campagna pubblicitaria su studi che proverebbero i benefici per la salute; purtroppo pare che gli studi non siano poi così indipendenti, la Dottoressa Gautreau che ha fatto gli studi sembrerebbe sposata a un dirigente del marketing della Skechers, e che gli studi stessi siano stati pagati dall'azienda.

Questo scherzetto costerà alla Skechers circa 40 milioni di dollari a seguito di una class action poiché i tribunali americani hanno stabilito: "che la società ha ingannato i consumatori facendo affermazioni infondate che Shape-ups aiuterebbero le persone a perdere peso, rafforzare e tonificare i glutei, le gambe e i muscoli addominali."

Qui l'articolo di Forbes:

In questo stesso periodo Ferrero ha perso una causa (3 miloni di dollari) per una pubblicità che sosteneva che la Nutella spalmata sul pane sia un cibo "salutare"...


Qui l'articolo di Forbes:


Però qui c'è una differenza: magari la Nutella non è il cibo più salutare del mondo, ma almeno è buona! :))

La morale è sempre quella: buttate via le scarpe, e correte a piedi nudi! E fate colazione con quello che volete, senza esagerare, però! ;)

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

lunedì 23 aprile 2012

Con le Vibram Five Fingers SeeYa alla Milanocity Marathon 2012


Pare che il tempo, inteso quello atmosferico, si diverta molto alla Milanocity Marathon; l'anno scorso più di 30 gradi e un sole micidiale, quest'anno il "leit motiv" della gara sono stati il freddo e la pioggia.

Ma del resto, qualche goccia d'acqua non può fermare un serio barefooter, no? ;)

Chi corre a piedi nudi sa che l'acqua sulla strada tende ad ammorbidire la pelle dei piedi; a lungo andare, ad esempio in una maratona, il rischio di vesciche ed escoriazioni è molto alto.

Anche se si è particolarmente allenati nella corsa scalzi, è meglio fare un po' di attenzione e magari ricorrere a sandali o scarpe minimaliste.

Trovandomi a Millano per la maratona, sono passato al Vibram Store di Milano per dare un'occhiata alla nuova collezione.

Un mese prima avevo corso la maratona di Roma con le mie Bikila LS, che dopo un anno di corse e triathlon si sono un po' distrutte :(

Oltretutto secondo me le Bikila LS sono ottime scarpe da mezza stagione, eventualmente invernali, ma se correte tanto d'estate sotto il sole i piedi vanno in ebollizione!!

Poiché ero in cerca di un sostituto delle mie Bikila molto incuriosito dalle nuove SeeYa, ed entrato nel negozio ho chiesto subito di provarne un paio...


Credete all'amore a prima vista?

Beh, io delle SeeYa mi sono innamorato subito!

Sono costituite da una comoda sottile suola dall'ottimo grip, come ci si aspetta da Vibram, rivestita da una mesh elasticizzata e traspirante.
La leggera linguetta per stringere la scarpa al piede si attacca con il velcro, tutto è pensato per ottenere la massima leggerezza.

Ovviamente indossare le SeeYa nuove di zecca per la maratona del giorno dopo, senza prima provarle con qualche corsetta test, sarebbe stata una mossa alquanto imprudente, ma la sensazione di libertà che si prova indossando le SeeYa mi hanno convinto e quando la sera ho preparato la sacca degli indumenti, le ho messe dentro :)

Per i primi chilometri mi sono chiesto se l'azzardo mi sarebbe stato fatale, ma quando ho visto che la rilevazione dei chip al chilometro 21,087, la mezza maratona, era sommersa da 30 centimetri d'acqua (!!), mi sono reso conto che qualsiasi scarpa non mi avrebbe evitato di bagnarmi i piedi!! ;)


Probabilmente è asta la mia maratona più difficile e faticosa, poco dopo il 30° km mi sono accorto di aver strappato i pantaloncini, e l'attrito con la parte ancora integra aveva provocato una vescica sanguinante di 5 cm sull'interno coscia, al 35 avevo i brividi e battevo i denti; quando sono arrivato al traguardo per la prima volta ho seriamente considerato di andare nella tenda del pronto soccorso :((


Ma le SeeYa si sono comportate veramente bene!

Nonostante fossero nuove di zecca e le condizioni meteo non fossero proprio l'ideale, una volta tolte ho visto solo una piccola escoriazioni sul piede destro, sotto l'attacco della linguetta, dovuto ad una quasi impercettible cucitura. Penso che in condizioni normali non ci sarebbe stata neppure quella.

Il mio innamoramento con le Vibram Five Fingers SeeYa è stato ricambiato, e quindi saranno le mie compagne di questa stagione ancora agli inizi.


Le SeeYa sono quanto più simile alla corsa a piedi scalzi che abbia mai provato, ma attenzione: se state iniziando ora con il barefooting consiglio prima un graduale adattamento correndo veramente senza scarpe, ma del resto è quello che consiglio sempre, no? ;)

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

mercoledì 15 febbraio 2012

Correre a piedi nudi: come rafforzare la pianta dei piedi e evitare le vesciche.

Come sappiamo per correre scalzi dobbiamo cambiare modo di correre: atterrare sulla parte frontale del piede anziché sul tacco, accorciare la falcata, accelerare la cadenza (180 passi al minuto), spingere leggermente avanti il busto per sfruttare la forza di gravità e piegare le gambe.

Sappiamo anche che facendo tutto questo riusciamo a evitare gran parte degli infortuni e dolorini vari che affliggono i runners "calzati".

Ci vuole un po' prima che legamenti, muscoli e tendini si adattino, e quando alla fine facciamo nostro questo modo di correre potremmo pensare di avere risolto tutti i nostri problemi...

