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lunedì 29 settembre 2014

Mezza maratona a piedi scalzi, La Maddalena, Sardegna :)

Siamo felici di pubblicare l'avventura "barefoot" di Marta D'Amico :)

Scriveva Françoise Mézières: “la salute è il risultato di una forma perfetta”, aggiungendo che, non c'è un funzionamento corretto senza una forma perfetta.

Domenica 21 settembre, a La Maddalena in Sardegna, mentre corro la 5° mezza maratona del mio 1° anno da runner, (la prima in modalità "barefoot"  cioè scalza + FiveFingers), osservo la gente correre: alcuni corpi sono perfette macchine, altri invece, sono dei rottami che trotterellano  affannosamente nelle salite che portano alle antenne di Caprera, mentre lottano contro sole, caldo ed  umidità.


Io non mi reputo una Ferrari Testarossa, ma nemmeno un’Ape Piaggio ;) 
Negli ultimi 2 anni  ho iniziato a correre, meglio, ho imparato a correre: ho corso 4 mezze maratone ed una serie consistente di gare e garette; ho anche fondato una società podistica e, con il mio gruppo dei Lions Runners Caprera, ho addirittura organizzato 2 manifestazioni.

Modalità di corsa? lunghe distanze a velocità da crociera, 5/5.30 km a minuto, senza faticare eccessivamente, ma  azzardando sempre il km in più.  

Questa mia 1’ gara barefoot (8.5  km  metà scalza +  12.5 indossando le  FiveFingers) è un mix di testardaggine, irrazionalità, passione, e forza di volontà.
Quattro mesi fa, la visione a Lucca di Folco Terzani scalzo e sorridente e subito dopo la lettura  di  un libro, che tutto il popolo corridore scalzo conosce: “born to Run “ di Christopher McDougall iniziano a stuzzicare la mia voglia di buttare nel cestino le comode ed ammortizzate Saucony Jazz. 
L’autore del libro o uno dei personaggi principali, Barefoot Ted, Ted lo scalzo, un po’ mi assomigliano, certo sono più famosi, ricchi e tutti e due hanno molti meno capelli di me, ma, entrambi hanno  la mia stessa voglia di correre e la stessa consapevolezza di non essere agili gazzelle keniane da 3,20 min a km; inoltre, hanno in comune con la sottoscritta  una serie infinita di acciacchi, che non permettono loro di realizzare i propri obbiettivi, come correre maratone ottocentesche o recuperare da una fascite plantare.

Non mi voglio dilungare troppo sulla dissertazione medica: per ogni Dott. Liebermann che sposa la corsa scalza o con scarpe minimal come le FiveFinger, infatti, ci sono 50 medici, fisiatri, podologi ed ortopedici che si fregano le mani pensando alle prossime parcelle che un barefoot runner dovrà sborsare loro. E’ però importante non seguire troppo il cuore, come faccio io, che, a quattro giorni dalla gara ho ancora i polpacci doloranti, ma affrontare un tipo di corsa completamente diverso in maniera graduale.

Il mio errore principale? In pochissimi mesi, appena due, sono  partita da una scarpa molto ammortizzata  (Brooks Ghost o Saucony Jazz) al piede nudo, inserendo più  tardi le Vibram FiveFingers; tutti i runners barefoot che ho conosciuto e con cui ho scambiato informazioni, invece,  mi hanno consigliato di iniziare gradualmente, magari iniziando a correre con delle scarpe flat o delle a/1, abbandonando del tutto le scarpe classiche, onde dare modo al piede e, soprattutto al tendine di Achille, la possibilità di allungarsi ed adattarsi in modo definitivo al nuovo stile di corsa.

Il mio approccio è stato sull’asfalto, niente sabbia da romantici spot o erba soffice, due o tre tipi di asfalto ruvido e nero che,durante l’estate, temevo  mi distruggesse la schiena, invece ho migliorato sensibilmente sia la postura ed ho smesso di avvertire quel fastidioso dolorino alla base della schiena che accompagnava tutte le mie sedute di corsa.

Due mesi di 4,5 al massimo 6 km scalza o con five finger, atterrando sempre sull’avampiede, provate persino le ripetute, fino ad arrivare ad un massimo di 11 km corsi in allenamento, mentre, preparando una maratona, continuavo ad allenarmi sulle lunghe distanze con le scarpe ammortizzate e un mini trail in sterrato mi regalano, purtroppo ad una sola settimana dalla gara, versamento ed infiammazione del tendine dei gemelli:  infortunio non grave, che, tuttavia mi fa  desistere dal correre la mezza maratona in velocità.

Il mio programma, molto folkloristico a dire la verità, ma dovuto perché gioco in casa e vorrei far pubblicità ai miei lions, comprende 5 km scalza, 10 km  con five fingers e altri 6 km scalza.

Parto benissimo a 5.30 min a km, piedi nudi, sorriso stampato  e chiacchiera facile ;)

Tra i miei compagni è un tripudio di domande, la mia risposta clou è  mamma non mi ha fatta con le Mizuno!”, al 4 km lo sento: pietra  o spina o vetro o qualcosa di tagliente, resisto un altro km, poi  metto le five finger, la mia gara in velocità è  finità, ma già lo sapevo… adesso bisogna resistere, con le Vibram il dolore è attutito, ma si sente lo stesso :(

Al 14 km inizio a zoppicare, spostando il peso della gamba destra dove ho “forato” sulla sinistra dove ho l’infiammazione; inizio ad alternare camminata veloce e corsa e al 17 km tolgo le scarpe, ogni promessa è debito!

Il taglio c’è si vede e si sente, il tempo di una sosta all’ambulanza x un bagno di acqua ossigenata e via, il traguardo è vicino!

Arrivo zoppicando nel peggior tempo mai fatto neanche in allenamento, ma arrivo, scalza e felice e ho la mia medaglia e il mio secondo di gloria e pure un 3° Posto di categoria.

Ho i miei cari, i miei amici, il mio gruppo e ho anche due alter ego : Francesco di 55 anni che ha corso tutta la gara scalzo chiudendola con un ottimo tempo  e che, mi racconta, corre scalzo felicemente da 1 anno e poi Sandro che ha corso con le FiveFingers dopo aver provato, senza successo, a correre scalzo.



E’ stata un’esperienza avventata, lo so, ma esaltante; ed io, che  sono nata scalza, senza Mizuno e senza plantari, vorrei continuare  a provare, perché, in una terra lontana, tra dirupi, canyon  e montagne, Micah Trueun, conosciuto come Caballo Blanco, un uomo che viveva per correre, ripeteva  spesso: ”Run Free”, la corsa è libertà, Amigo :)

Marta D’Amico


Referenze:

mercoledì 17 luglio 2013

Barefoot running: l'evoluzione dell'uomo e le nuove Nike Free Hyperfeel

Due milioni e mezzo di anni fa, anno più anno meno, l'uomo ha iniziato a cacciare.

C'erano delle ragioni per quest'evoluzione: le foreste che prosperavano di frutti si stavano diradando e la jungla era diventata un posto molto competitivo.

In realtà l'uomo, come tutti i primati, gorilla compresi, mangiava già carne, ma solitamente la cena era costituita da insetti, larve, piccoli animaletti.

Cacciare nella savana però era un'altra cosa: gazzelle e impala corrono veloci e rappresentano una sfida molto difficile per un primate.

L'uomo ha perso il pelo, iniziato a sudare (il più efficiente sistema di raffreddamento nel mondo animale) e assunto una posizione eretta, che permetteva di avvistare prede e predatori da lontano e subire meno i raggi del sole.

L'uomo ha iniziato a comunicare e collaborare: in gruppo è più facile adottare strategie di caccia.

Elaborare strategie di caccia implica una grande predisposizione al problem solving, e quindi intelligenza: il cervello dell'uomo ha iniziato a ingrandirsi e svilupparsi.

Per cacciare l'uomo ha iniziato a correre: la caccia con traccia o persistenza implicano una predisposizione alla corsa di resistenza in climi estremi.

Allora l'uomo correva a piedi nudi.

L'arco del piede, la caviglia, le ginocchia e l'anca sono uno dei migliori sistemi di ammortizzazione esistenti.

La pianta dei piedi, con i suoi milioni di sensori, aggiusta micrometricamente  il movimento al terreno per permettere la migliore propriocezione e quindi equilibrio.

Ci sono voluti due milioni e mezzo di anni per perfezionare la corsa di resistenza dell'uomo.

In 40 anni, dagli anni 70, l'uomo ha pensato che in due milioni e mezzo di anni la natura e l'evoluzione avesse fatto un pessimo lavoro, e ha costruito scarpe con supporto plantare, tacco rialzato e ammortizzazione.

L'uomo ha inventato i pronatori e i supinatori, il test del bagnato, e ha deciso che allungare il passo e atterrare di tacco fosse la cosa migliore per correre, a patto di avere le migliori scarpe sul mercato, da sostituire ogni "tot" chilometri, consigliate dagli "esperti" dei negozi.

L'uomo ha però continuato ad infortunarsi, a spaccarsi le ginocchia, le caviglie, e a spendere soldi comprare scarpe futuribili con iperammortizzazione e plantari su misura... e a farsi male.

Finché in varie parti del mondo, qualcuno ha provato a togliersi le scarpe e a scoprire che senza si corre meglio, le ginocchia fanno meno male, ed è più bello e divertente (complice anche un libro: Born to run di Christopher McDougall, leggi il post: Born to Run di Christopher McDougall)

Adesso, dopo più di 40 anni di scarpe l'uomo ha scoperto che senza scarpe si corre meglio, cosa che sapeva da milioni di anni, ma se l'era dimenticato.

Certo, correre a piedi nudi non costa nulla e non c'è interesse; per non perdere il mercato, le varie case produttrici di scarpe hanno inventato le "Barefoot shoes" ovvero le scarpe per correre a piedi nudi...

Purtroppo, con le "barefoot shoes" i problemi non sono spariti, fratture da stress, tendiniti e altro contiuano a rovinare la vita dei runners.

La verità è in realtà molto semplice: correre a piedi nudi significa... correre a piedi nudi!

Correre con le scarpe, seppure "barefoot", non è come correre a piedi nudi, e può portare a infortuni anche gravi.

Se tuttavia correte a piedi nudi per la maggior parte del tempo, e volete indossare un paio di scarpe dal look intrigante, sicuramente l'ultimo modello di Nike può valere più di un'occhiata.

Ma per favore, non chiamiamola "barefoot shoe".

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

martedì 9 luglio 2013

Earthing, a piedi nudi per combattere i radicali liberi

"I radicali liberi fanno invecchiare".

"Combatti i radicali liberi!"

"Assumi gli antiossidanti per combattere i radicali liberi!"

Ok.

Cosa sono i "radicali liberi"?

Tranquilli, la politica non c'entra nulla ;) I radicali liberi sono molecole o atomi che hanno perso un elettrone, carica elettrica negativa, pertanto assumono una carica positiva.

Poiché le cariche positive attraggono quelle negative, i radicali "rubano" elettroni alle altre molecole producendo un "effetto domino" che può danneggiare la struttura cellulare.


I radicali liberi sono un prodotto delle reazioni biochimiche in particolare aerobiche, cioè utilizzano l'ossigeno, e servono a produrre energia.