Sfortunatamente manca ancore un piccolo particolare: la pianta del piede.


Ammettiamolo siamo nati con le scarpe!! 

Fin da piccoli abbiamo coperto e protetto i nostri piedi con calze scarpe, ciabatte, scarponi e… barefoot shoes, le scarpe minimaliste che danno quasi l'impressione di correre a piedi nudi, ma impediscono anch'esse alla pelle di reagire alle sollecitazioni del terreno.

Come tutte le parti del corpo che non si utilizzano, anche la pelle della pianta del piede è "addormentata", pertanto correre su asfalto, sassi e tapis roulant a piedi nudi porta a un fastidioso problema: le vesciche!!

Cosa fare per irrobustire la pelle e evitare le vesciche?
  • Correte poco, ma tutti i giorni; la pelle del piede in questo modo si può abituare gradualmente e senza traumi.
  • Evitate di correre a lungo su superfici bagnate, come l'asfalto sotto la pioggia. La pelle bagnata è più morbida e sensibile alle abrasioni.
  • Se si corre a lungo sul talps roulant, il tappeto tende a scaldarsi, l'attrito insieme col calore aumenta il rischio di vesciche. Appena avvertite un minimo bruciore, fermatevi e lasciate alla pelle del piede il tempo di riprendersi. Dividere l'allenamento in due, metà alla mattina, metà alla sera, può essere una buona idea.
  • Quando uscite a correre scalzi, portatevi sempre dietro un paio di scarpe o sandali; se avvertite dolore o anche solo un po' di bruciore, indossatele e preferibilmente tornate a casa camminando.
  • Se la pelle del piede è particolarmente secca, idratatela con una crema con ossido di zinco, come quelle usate comunemente per pannolini dei neonati.
Ma se ormai avete esagerato, adesso cosa si può fare?
  • Quando si esce a correre scalzi, è sempre consigliabile portare con sé un kit di "sopravvivenza" con cerotto spray liquido e/o cerottini per vesciche che possiamo usare per poter tornare a casa. Dei fazzolettini imbevuti e disinfettanti possono pulire la vescica prima di mettere il cerotto, in questo modo si rischiano meno fastidiose infiammazioni.
  • Una volta a casa, se occorre, bucate la vescica per fare uscire il liquido con un ago sterile, disinfettare accuratamente, asportare la pelle morta in eccesso e coprire con un cerotto, meglio se per vesciche.
  • Nel caso di vesciche particolarmente profonde si può usare una pomata cicatrizzante come Cicatrene, coprire con un cerotto normale e lasciare a riposo un paio di giorni.
Naturalmente anche chi corre con le scarpe è soggetto alle vesciche! Se correte con scarpe minimaliste, eccovi qualche consiglio dettato dalla (mia) esperienza:
  • Non limitatevi all'uso di scarpe minimaliste, inserire sempre una parte di corsa rigorosamente a piedi scalzi per irrobustire il piede.
  • Accertatevi di indossare la misura giusta, devono calzare come un guanto, non troppo strette, non troppo abbondanti. Il piede non deve scivolare e la punta delle dita non deve toccare la scarpa.
  • Se una calzatura ripetutamente crea vesciche nello stesso punto a causa di cuciture o altro, sostituitela con un altro modello (o correte a piedi nudi!).
  • Spalmare della vaselina sulle zone del piede più a rischio prima di indossare la calzatura, specialmente per corse particolarmente lunghe (mezza maratona, maratona…)
Come sempre la prevenzione è sempre preferibile al rimedio, ma… non saranno un paio di vesciche a fermarci, no?

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

giovedì 2 febbraio 2012

Correre a piedi nudi "fa figo" - Sh*t barefoot say :)

Ok, ammettiamolo, correre a piedi nudi "fa figo".

Soprattutto per chi come chi scrive non è un campione e fa fatica a piazzarsi a metà classifica; immaginatevi la scena (quasi realmente accaduta) fra Samanta "the runner" (nome di fantasia) e "Barefoot" Andrea:

SAMANTA "THE RUNNER": ah, corri anche tu la maratona! Qual è il to PB (personal best, ovvero il tempo migliore)? Il mio è 2h 57' 47".

"BAREFOOT" ANDREA: Ehm... poco dopo le 4 ore...

SAMANTA "THE RUNNER": ??? Dopo le 4 ore quanto?

"BAREFOOT" ANDREA: 14 minuti dopo, più o meno...

SAMANTA "THE RUNNER": Ah :|

(Samanta se ne va a parlare con qualcun altro)

Pensate invece come sarebbe diverso se la conversazione continuasse così:

"BAREFOOT" ANDREA: a piedi nudi, naturalmente :)

SAMANTA "THE RUNNER": a piedi nuuuudiii??!!! Ma daaai, che storie, ma come fai? non ti fa male? e le ginocchia? hai anche tu quelle cose lì, con le cinque dita? ...

"BAREFOOT" ANDREA: Vieni su da me, che leggiamo insieme "born to run" sul tapis roulant :)

SAMANTA "THE RUNNER": Okey! :)

Sto scherzando, naturalmente! ;)

Il principale motivo per cui si corre a piedi nudi dovrebbe sempre essere la salute e lo stare bene, anche se è facile, quando si scopre il barefoot running, prendersi un po' troppo sul serio, quasi come se facessimo parte di una tribù di eletti, di superuomini, quasi come se fossimo Tarahumara ;)

Un po' di umorismo non fa mai male! E non sono l'unico a pensarlo: anche Steven Sashen di invisibleshoes.com è capace di prendersi un in giro, e ha girato questo divertente video nello stile virale di "Sh*t ... say" che imperversa su internet.