Altri fattori esterni favoriscono la produzione di radicali liberi:

Stress
Fumo
Inquinamento
Alimentazione non corretta

I radicali liberi rappresentano una potente risorsa per il sistema immunitario: servono per neutralizzare germi e microbi tramite l'infeziome.
Hanno un forte effetto ossidante, al punto che il premio Nobel James Watson ha proposto di proibire gli antiossidanti ai malati di cancro; le cellule cancerose prosperano infatti in ambiente anaerobico, ovvero privo di ossigeno. (http://royalsociety.org/news/2013/watson-antioxidants-cancer/)

Purtroppo, se i radicali liberi sono troppi, il processo distruttivo non si limita ai corpi estranei. Si ritiene che siano responsabili di invecchiamento, malattie cardiovascolari, cancro, morbo di Parkinson, Alzeimer...

Assumere troppi antiossidanti, specialmente tramite rimedi farmacologici, può ridurre le nostre difese contro i batteri, la capacità di rimarginare le ferite e altro.

Come riequilibrare quindi in modo naturale e non problematico il numero dei radicali liberi?

Correndo a piedi nudi!

I radicali liberi, come abbiamo detto, sono atomi o molecole che hanno perso un elettrone e quindi hanno carica positiva. La terra ha notoriamente una carica negativa, è cioè ricca di elettroni; il contatto fra i piedi, o altre parti del corpo, e la terra produce un trasferimento di cariche e un successivo equilibrio.

In pratica il nostro corpo viene  messo "a terra", come l'impianto elettrico di casa.

Questa teoria è stata elaborata da un ex tecnico del via cavo americano, Clinton Ober, che insieme con, Stephen T. Sinatra e Martin Zucker ha scritto un libro di cui si parla molto in rete: Earthing _ a piedi nudi.


Secondo gli autori, lo stare a contatto con la terra può aiutare nei seguenti casi:
  • la perdita di peso;
  • la diminzione di dolori cronici:
  • la più rapida guarigione delle ferite;
  • l’eliminazione del jet lag;
  • il rallentamento della perdita di massa muscolare con l’avanzare dell’età;
  • maggiore efficienza del sistema immunitario;
  • miglioramento del metabolismo.
Oltre a rallentare l'invecchiamento e, da una certa età,  a tutti piace vedersi più giovani ;)

Va detto che la teoria dell'earthing, per quanto affascinante, non è ad oggi avvalorata da studi scientifici e più di uno scienziato la definisce una "sciocchezza".

Secondo la mia esperienza personale, stare a piedi nudi mi fa sentire meglio, i miei problemi alle ginocchia, quando corro a piedi nudi spariscono miracolosamente e il mio umore migliora. Sono anni che non ho l'influenza, non ho mal di schiena, mal di testa, problemi di stomaco e la mia pressione, prima alta, si è stabilizzata su 80/120.

Purtroppo non mi sembra che nel mio caso funzioni per perdere peso :(
Dovrò per forza mettermi a dieta...

Forse l'earthing è una sciocchezza, o forse no. Come dice l'Agente K di "Men in black":

"1500 anni fa la gente credeva che fosse il Sole a girare attorno alla Terra. 500 anni fa la gente credeva che la Terra era piatta. E tu 15 minuti fa credevi che la gente fosse sola su questo Pianeta...Immagina Cosa Saprai Domani..."

Quello che so è che stare a piedi nudi mi piace e correre senza scarpe migliora la ma vita, anche se, ancora, non so perché  :)

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

lunedì 11 marzo 2013

L'uomo di Neanderthal correva più lento dei conigli, e si è estinto

Ancora prove dimostrano come l'adattamento alle nuove condizioni ambientali sia la chiave della sopravvivenza e dell'evoluzione:

Più di 30.000 anni fa, la penisola iberica era ricca di cervi e di altre grandi prede di cui si cibava l'uomo di Neanderthal.
Probabilmente a causa della grande era glaciale, la popolazione di queste grandi prede è diminuita progressivamente.


Secondo un recente studio: I conigli e la sopravvivenza degli ominidi nella penisola iberica, sembra che gli uomini di Neanderthal avessero qualche problema nella caccia a prede più piccole come i conigli, e quando le grosse prede scarseggiarono, non riuscirono ad adattarsi alle nuove condizioni ambientali.

(vedi anche articolo sull'Huffington Post americano)

Del resto in questo blog avevamo già proposto una lettura non tradizionale dell'estinzione degli uomini di Neanderthal due anni fa, quando proponevamo che il motivo dell'estinzione potesse essere la loro poca capacità di correre:

La grande corsa a piedi nudi fra Neanderthal e Cro-Magnon

In ogni caso vale sempre il detto (adattato per l'occasione): non importa se sei un uomo di Neanderthal o un coniglio; quando ti svegli alla mattina, inizia a correre!

…a piedi nudi, naturalmente ;)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

mercoledì 6 marzo 2013

Le mie vecchie FiveFingers e l'occasione perduta di Vibram.


Sono molto triste.

Sto guardando le mie vecchie FiveFingers Treksport e mi rendo conto che ormai hanno finito la loro vita.

Dopo 2 anni di lavaggi in lavatrice la gomma della suola è diventata molto rigida, la tela ha degli strappi e il velcro della chiusura non si chiude più.


Sono triste perché mi ricordo la gioia che ho provato quando sono arrivato a casa con la scatola, mi sono subito cambiato e sono andato a correre in mezzo ai vigneti dietro casa.

Ero felice perché mi sentivo libero, non come a piedi nudi, ma qualcosa di molto simile e i perfidi sassolini taglienti del marmo della Valpolicella non erano più un problema: li potevo sentire e contare uno per uno, ma il mio passo era leggero e spensierato.

Il mio rapporto con le FiveFingers non è sempre andato nel migliore dei modi; nei più grandi amori ci sono sempre alti e bassi, come quando ho esagerato (troppo veloce, troppo a lungo) e mi sono beccato quell'infiammazione al tendine d'Achille… ad entrambi i tendini d'Achille… :(

Poi ho capito che, come nei grandi amori, ognuno di noi doveva avere i suoi spazi, le mie FiveFingers sono spesso restate nell'armadio e io sono andato a correre a piedi nudi, perché correre con le FiveFingers non è come correre a piedi nudi.

Quando corri a piedi nudi, senti i sassi, senti il bruciore della pelle sull'asfalto, e sai quando dire basta, quando fermarti: sono i tuoi piedi che te lo dicono!

Le FiveFingers sono come una mamma troppo protettiva, che non ti dice che nel mondo oltre al bene c'è anche il male. 

Le Fivefingers non ti dicono che stai esagerando, lo scopri ore dopo o il giorno dopo, quando il medico del pronto soccorso ti dice che hai una tendinite o una frattura da stress.

E tu ti chiedi "come mai"? perché sai che correre a piedi nudi è il modo più naturale di correre! 

Ma naturalmente non stavi correndo a piedi nudi, c'erano le tue FiveFingers che, a modo loro, cercavano di proteggerti, come una mamma troppo invadente.

Però quante soddisfazioni: come quando ho tagliato il traguardo della maratona di Venezia con quelle buffe scarpe a cinque dita, togliendo quasi 10 minuti al mio tempo migliore. Tutti mi chiedevano se ero matto! Ma io stavo benissimo!

Quanti ricordi, quante emozioni…

Sono triste per le mie FiveFingers, ma anche perché è stata buttata via la possibilità di convincere la gente a smetterla con le dannosissime scarpe iper-tecno ammortizzate e tornare a un modo più sano e bello di correre.

La moda delle FiveFingers ha contagiato molti a provare a correre a piedi nudi, e di questo siamo grati a Vibram. Ma è anche vero che correre con delle scarpe, seppure meravigliosamente minimaliste, non è come correre a piedi nudi. 

E ci si può fare male.

Nel marzo 2012, un gruppo di cinque studi legali ha depositato una class action contro Vibram USA Inc e Vibram FiveFingers LLC presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto del Massachusetts: 

"la società ha utilizzato dichiarazioni ingannevoli circa i benefici per la salute della corsa a piedi nudi".

L' errore di Vibram è stato quello di cavalcare l'onda di entusiasmo per la corsa a pedi nudi conseguente all'uscita del libro "Born to run" di Christopher McDougall, senza aiutare a creare una vera cultura del barefooting.

Io ci ho anche provato a dirglielo, ho proposto a Vibram di collaborare (gratis) per spiegare alla gente come non farsi male correndo a piedi nudi e con le FiveFingers. Non mi hanno mai risposto; probabilmente preferivano altri testimonial, più giovani, o con un miglior personal best sulla maratona.

Ora Vibram in Italia è molto tiepida sulla corsa a piedi nudi; preferisce spingere le scarpine a cinque dita nel mondo delle palestre, dei giovani, della moda.

Però io di gente con le FiveFingers in giro non ne vedo, nelle corse al massimo siamo in due o tre esaltati, in palestra non le usa nessuno.

Che peccato, che occasione sprecata. 

Guardo le mie FiveFingers Treksport e mi sento un po' triste; ma adesso le indosso, fado a fare una corsetta, e mi passa tutto.

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

giovedì 28 giugno 2012

Gli infortuni della corsa a piedi nudi e il mondo capovolto di Alice

Uno dei racconti che ogni rileggo con piacere è Alice nel paese delle meraviglie, forse perché ogni volta si può scoprire qualcosa di nuovo, o forse perché le descrizioni del "mondo capovolto" di Alice possono far riflettere sui non-sense del mondo reale, o perlomeno quello che noi riteniamo tale.

Se digitiamo in un motore di ricerca "barefoot injuries" o "infortuni corsa a piedi nudi" otteniamo una serie di pareri di autorevoli podiatri e "esperti" vari.

Certo, qualcuno è sul sito di produttori di… scarpe, seppure minimaliste, zero-drop, o "barefoot", ma non voglio pensare male ;)

Mi piacciono molto i commenti dei podologi allarmati per il crescente numero di infortuni dovuti alla corsa "barefoot". Beh, qualche anno fa a piedi nudi correva solo Ken Bob e i Tarahumara, adesso siamo di più ed è inevitabile che qualcuno in più si possa fare male. D'altro canto il fatto che molti podologi propongano plantari molto costosi non significa che ci debba essere necessariamente un certo conflitto d'interessi, è vero infatti che per certe patologie un plantare può aiutare a camminare meglio.

Però quello che mi diverte di più sono gli "esperti".

Gli "esperti" sono generalmente ex sportivi, allenatori o medici sportivi che… non hanno mai corso a piedi nudi!

Eccovi ad esempio un articolo di un noto sportivo, vincitore della maratona di New York un po' di anni fa e ora "guru" della corsa che afferma che un runner di una certa età non può correre a piedi nudi perché ha i muscoli dell'arco plantare troppo "molli"…

…e perché mai dovrebbe averli "molli"?

Perché ha sempre usato le scarpe!

E quindi, secondo questo ragionamento, dovrebbe usare ancora le scarpe, in modo che con l'età i suoi muscoli diventino ancora più molli!

Ma la lista di amenità sull'argomento è lunga, possono correre a piedi nudi:

- chi è magro come i keniani
- chi ha corso a piedi nudi sempre da quando era piccolo
- chi ha una biomeccanica perfetta (che però nessuno sa qual'è)
- i giovani

e ancora:

- è meglio correre a piedi nudi su superfici morbide
- correre su asfalto a piedi nudi si danneggiano le caviglie
- nell'erba ci sono sassi aguzzi, vetri, rami, radici... serpenti a sonagli e ghepardi no? ;)

La mia risposta è semplice: io peso 89 kg per 1,84 di altezza, ho 47 anni e ho iniziato a correre 8 anni fa dopo anni di divano e TV, fino a un paio di anni fa il dolore alle ginocchia mi stava facendo letteralmente smettere di correre :(

Poi ho iniziato a correre a piedi nudi e ho risolto tutti i problemi (tranne la pigrizia e la passione per la buona cucina, naturalmente!).