Buona visione... a piedi nudi, gente! ;)

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lunedì 23 gennaio 2012

Barefoot shoes: scarpe per correre a piedi nudi! :))

Mi sorprende sempre come certi modi di dire all'inizio sembrino assurdi, e man mano che vengono usati, vengano accettati come "normali".

"Barefoot shoes", letteralmente: scarpe a piedi nudi… detto così sembra una via di mezzo fra una battuta di spirito e una presa in giro, la mia professoressa di italiano l'avrebbe definito un ossimoro, figura retorica basata sull'accostamento di opposti.

A rigor di logica se uno è a piedi nudi non ha le scarpe e viceversa, ma se andiamo sui siti di Merrel, Vibramfivefingers, Nike, giusto per fare qualche nome, il termine barefoot, "piedi nudi", viene utilizzato per descrivere un modello di… scarpe!

La corsa è sempre stata uno sport molto economico, nessun campo da affittare, attrezzatura limitata, nessun maestro da pagare… c'era veramente poco da vendere e da guadagnarci. Come potrebbe sopravvivere  un giornale sulla corsa senza sponsor? Che interesse c'era nel parlarne in tv, al telegiornale? 

Fortunatamente oggi molti runners non riescono ad uscire per fare 10 minuti di corsa senza:

iPod / Mp3
Cardiofrequenzimetro
Gps
Pantaloncini in tessuto tecnico
Maglietta in tessuto tecnico
Cappellino
Calze anti sfregamento
Gel / barrette, integratori di elettroliti

e… naturalmente le scarpe!

Le scarpe che fra l'altro devi cambiare ogni 500 / 800 km, che se corri i famosi 10 minuti va bene, ma se se corri seriamente le devi cambiare ogni mese, anche perché puzzano e se le lavi in lavatrice il potere ammortizzante dell'EVA diminuisce e poi sono dolori!

Poi c'è la palestra, il fisioterapista, il massaggiatore, il medico per gli infortuni, i plantari su misura…

Oh! Adesso sì che vale la pena parlare di corsa!  ;)

Poi, recentemente, la gente si è però resa conto che si può correre anche senza scarpe, anzi: può essere addirittura meglio!

Tutto questo paradiso del business stava per essere rovinato!  :-O

Perché, naturalmente, per correre, specialmente quei famosi 10 minuti nel parco, basta che ti alzi dal divano, spegni la tv, ti togli le ciabatte,, e vai fuori a correre! :)))

Un disastro!  un intero settore merceologico rischiava di fallire! La corsa stava tornando ad essere "povera"!

Ma poi fortunatamente sono arrivate le "Barefoot shoes",  adesso anche la corsa a piedi nudi ha un design, un'etichetta, può essere impacchettata e venduta, le star di Holliwood le mostrano orgogliose e i giornali dedicano spazio al fenomeno "barefoot".

Correre "a piedi nudi" è diventato di moda.

Fortunatamente è una moda che (se seguita in modo corretto e rispettando il proprio fisico) fa bene e migliora la vita!

I puristi del barefooting storcono un po' il naso, ma onore al merito alla Vibram per averci creduto.

Chi segue questo blog sa che suggerisco vivamente di correre una cospicua parte del chilometraggio settimanale scalzi. 
Le scarpe, infatti, per quanto "barefoot" possano essere, danno un senso di falsa sicurezza che spinge ad esagerare, e il "troppo o troppo presto" è la prima causa di infortunio nella corsa con scarpe minimaliste. A piedi scalzi si è istintivamente portati a fare le cose con più accortezza e gradualità.

Una qualsiasi suola, per quanto sottile, impedisce inoltre al piede di "sentire" pienamente il terreno e i benefici per le capacità propriocettive, con i conseguenti miglioramenti della postura, dell'equilibrio e della tonicità e reattività del piede, sono più limitati.

Per quanto possano essere minimaliste, per quanto siano "Zero drop", ovvero senza tacco, per quanto la biomeccanica della corsa possa avvicinarsi al barefooting, correre a piedi nudi è un'altra cosa, e per rendersene conto basta semplicemente... correre a piedi nudi!

Ciò non toglie che con un minimo di suola si ha il grande vantaggio di poter correre fra i sassi in montagna, su vetri e chiodi, sull'asfalto rovinato delle strade italiane, freddo e ghiacciato d'inverno e bollente d'estate, con maggiore tranquillità, più velocemente e più a lungo che a piedi nudi.

Chi scrive possiede tre paia di Vibram FiveFingers e uno di Merrel Glove, il che per uno che ha due soli piedi… non è male! :))

In realtà anche i Tarahumara usano i loro famosi sandali ricavati dagli pneumatici usati per correre nel Copper Canyon! ;)

Fra l'altro, avete notato che le nuove Spyridon LS, della collezione 2012 di Vibram FiveFingers, hanno la suola con tassellature che ricordano gli… pneumatici?!!! :))))
Visto che ormai tutti usano questo termine, anch'io chiamerò queste scarpe minimaliste "barefoot shoes", "scarpe a piedi nudi", anche se mentre lo scrivo, mi viene un po' da ridere :))

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

sabato 24 dicembre 2011

Correre a piedi nudi a Natale


Quest'anno per Natale ho ricevuto un bellissimo regalo: i post letti di corricoltuocane e corriapiedinudi hanno superato entrambi la quota 5.000 per un totale di più di 10.000 post letti in un anno!!

A parte un po' di soddisfazione personale, sono felice perché sempre di più la corsa a 6 zampe e la corsa più naturale del mondo sta riscuotendo sempre più successo, anzi, sta diventando... normale!!