Io vorrei che questi "esperti" dessero qualche consiglio per quelli che vogliono imparare a correre meglio, come ad esempio andarci piano; in realtà i muscoli generalmente si abituano velocemente a un modo più naturale di correre, ma tendini, legamenti e ossa, no.

"Troppo e troppo presto" rappresentano il maggiore problema dei barefooter.
Occorre ricordare ancora una volta che usare scarpe minimaliste, zero-drop e "barefoot" non vuol dire correre a piedi nudi. La risposta sensoriale della pelle sotto i piedi è il migliore controllore di quando stiamo esagerando.

D'altra parte siamo abituati ai dentifrici consigliati dai dentisti, accettiamo consigli su una corretta alimentazione da fabbricanti di merendine e crediamo che la dieta mediterranea sia costituita da pizza e pasta:  perché quindi non accettare consigli sul barefooting da produttori di scarpe e "guru" che a piedi nudi non hanno mai corso?

E' il mondo capovolto di Alice.

Tutto questo però mi dà un'idea: il prossimo blog lo faccio sull'economia globale o sulla cardiochirurgia, oppure su genetica e biotecnologie, tanto non sembra sia necessario essere particolarmente competenti per dare suggerimenti! ;)

Se posso dare io un consiglio: toglietevi le scarpe e correte a piedi nudi, piano piano, senza fretta, magari date un'occhiata a questo video:


Buone corse amici barefooters, e buona lettura!

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

http://running.competitor.com/2010/05/features/the-barefoot-running-injury-epidemic_10118

http://www.newtonrunning.com/run-better/improve-your-running/324-barefoot-running-injuries

http://www.orlandopizzolato.com/forum_thread.php?idf=7&idt=1523

http://www.albanesi.it/Corsa/plantare.htm

http://www.albanesi.it/arearossa/articoli/piedi_nudi.htm

domenica 3 giugno 2012

Class action contro la Skechers delle scarpe "Shape-ups" e Nutella!! ;)

Tempo fa su questo blog scrivevo, un po' irritato, a proposito di scarpe da corsa dei Masai:

http://corriapiedinudi.blogspot.it/2011/05/le-scarpe-da-corsa-dei-masai.html

I masai sono famosi per correre a piedi nudi, o al massimo con dei sandali, ma una compagnia ha sfruttato il nome per una linea di scarpe con la suola tonda e iper ammortizzate che avrebbero dovuto avere particolari effetti benefici.


Pare che questo tipo di scarpe sia piaciuto tanto che altre compagnie li hanno imitati, e fra queste ci sono anche le "Shape-ups" di Skechers, particolarmente indirizzate a un'utenza femminile.

La Skechers ha basato la sua campagna pubblicitaria su studi che proverebbero i benefici per la salute; purtroppo pare che gli studi non siano poi così indipendenti, la Dottoressa Gautreau che ha fatto gli studi sembrerebbe sposata a un dirigente del marketing della Skechers, e che gli studi stessi siano stati pagati dall'azienda.

Questo scherzetto costerà alla Skechers circa 40 milioni di dollari a seguito di una class action poiché i tribunali americani hanno stabilito: "che la società ha ingannato i consumatori facendo affermazioni infondate che Shape-ups aiuterebbero le persone a perdere peso, rafforzare e tonificare i glutei, le gambe e i muscoli addominali."

Qui l'articolo di Forbes:

In questo stesso periodo Ferrero ha perso una causa (3 miloni di dollari) per una pubblicità che sosteneva che la Nutella spalmata sul pane sia un cibo "salutare"...


Qui l'articolo di Forbes:


Però qui c'è una differenza: magari la Nutella non è il cibo più salutare del mondo, ma almeno è buona! :))

La morale è sempre quella: buttate via le scarpe, e correte a piedi nudi! E fate colazione con quello che volete, senza esagerare, però! ;)

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

venerdì 27 aprile 2012

Lo Zen e l'Arte di correre a piedi nudi! ;)


Negli anni '80 andava di moda un libro dal titolo a dir poco inusuale: "Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta". In realtà, più che parlare di discipline orientali e meccanica il romanzo è una riflessione critica sull'atteggiamento occidentale di fronte agli ostacoli.

Per capire la differenza fra atteggiamento mentale occidentale e orientale facciamo l'esempio di un viaggio in bicicletta.
Mario, l' "occidentale", e Filippo l' "orientale", partono  da Bologna e vanno a trovare le loro rispettive fidanzate a Firenze; naturalmente in mezzo c'è l'Appennino.


Mario analizza il tragitto su Google Earth, valuta le pendenze, divide il percorso in vari tratti, decide le fermate per alimentarsi e riposare e fa una valutazione dei tempi di percorrenza creando una tabella di marcia.

Una volta partito guarda spesso l'orologio, il contachilometri, raffronta i tempi di percorrenza con la tabella di marcia; purtroppo non vede un pezzo di vetro sulla strada e una ruota si buca. Mario sostituisce la ruota, irritato per il contrattempo che causa un rallentamento nel suo cammino. Una volta cambiata la camera d'aria salta sulla bicicletta rendendosi conto che le mani sporche di grasso stanno sporcando il manubrio.

Giunto a Barberino del Mugello pregusta la veloce discesa verso Firenze, ma purtroppo sopraggiunge un temporale ed è costretto a fermarsi dalla forte pioggia.