Mi sono spesso chiesto quale sia il maggiore freno nel togliersi le scarpe e prendere il proprio cane e fare una bella corsa insieme (se non avete un cane potete prendere quello del vicino, che è troppo pigro per portarlo in giro!).

Ho fatto un piccolo sondaggio, assolutamente non scientifico, e le risposte che ho ottenuto sono state molto dirette e semplici, dal non avere tempo all'essere troppo vecchi, fuori forma, bla bla bla.

In realtà, andando a fondo ho notato che c'è qualcosa di più profondo che non viene detto: ci si vergogna.


L'uomo è un animale sociale, e per quanto ci sentiamo unici e anticonformisti, siamo sempre legati al nostro "branco", e finché correre col cane o a piedi nudi non saranno sulle copertine delle varie riviste, per molti sarà difficile iniziare.

Chi ha scoperto che la corsa a piedi nudi o corre abitualmente col proprio amico a quattro zampe sa quanto siano esperienze entusiasmanti, gratificanti e salutari, ed è quindi molto importante che queste esperienze vengano rese pubbliche in modo che altre persone possano essere spinte a provarle.

Ecco quindi l'idea per il 2012:

raccontate la vostra esperienza!

Non siate timidi, commentate i post o inviate una email a andrea@corricoltuocane.it, magari allegando qualche foto!

Siete in tanti, fatevi sentire!

Buon Natale, gente! e fra un pranzo e una cena, non dimenticate di correre col vostro migliore amico, a piedi nudi :)

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

martedì 13 dicembre 2011

Correre a piedi nudi e la dieta paleolitica

E' incredibile!

Dopo poco più di un mese dalla maratona di Venezia, un mese di relativa tranquillità sportiva (non più di una ventina di chilometri di corsa alla settimana) il mio peso è aumentato di 5 chili!! Non riesco a credere quanto la mia off-season sia deleteria per la mia forma e salute!

Che cosa è cambiato nella mia vita da un mese?

Sicuramente ho diminuito l'allenamento, complice anche il periodo intenso di lavoro che contraddistingue la fine anno. Sicuramente l'alimentazione: anche se non mi sembra di aver mangiato di più, ho in effetti mangiato peggio!

Il corpo umano è una macchina straordinaria costruita per la sopravvivenza; quando noi ingeriamo del cibo, questo non viene gestito da un semplice processo meccanico, ma il cervello decide come e quando utilizzare le risorse in base agli stimoli ambientali.

Anche il tipo di alimento naturalmente influisce sul processo di assimilazione; sebbene ancora sui giornali si sentano fior di dieteologi parlare di conto delle calorie e diete ipocaloriche, è un dato di fatto che è principalmente il tipo di alimento che fa la differenza.

D'altra parte, se ingeriamo meno calorie del nostro fabbisogno il nostro cervello pensa che siamo in una situazione di emergenza/carestia, diminuisce la massa muscolare per consumare meno e trasforma il cibo in grassi come scorte per i tempi duri; per evitare di sprecare energie ci toglie la voglia di muoversi, lavorare, divertirsi, vivere… bello vero? Se qualcuno vi propone una dieta ipocalorica, ringraziatelo, e cambiate dietologo!

Proteine, carboidrati, grassi: questi sono i principali principi nutritivi. Ma naturalmente ci sono anche minerali, vitamine, fibre e altri microalimenti altrettanto utili.

Le proteine vengono dalla carne e parzialmente da alcuni vegetali come legumi e cereali.
Le proteine servono per (ri)costruire i muscoli; sfortunatamente le proteine vegetali sono più difficilmente assimilabili per via delle fibre e non contengono tutti gli aminoacidi essenziali (non sintetizzabili dall'uomo), bisogna mischiare vari legumi e cereali per averne la gamma completa; le proteine animali sono la soluzione migliore per il corretto funzionamento del corpo umano.

I carboidrati sono essenzialmente zuccheri. Il glucosio che deriva dalla scomposizione dei carboidrati in zuccheri serve per alimentare il cervello. Una volta che il cervello è sazio (e questo avviene in breve tempo), manda l'ormone insulina a trasformare gli zuccheri in eccesso in grassi. I grassi accumulati sulle nostre pance e fianchi sono la scorta di energia del corpo umano, chi fa gare di endurance usa questa scorta per continuare a muoversi anche dopo che le scorte di glicogeno nei muscoli sono finite.

I grassi che mangiamo servono a un sacco di cose: ad assimilare le vitamine liposolubili che cioè si sciolgono nei grassi: A, D, E, K, F. Ci aiutano a mantenere calore formando uno strato isolante sotto la pelle, proteggono le membrane cellulari, sono indispensabili nella produzione di alcuni ormoni come quelli della crescita.

La cosa più sorprendente è che mangiare grassi non fa ingrassare! :)

Certo, mangiare troppi grassi, soprattutto quelli saturi (solidi a temperatura ambiente) porta a gravi patologie come l'occlusione arteriosa, l'ictus, pressione alta, infarto… ma una dieta priva di grassi porta a calo delle difese immunitarie, problemi dermatologici, spossatezza, calo di energie… alcuni grassi come i famosi Omega 3 sono importantissimi per l'azione antinfiammatoria e gli Omega 6, fra le altre cose, sono importanti per il buon funzionamento dell'apparato riproduttivo ;)

Sono quindi i carboidrati (alcuni carboidrati: pasta, pane, merendine, pizza...) che fanno ingrassare; con i carboidrati non si costruiscono le proteine, ma viceversa il corpo umano può sintetizzare gli zuccheri dalle proteine, quindi teoricamente potremmo vivere solo di carne, se non fosse naturalmente per vitamine, fibre e minerali vari.