Arrivato a Firenze si lamenta con la fidanzata del terribile viaggio e non vede l'ora di andarsene a riposare.

Filippo analizza il tragitto su Google Earth, guarda le foto di Panoramio per farsi un idea del paesaggio, trova una trattoria sulla strada che gode di ottime recensioni e divide il percorso in base a vari punti panoramici, un agriturismo dove si può fermare a prendere del formaggio e magari una buona bottiglia di vino.

Una volta partito si rilassa guardando il panorama, sulla salita ascolta il suo cuore che batte e sente il sangue scorrere nelle vene. Purtroppo non vede un pezzo di vetro sulla strada e una ruota si buca. Filippo si ferma e sostituisce la ruota all'ombra di un bellissimo albero, poco più in là nota un ruscello e mentre si lava le mani nella fresca corrente nota un cerbiatto che lo guarda curioso.

Sorridendo per l'incontro Filippo rimonta in sella, inizia la discesa ma Giunto a Barberino del Mugello purtroppo sopraggiunge un temporale ed è costretto a fermarsi dalla forte pioggia. Fortunatamente poco più in là c'è un bar e decide di entrare a bersi un caffè. Una barista gentile gli porge un asciugamano, così può asciugarsi. Alla cassa prende anche una confezione di cioccolatini per la sua fidanzata.

La pioggia termina e Filippo riprende il suo cammino. Arrivato a Firenze abbraccia la fidanzata, le porge la scatola di cioccolatini e le racconta del viaggio, del cerbiatto e della barista gentile; poi se ne va a riposare riproponendosi di rifare il viaggio, magari con la sua fidanzata.

La cosa che dovrebbe far riflettere è che Mario e Filippo probabilmente ci mettono lo stesso tempo, superano gli stessi ostacoli e alla fine sono comunque entrambi stanchi.

Veniamo ora alla corsa a piedi nudi. 

Se partiamo con l'idea di "voler affrontare una sfida", di eliminare gli infortuni, di correre più veloci, di sentirsi diversi e migliore degli altri, probabilmente ci ritroveremo infortunati, delusi e arrabbiati con Christofer McDougall e il cxxxx di "Born to run" (nonché con l'autore di questo blog!! :)

Ogni vescica, ogni pezzo di vetro sulla strada ci farà imprecare, ogni tendinite e dolorino "di assestamento" mentre il nostro corpo si abitua a un nuovo modo di muoversi ci farà maledire la decisione di aver abbandonato le scarpe.

Proviamo invece a correre gustando ogni singolo passo, assaporando le sensazioni che proviamo correndo su diversi tipi di terreno, sorridendo alla gente che ci guarda strano e ci chiede se "non fa male?" 

Proviamo a considerare ogni dolorino, ogni vescica come un segnale del nostro corpo che ci dice che dobbiamo migliorare la tecnica, o che magari abbiamo esagerato (troppo e/o troppo presto).

Probabilmente ci ritroveremo senza infortuni, a limare il nostro tempo sulla maratona e alla fine di una gara saremo stanchi, ma non vedremo l'ora che arrivi la prossima.

Magari i nostri amici ci guarderanno in faccia e penseranno che magari una corsetta a piedi nudi la possono fare anche loro; il sorriso è contagioso almeno quanto il nervosismo.

Lo Zen ci insegna che in un viaggio è importante arrivare, ma quello che conta è il cammino.


Quindi, meditiamo sulla nostra vita, vogliamo essere Mario o Filippo? ;)


Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

giovedì 8 marzo 2012

Correre a piedi nudi l'8 marzo, festa della donna :)


8 marzo. Nella giornata della donna corriapiedinudi e corricoltuocane vogliono rendere omaggio a Kathrine Switzer, la prima donna che ha corso una maratona.

Kathrine Switzer è stata la prima donna a correre e a terminare la maratona di Boston; era il 1967.

Poiché non era possibile per una donna partecipare alla gara, nella scheda di iscrizione si firmò K.V. Switzer, così gli organizzatori non avrebbero potuto scoprire che si trattava di una donna.

Durante la gara, gli organizzatori cercarono in tutti i modi di fermarla e strapparle il pettorale, ma con una forte determinazione e l'aiuto di qualche amico riuscì ad arrivare al traguardo, dimostrando a tutto il mondo che una donna poteva correre una maratona.


Anche grazie a questo atto coraggioso dal 1972, 5 anni dopo, la partecipazione femminile alle maratone è ufficialmente ammessa; nel 1974 Kathrine Switzer vinse la maratona di New York.

Ora, grazie a Kathrine Switzer, Paula Radcliff (record mondiale maratona), Pamela J. Reed (nel 2003 vince la Badwater ultramarathon, Dean Karnazes è solo secondo ;) e tante altre sappiamo che il cosiddetto "sesso debole" tanto debole non è.

Certamente però spesso una donna deve fare molta più fatica di un uomo per poter dimostrare il proprio valore.

Buone corse ragazze, e buona festa della donna! ;)

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mercoledì 15 febbraio 2012

Correre a piedi nudi: come rafforzare la pianta dei piedi e evitare le vesciche.

Come sappiamo per correre scalzi dobbiamo cambiare modo di correre: atterrare sulla parte frontale del piede anziché sul tacco, accorciare la falcata, accelerare la cadenza (180 passi al minuto), spingere leggermente avanti il busto per sfruttare la forza di gravità e piegare le gambe.

Sappiamo anche che facendo tutto questo riusciamo a evitare gran parte degli infortuni e dolorini vari che affliggono i runners "calzati".

Ci vuole un po' prima che legamenti, muscoli e tendini si adattino, e quando alla fine facciamo nostro questo modo di correre potremmo pensare di avere risolto tutti i nostri problemi...

Sfortunatamente manca ancore un piccolo particolare: la pianta del piede.