Da prendere in considerazione anche il fatto che un numero sempre crescente di persone risultano affette da gravi forme di celiachia (1% della popolazione) e tantissime altre risultano in qualche modo intolleranti al glutine o a cereali in genere. Provate per una settimana a non mangiare assolutamente cereali e legumi, poi valutate la differenza ;)

Viene quindi da chiedere: cosa mai dobbiamo mangiare per stare bene?

Facciamo un salto indietro, di circa 15.000 anni, ai tempi dell'ultima glaciazione, e andiamo a fare la spesa col nostro amico uomo delle caverne.
Nel paleolitico non c'erano supermercati, il nostro uomo delle caverne andava a caccia, pescava e raccoglieva quello che la natura aveva da offrire, frutta, bacche, radici. Niente verdura, niente cereali e legumi, quelle sono arrivate poco più di 5.000 anni fa, con la cosiddetta "rivoluzione agricola", quando da cacciatori-raccoglitori, siamo diventati allevatori-agricoltori.

Per fare fronte al freddo il corpo umano si è adattato a utilizzare o conservare ogni minima risorsa, quindi cerchiamo di capire il ragionamento del nostro cervello:

- più mangiamo carne più aumentano i muscoli che servono per cacciare e difenderci*,
- più mangiamo grassi più le nostre difese immunitarie sono attive e più la nostra pelle ci protegge dal freddo**
- più mangiamo carboidrati più mettiamo su grasso come scorta energetica***.

*  I mammuth erano più difficili da cacciare rispetto ai Big Mac ;)
** la vita allora era abbastanza corta da potersi non preoccupare dei problemi di pressione alta in tarda età ;)
*** ricordo comunque che i carboidrati disponibili erano essenzialmente frutta e qualche radice, non pasta, pizza, merendine, patatine e pane ;)

Conoscete anche voi quelle persone che possono mangiare tutto e non ingrassano mai? Aspettiamoli alla prossima era glaciale, e vedremo chi ride!! ;)

Quindi sembrerebbe proprio che la fonte primaria di cibo debba essere proteica, con abbondante accompagnamento di frutta e (alcuni tipi di) verdura.

Come? Avete paura di mangiare troppa carne?

Secondo il Ministero della salute italiano abbiamo bisogno di circa 0,8 grammi per ogni chilo di peso; ad esempio un uomo di 75 kg ha bisogno di 60 grammi al giorno di proteine.
Considerando che la carne ne contiene dal 10 al 20% il nostro esempio dovrebbe mangiare più 300 grammi di carne al giorno, ogni giorno!
E questa statistica è molto prudenziale! Uno sportivo dovrebbe assumerne da 1 a 1,2 grammi per kg di peso... una fiorentina da 450 grammi al giorno (il macellaio ringrazierebbe!).

La cosa è ulteriormente complicata dal fatto che siamo in grado di assimilare solo 25 grammi di proteine a pasto; è anche per questo motivo che alcune diete come la dieta a zona o i body-builder suggeriscono di fare da 5 a 7 piccoli pasti al giorno.

In realtà molto difficilmente ingeriamo abbastanza proteine.

Il problema è che il corpo umano non ha avuto il tempo di adattarsi a un tipo di alimentazione con legumi e cereali,  5000 anni, in termini evoluzionistici, sono troppo pochi!
Oltretutto solo negli ultimi 30/40 anni pasta e merendine hanno assunto l'importanza quantitativa che hanno ora nella nostra dieta: nessuno negli anni 50 mangiava pasta 2 volte al giorno, da McDonalds 3 volte alla settimana e 2 volte la pizza!!

Non abbiamo avuto il tempo di adattarci.

Purtroppo va anche detto che la qualità di carne, frutta e verdure sulle nostre tavole è in gran parte scadente, priva di nutrienti, e frutto di processi industriali scriteriati (ricordate la "mucca pazza"?).

Questa estate, in preparazione della maratona di Venezia ho adottato la "dieta paleolitica", ho perso 5 kg in un paio di mesi, ero pieno di energie e sempre di buon umore.
Durante la maratona non ho usato gel o barrette; sono arrivato stanco, naturalmente, ma non ho incontrato il solito "muro" del 33° km.

Dopo la maratona, nella mia meritata off-season, mi sono rilassato, sono tornato alla pastasciutta, al formaggio, al pane appena uscito dal forno, al cioccolato… è difficile conciliare l'amore per corsa e triathlon con la passione per la buona cucina!!! :)

Risultato? 5 kg in più, stanchezza, irritabilità…

Basta! ho deciso! cambio vita (alimentazione) e faccio l'uomo delle caverne!

…magari però da gennaio, dopo il pranzo di Natale, il cenone di Capodanno... ;)

Buoni pranzi e buone corse a piedi nudi, come si addice a un bravo uomo delle caverne!! :))

Per info sulla dieta paleolitica:
http://it.wikipedia.org/wiki/Paleodieta
http://robbwolf.com/
http://thepaleodiet.com/

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martedì 29 novembre 2011

Correre con scarpe minimaliste in inverno: Merrel Embark Glove

Le vie di mezzo non mi piacciono.

Correre a piedi nudi presenta innumerevoli vantaggi, uno di essi è che quando finisci in una pozzanghera l'asciugatura è immediata. Se si indossano scarpe e queste si bagnano, l'acqua rimane nella scarpa e il piede resta imprigionato in un ambiente umido e sgradevole. Ricordiamo inoltre che l'umidità, unita allo sfregamento produce le odiate vesciche.