Ammettiamolo siamo nati con le scarpe!! 

Fin da piccoli abbiamo coperto e protetto i nostri piedi con calze scarpe, ciabatte, scarponi e… barefoot shoes, le scarpe minimaliste che danno quasi l'impressione di correre a piedi nudi, ma impediscono anch'esse alla pelle di reagire alle sollecitazioni del terreno.

Come tutte le parti del corpo che non si utilizzano, anche la pelle della pianta del piede è "addormentata", pertanto correre su asfalto, sassi e tapis roulant a piedi nudi porta a un fastidioso problema: le vesciche!!

Cosa fare per irrobustire la pelle e evitare le vesciche?
  • Correte poco, ma tutti i giorni; la pelle del piede in questo modo si può abituare gradualmente e senza traumi.
  • Evitate di correre a lungo su superfici bagnate, come l'asfalto sotto la pioggia. La pelle bagnata è più morbida e sensibile alle abrasioni.
  • Se si corre a lungo sul talps roulant, il tappeto tende a scaldarsi, l'attrito insieme col calore aumenta il rischio di vesciche. Appena avvertite un minimo bruciore, fermatevi e lasciate alla pelle del piede il tempo di riprendersi. Dividere l'allenamento in due, metà alla mattina, metà alla sera, può essere una buona idea.
  • Quando uscite a correre scalzi, portatevi sempre dietro un paio di scarpe o sandali; se avvertite dolore o anche solo un po' di bruciore, indossatele e preferibilmente tornate a casa camminando.
  • Se la pelle del piede è particolarmente secca, idratatela con una crema con ossido di zinco, come quelle usate comunemente per pannolini dei neonati.
Ma se ormai avete esagerato, adesso cosa si può fare?
  • Quando si esce a correre scalzi, è sempre consigliabile portare con sé un kit di "sopravvivenza" con cerotto spray liquido e/o cerottini per vesciche che possiamo usare per poter tornare a casa. Dei fazzolettini imbevuti e disinfettanti possono pulire la vescica prima di mettere il cerotto, in questo modo si rischiano meno fastidiose infiammazioni.
  • Una volta a casa, se occorre, bucate la vescica per fare uscire il liquido con un ago sterile, disinfettare accuratamente, asportare la pelle morta in eccesso e coprire con un cerotto, meglio se per vesciche.
  • Nel caso di vesciche particolarmente profonde si può usare una pomata cicatrizzante come Cicatrene, coprire con un cerotto normale e lasciare a riposo un paio di giorni.
Naturalmente anche chi corre con le scarpe è soggetto alle vesciche! Se correte con scarpe minimaliste, eccovi qualche consiglio dettato dalla (mia) esperienza:
  • Non limitatevi all'uso di scarpe minimaliste, inserire sempre una parte di corsa rigorosamente a piedi scalzi per irrobustire il piede.
  • Accertatevi di indossare la misura giusta, devono calzare come un guanto, non troppo strette, non troppo abbondanti. Il piede non deve scivolare e la punta delle dita non deve toccare la scarpa.
  • Se una calzatura ripetutamente crea vesciche nello stesso punto a causa di cuciture o altro, sostituitela con un altro modello (o correte a piedi nudi!).
  • Spalmare della vaselina sulle zone del piede più a rischio prima di indossare la calzatura, specialmente per corse particolarmente lunghe (mezza maratona, maratona…)
Come sempre la prevenzione è sempre preferibile al rimedio, ma… non saranno un paio di vesciche a fermarci, no?

Cordialmente, a piedi nudi :)

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giovedì 2 febbraio 2012

Correre a piedi nudi "fa figo" - Sh*t barefoot say :)

Ok, ammettiamolo, correre a piedi nudi "fa figo".

Soprattutto per chi come chi scrive non è un campione e fa fatica a piazzarsi a metà classifica; immaginatevi la scena (quasi realmente accaduta) fra Samanta "the runner" (nome di fantasia) e "Barefoot" Andrea:

SAMANTA "THE RUNNER": ah, corri anche tu la maratona! Qual è il to PB (personal best, ovvero il tempo migliore)? Il mio è 2h 57' 47".

"BAREFOOT" ANDREA: Ehm... poco dopo le 4 ore...

SAMANTA "THE RUNNER": ??? Dopo le 4 ore quanto?

"BAREFOOT" ANDREA: 14 minuti dopo, più o meno...

SAMANTA "THE RUNNER": Ah :|

(Samanta se ne va a parlare con qualcun altro)

Pensate invece come sarebbe diverso se la conversazione continuasse così:

"BAREFOOT" ANDREA: a piedi nudi, naturalmente :)

SAMANTA "THE RUNNER": a piedi nuuuudiii??!!! Ma daaai, che storie, ma come fai? non ti fa male? e le ginocchia? hai anche tu quelle cose lì, con le cinque dita? ...

"BAREFOOT" ANDREA: Vieni su da me, che leggiamo insieme "born to run" sul tapis roulant :)

SAMANTA "THE RUNNER": Okey! :)

Sto scherzando, naturalmente! ;)

Il principale motivo per cui si corre a piedi nudi dovrebbe sempre essere la salute e lo stare bene, anche se è facile, quando si scopre il barefoot running, prendersi un po' troppo sul serio, quasi come se facessimo parte di una tribù di eletti, di superuomini, quasi come se fossimo Tarahumara ;)

Un po' di umorismo non fa mai male! E non sono l'unico a pensarlo: anche Steven Sashen di invisibleshoes.com è capace di prendersi un in giro, e ha girato questo divertente video nello stile virale di "Sh*t ... say" che imperversa su internet.