Certo, anche correre sulla strada bagnata sotto la pioggia a piedi nudi a non è sempre gradevole; finchè si fa una corsetta l'esperienza è divertente e gratificante; ma a lungo andare, per chi ad esempio si allena per una mezza maratona o una maratona, la pelle umida diventa grinzosa e molle, quello che chiamo "effetto lavaggio piatti" ;)

Quando poi si corre in inverno, oltre all'umidità c'è anche il freddo. Una cosa è fare una corsetta nel parco, altro è correre 20 km nei boschi, ma anche in strada, a temperature intorno allo zero.

Come più volte dichiarato in questo blog, non sono un integralista della corsa a piedi nudi, e penso che se esistono strade migliori, è giusto percorrerle.

Dall'invenzione del Gore-Tex in effetti correre sotto la pioggia, nelle pozzanghere, nella neve, è diventata un'esperienza molto gradevole, sia per quanto riguarda l'abbigliamento, sia per tenere i piedi all'asciutto.

Da quando ho iniziato a correre, in inverno le mie calzature sono sempre state rivestite dalla famosa membrana impermeabile; quest'anno però mi sono chiesto cosa dovevo fare: la prossima settimana, per il ponte dell'Immacolata sarò in montagna e, con un po' di fortuna meteorologica, ci sarà la neve. Per quanto sia un convinto barefooter, non mi ci vedevo a piedi nudi in mezzo metro di neve; d'altra parte mentre provavo le mie vecchie Salomom, non riuscivo a trovarvi nella diversità della calzata, il tacco ammortizzato e alto... no, non potevo tornare indietro!

D'altra parte già domenica scorsa mi sono reso conto che la mesh delle Five Fingers KSO non era il massimo nelle pozzanghere ghiacciate sulle colline veronesi; dovevo trovare una soluzione.

Dopo un po' di ricerche, non sono facilissime da trovare, mi sono lasciato tentare dall'ultima nata della linea "barefoot" di casa Merrel: le Embark Glove.

Come prima sensazione devo dire che le immaginavo più morbide, ma d'altra parte la membrana in Gore-Tex non è famosa per la morbidezza, anche se la calzata risulta comunque piacevolmente confortevole.

Essendo una scarpa (molto) invernale, il suo utilizzo dovrebbe prevedere un bel paio di calze calde, anche se tutto sommato, l'aderenza della scarpa al piede lascia intravedere delle possibilità anche indossata senza calze... meno possibilità di bagnare le calze stesse, no? ;)

La suola non è il massimo della morbidezza, ma si piega tranquillamente durante la falcata e il piede sembra spinto naturalmente all'appoggio frontale; questa caratteristica è molto utile nella camminata dove l'appoggio frontale viene meno naturale che nella corsa.

La scarpa mantiene comunque una capacità di torsione sufficiente per assecondare il movimento naturale del piede.

La suola è dell'omnipresente Vibram, che sembra avere il monopolio assoluto delle scarpe minimaliste; del resto correndo su strade ghiacciate si apprezza il fantastico grip per cui la celebre casa è giustamente famosa.

Su internet molti feedback negativi sono sulla parte posteriore, giudicata molto rigida e fastidiosa per il tendine di Achille, il che è abbastanza vero, ma sembra essere sufficientemente bassa per non creare eccessivi problemi; potrò essere più preciso dopo qualche decina di chilometri di corsa.

Prime sensazioni positive, quindi. Il verdetto finale poi lo darà l'uso intensivo nei prossimi mesi.

Una cosa è certa: nonostante la Embark Glove sia una scarpa decisamente minimalista, nonostante la calzata dia veramente l'impressione del guanto, nonostante la struttura della scarpa favorisca un appoggio naturale, correre a piedi nudi o "barefoot", come è scritto all'interno della serie minimalista delle Merrel, è un'altra cosa ;)

In inverno però, quando il termometro scende intorno allo zero, piove o nevica, per mantenere i piedi asciutti, correre in modo discretamente naturale e aumentare la sicurezza su terreni scivolosi qualche piccolo compromesso bisogna accettarlo! :)

Cordialmente, a piedi nudi :)

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martedì 22 novembre 2011

Trail con Vibram Fife Fingers, o altre scarpe minimaliste


"No ste a far maratone, che te fa mal!"

Così diceva il mio medico sportivo un po' di tempo fa. Sono passati alcuni anni, alcune maratone, molte mezze e vari triathlon, fra cui anche un paio di Ironman 70.3.

Con grande soddisfazione posso dire di essere ancora vivo, di non aver mai avuto infortuni seri salvo qualche tendinite da "abuso" e qualche ginocchio sbucciato da caduta.

In realtà all'inizio di questa nuova vita correre una maratona o un triathlon su strada era l'ultimo dei miei pensieri. Io volevo fare l' "Ultra trail del Monte Bianco".



Presto questo desiderio si era infranto contro alcune piccole difficoltà tecniche fra cui le mie ginocchia e la mia mancanza di potenza.

Da subito mi sono scontrato contro uno dei maggiori problemi dei runners: appena superavo la mezz'ora di corsa mi facevano male le ginocchia; e quando dico male intendo veramente male. Alla fine delle gare mi reggevo in piedi a malapena; inoltre, a causa della scadente bidinamica della mia corsa, anche la parte superiore del corpo era malconcia e le braccia e il collo erano doloranti.

La debolezza delle mie ginocchia mi ha sempre impedito di allenarmi per un trail, specialmente per le salite, dove le mie ginocchia cedevano immancabilmente dopo pochi chilometri.

Poi ho cominciato a imparare a correre, a mantenere una postura più corretta, fino a un anno fa, quando ho ricevuto l' "illuminazione" e ho iniziato a correre a piedi nudi.

Ora so di poter correre una maratona senza dolori, recuperando in pochi giorni e divertendomi.

E mi è tornata la voglia di trail :)

Per l'UTMB forse ci vorrà un ancora un po' , ma l'anno prossimo potrebbe essere il Magraid (www.magraid.it); i 100 km sono distribuiti in tre giorni e la cosa sembra abbastanza accessibile.

In realtà anche se le mie gare sono sempre su strada, il 90% dell'allenamento è su sterrato, sui sassi dei vigneti delle colline della Valpolicella o sulle pietraie carsiche delle montagne friulane.


La domanda ora è: che scarpe utilizzare in un trail? Scarto l'idea di correre a piedi nudi, anche i Tarahumara si proteggono i piedi con calzature per correre nel Copper Canyon!
Solitamente uso le Fivefingers, la suola Vibram di queste calzature ha un grip eccezionale; l'unico problema è quando, specialmente in discesa, l'arco plantare del piede appoggia su un sasso sporgente; è una parte del piede ssolutamente priva di protezioni e può fare abbastanza male.

Per questo Natale mi regalerò qualche bella avventura da vivere nel 2012, probabilmente anche un trail.

Buone corse a piedi nudi, gente, anche su sterrato.

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

domenica 20 novembre 2011

Consigli su come correre a piedi nudi e/o con scarpe minimaliste

Siamo di moda! :))

Internet pullula di siti che parlano di barefoot running, specialmente dagli Stati Uniti.
Solitamente preferisco leggere racconti di chi ha realmente provato a correre a piedi nudi, in realtà molti sembrano essere "pilotati" da vari produttori di scarpe più o meno minimaliste.

D'altra parte, se un consiglio è buono, vale comunque la pena di seguirlo!

Eccovi un paio di link dal sito vibramfivefingers.com che ho letto con molto piacere.

Buona lettura e buone corse a piedi nudi! :)

http://www.vibramfivefingers.com/faq/barefoot_running_faq.htm
http://www.barefootrunning.fas.harvard.edu/5BarefootRunning&TrainingTips.html

Cordialmente, a piedi nudi :)

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giovedì 10 novembre 2011

Come correre a piedi nudi - tecnica di corsa e barefoot running


Basta cercare "correre a piedi nudi" su qualsiasi motore di ricerca per capire che è in corso un grande dibattito su questo nuovo modo di correre… vecchio di milioni di anni :))

Solitamente chi è per la corsa a piedi nudi è:

- Chi corre a piedi nudi e ne ha ricavato benefici in prima persona
- Medici e podologia illuminati che hanno studiato il problema... e probabilmente corrono a piedi nudi
- Le case di produzione di scarpe minimaliste (e non) che giustamente approfittano della "moda" del barefoot running per conquistare una fetta di mercato

Chi è contrario invece alla corsa a piedi nudi si divide in varie categorie:

- Chi non ha mai corso a piedi nudi
- Chi crede di aver corso a piedi nudi, e invece ha usato (male) scarpe minimaliste e ha avuto qualche problema
- I podologia più tradizionalisti, magari specializzati in… plantari!! :))

Ok, l'ultima è cattiva, l'ho detta solo per fare una battuta. In realtà molti podologia si vedono arrivare presunti barefoot runners con innumerevoli danni provocati da un maldestro uso dei propri piedi e, non essendoci in effetti molta informazione scientifica al riguardo, tendono a consigliare metodi più "tradizionali".

Ma noi sappiamo che la corsa a piedi potrebbe fare del bene ai nostri piedi e al nostro corpo, e se sono riuscito a correre la maratona di Venezia con le Five Fingers senza la minima conseguenza se non un grande sorriso sulle labbra è perché, nonostante sia sovrappeso, poco veloce e male allenato, ho trovato un modo per correre a piedi nudi sufficientemente corretto (e naturalmente migliorabile).

Dopo la maratona di Venezia ho ripescato alcune riprese fatte quest'estate mentre correvo in mezzo alle vigne della Valpolicella e ho montato un breve filmato che può servire da spunto per ulteriori riflessioni sulla tecnica di corsa a piedi nudi. Quello che è venuto fuori è un misto fra Chi Running (che però non prevede la corsa a piedi nudi se non occasionale) e i consigli di "Barefoot" Ken Bob, il papà del barefoot running, nel suo bel libro "Barefoot running step by step".


Spero che questo breve video possa aiutare chi vuole usare la corsa a piedi nudi principalmente per divertirsi e stare alla larga dagli infortuni; ma devo anche fare notare che con questa tecnica ho migliorato il mio personal best sulla maratona di 10 minuti, quindi, a buon intenditor…

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

mercoledì 2 novembre 2011

Barefoot running FAQ: riposte alle più frequenti domande sulla corsa a piedi nudi.


All'arrivo delle maratona di Venezia, un tipo mi guarda le Vibram FiveFingers Bikila LS e mi dice: hai corso con quelle!?? Ci vuole coraggio!!

In realtà sappiamo che ci vuole più coraggio e una certa dose di incoscienza a correre con scarpe iper ammortizzate ;)

Ho raccolto 10 domande che più frequentemente mi vengono poste sia sulla corsa a piedi nudi sia sull'utilizzo di scarpe minimaliste per cercare di fare un po' di chiarezza.

Ne avete altre? lasciate un commento o mandatemi una email a andrea@corricoltuocane.it

1
Correre a piedi nudi fa male?
No, se si corre con la tecnica giusta e più naturale in realtà è più difficile incorrere in infortuni
2
Per correre a piedi scalzi bisogna essere magri come keniani (magri)?
No, ho due esempi in mente: Barefoot Ken Bob, uno dei "padri fondatori" del movimento barefooting in America non è esattamente un fuscello, e l'altro è il sottoscritto, per il quale la passione per la corsa e il triathon è seconda solo all'amore per la buona cucina e la birra :)))
Correre a piedi nudi aiuta anche chi è in sovrappeso a evitare gli infortuni.
3
Per iniziare a correre a piedi nudi è meglio correre sull'erba? sulla strada si rovinano i piedi!
Per iniziare è meglio una superficie dura, come la strada o uno sterrato solido. L'erba perdona troppo gli sbagli e da un feedback sbagliato rallentando l'apprendimento della giusta tecnica. Naturalmente i piedi, come il resto del corpo si devono adattare, ma poco per volta la corsa a piedi nudi diventa naturale e divertente.
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Posso correre a piedi nudi se sono un iperpronatore o supinatore?
I problemi di pronazione e supinazione derivano principalmente dall'appoggio del piede sul tallone. La tecnica corretta della corsa a piedi nudi prevede l'appoggio sulla parte frontale/mediana del piede; la pronazione e supinazione quindi non sono tecnicamente possibili.
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Correre a piedi nudi o con scarpe minimaliste è la stessa cosa?
No, per rendere naturale la tecnica è indispensabile effettuare parte dell'allenamento, almeno il 20,30% a piedi nudi. Il feedback della pianta del piede, che ha una quantità impressionante di cellule sensoriali, fa sì che la posizione del piede e di tutto il corpo si aggiusti spontaneamente nel migliore dei modi. Naturalmente non ha senso voler a tutti costi correre a piedi nudi quando le condizioni lo sconsigliano, come quando l'asfalto è bollente d'estate, o c'è ghiaccio d'inverno, fondi stradali particolarmente taglienti etc.

Consiglio di utilizzare uno degli ottimi dispositivi di sicurezza a nostra disposizione: il "buon senso" :)

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Per correre a piedi nudi occorre iniziare da giovani?
No, io ne sono un esempio, avendo iniziato a correre a 38 anni e a correre a piedi nudi a 45. A 46 ho migliorato di 10' il mio personal best sulla maratona a Venezia correndo con le Vibram FiveFingers, e conto di correrne una a piedi nudi migliorandomi ulteriormente ;)

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Correndo senza la protezione delle scarpe si rischia di tagliarsi con vetri e rocce?
Certo! Come con le scarpe ""si rischia maggiormente di mettere un piede in fallo e stortarsi una caviglia perché le scarpe inibiscono la propriocezione.

Consiglio di utilizzare comunque un'altro dispositivo di sicurezza spesso sottovalutato: gli occhi!

In realtà di vetri taglienti o altro non ce ne sono poi tanti sulle nostre strade e spesso sono ben visibili. 
Ad ogni modo è anche possibile portarsi sempre dietro un paio di scarpe minimaliste, quali FiveFingers o sandali huarache, che non pesano e possono essere facilmente indossati se le condizioni lo suggeriscono.

Può essere una buona idea portarsi dietro un piccolo kit di proto soccorso: fazzoletti disinfettanti e cerotto spray.

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Correndo senza protezione l'arco del piede tende ad abbassarsi?
No, tutto il contrario! I muscoli del piede si rafforzano e il piede diventa più sano. E' frequente diminuire di una taglia di scarpe.
Le popolazioni che abitualmente, almeno nell'infanzia corrono, e vivono a piedi nudi hanno molti meno problemi di noi che costringiamo i piedi nelle scarpe spesso strette: alluce valgo, fasciti e varie deformazioni ossee sono quasi sconosciute nelle popolazioni scalze.

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Per iniziare a correre a piedi nudi, bisogna fare un periodo di transizione con scarpe via via più basse?
No, la miglior transizione fra correre con scarpe dotate di controllo e supporto e la corsa a piedi nudi è: correre a piedi nudi!
E' il piede stesso, con il feedback che ci dà, il nostro migliore insegnante.

Due consigli per re-imparare a correre

-  Calma, un passo alla volta! La prima corsa a piedi nudi può essere di 100/200 metri (sì, esatto, anche se siete maratoneti o fate delle ultra!). Osservate i vostri piedi l'indomani, se tutto è ok correte 300 metri e così via. 

- Qualche dolorino o vescichetta di adattamento può essere normale, ma se fa male, avete fatto qualcosa di sbagliato: troppo veloce? troppo a lungo? appoggio sbagliato?

Ascoltate il vostro insegnante! Può anche essere una buona idea riprendervi con una telecamera, specie se ha un buon slow motion, ma cercate di imparare dalle sensazioni più che dal riscontro visivo.

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Ci vuole coraggio a correre a piedi nudi?
Certo, ci vuole sempre coraggio per andare contro il senso comune. Ma non è detto che il senso comune abbia ragione, e a mio avviso non ce l'ha quasi mai!

Il grande problema del barefooting non è la tecnica o le strade rovinate; spesso ci si vergogna di mostrare i piedi e dei commenti stupidi della gente. 

Un consiglio: mettetevi una bella bandana colorata e una maglietta colorata in modo assurdo: la gente vi guarderà meno i piedi!! :)))
E se qualcuno vi fa un commento per prendervi in giro pensate ai problemi che avrà con l'avanzare dell'età perché non allena in modo adeguato gambe e piedi, o se corre, agli infortuni che lo terranno fermo, o i soldi che dovrà spendere per scarpe ipertecnologiche o costosi plantari e… sorridete :)))))))))

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)