Buona visione... a piedi nudi, gente! ;)

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giovedì 12 gennaio 2012

Correre a piedi nudi: quali sono i rischi e come evitare gli infortuni


Se si parla di running, che sia fare jogging nel parco o correre una maratona, con scarpe o senza, sembra inevitabile parlare di infortuni, quasi che questi siano una componente necessaria alla corsa.

Ma gli infortuni sono veramente così inevitabili?

E soprattutto, cosa si intende per infortunio?

Gli infortuni si possono dividere in tre categorie:

- accidentali
- di eccesso
- di forma

Gli infortuni accidentali.

Sono quelli derivati da incidenti non prevedibili: inciampare su una radice di un albero, scivolare sul ghiaccio e così via fino ad arrivare a incontri ravvicinati con automobili, cani poco educati e così via.

Una delle preoccupazioni di chi corre a piedi nudi è tagliarsi un piede con vetri o rocce appuntite; l'esperienza ci dice tuttavia che questo tipo di infortuni è molto raro e facilmente evitabile ricorrendo come dice Christopher Mcdougall a speciali dispositivi: gli occhi! In effetti basterebbe guardare dove si mettono i piedi!

Spesso questi "incidenti" sono dovuti a distrazione, per molti infatti la corsa è un momento di relax dove è possibile lasciar vagare la mente e quindi è molto difficile mantenere sempre la giusta concentrazione.

La cosa positiva è che chi corre a piedi nudi pone istintivamente più attenzione a quello che sta facendo e di conseguenza riesce ad evitare molte situazioni spiacevoli.

Come si possono evitare?

Perlopiù gli infortuni accidentali si evitano mantenendo la giusta concentrazione sull'azione della corsa, all'ambiente circostante. Personalmente evito l'uso di mp3 e cuffiette e, allenandomi principalmente con Elsa, la mia golden retriever, l'attenzione verso l'ambiente e la mia compagna di corse è pressoché inevitabile.

Gli infortuni di "eccesso".

Too much, too sono, dicono in inglese: troppo e troppo presto. Alzi la mano chi non ha mai esagerato! In certe culture e religioni il running viene considerato al pari di una droga, produce infatti dipendenza e siamo spinti a volerne sempre di più. Purtroppo i nostri muscoli, tendini, ossa e legamenti vari hanno bisogno di tempo per adattarsi, non rispettare questi tempi significa quasi inevitabilmente farsi male.

Questo è il tipo di infortuni che maggiormente colpisce chi si avvicina al barefooting; quando si inizia ad apprezzare la corsa a piedi nudi, si scopre che alcuni dolori come quelli al ginocchio sembrano sparire e spinti da un piacevole senso di euforia, si esagera e il nostro corpo immancabilmente ci punisce con tendiniti o peggio fatture da stress! :((

Come si possono evitare?

Non esagerando, naturalmente ;) In particolare per chi inizia a correre con scarpe minimaliste consiglio di correre a piedi nudi, no FiveFingers, no sandali, no calze: a piedi nudi!

Le scarpe minimaliste fanno veramente bene il loro lavoro proteggendo il piede, ma purtroppo danno un senso di falsa sicurezza che ci spinge a correre troppo veloce o troppo a lungo rispetto alle nostre possibilità.

Se si corre a piedi completamente scalzi, il nostro cervello e il nostro corpo si pone automaticamente in modalità "sicurezza" ed è più facile autoregolarsi.

Oltretutto la propriocettività nella corsa a piedi nudi è stimolta al massimo e la maggiore sensibilità del piede acquisita con la corsa scalzi aiuta ulteriormente ad evitare infortuni.

Il mio consiglio è quindi di correre (completamente) scalzi per almeno il 20, 30% del chilometraggio totale,  anche se poi si corre con scarpe minimaliste o meno.

Gli infortuni di forma.

Sono dovuti ad errori nella biomeccanica della corsa. Qui naturalmente si può aprire un grande dibattito su quale sia il modo giusto per correre.

Sembra infatti che il movimento più naturale dell'uomo, quello che i bambini imparano prima addirittura del camminare, sia diventato nel tempo la cosa più difficile del mondo.

Come si possono evitare?

Ultimamente c'è stato un gran proliferare di libri e scuole di pensiero sulla tecnica della corsa; giusto per citarne alcune:

Chi running
Pose running
Evolution running
Barefoot Ken Bob

Curiosamente i primi tre, che sono fra i metodi più citati nel barefooting, non prevedono se non occasionalmente la corsa senza scarpe :) In realtà, come dice Barefoot Ken Bob, che ovviamente non è un metodo, ma un famoso barefooter, nei corsi relativi a questi metodi si passa la maggior parte del tempo a cercare di simulare con le scarpe situazioni come ad esempio l'appoggio frontale del piede, che nella corsa a piedi nudi sono spontanei e naturali; avete mai provato a correre scalzi appoggiando il tallone? :)))))

Il libro di Ken Bob non illustra un vero e proprio metodo, ma è una raccolta di esperienze e "illuminazioni" che ogni barefoot runner, ma anche chi corre con scarpe più o meno minimaliste dovrebbe leggere e lo consiglio vivamente.

Qui sotto il video di Ken Bob filmato dal celebre Dr. Lieberman.

Conclusioni?

Non sempre gli infortuni si possono evitare, ma con un po' di attenzione alla forma, alle sensazioni del proprio corpo e all'ambiente circostante, si possono sicuramente ridurre.

La corsa, specialmente a piedi nudi, può essere veramente un modo, forse il migliore, per vivere una vita sana e felice.

Cordialmente, a piedi nudi :)

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sabato 24 dicembre 2011

Correre a piedi nudi a Natale


Quest'anno per Natale ho ricevuto un bellissimo regalo: i post letti di corricoltuocane e corriapiedinudi hanno superato entrambi la quota 5.000 per un totale di più di 10.000 post letti in un anno!!

A parte un po' di soddisfazione personale, sono felice perché sempre di più la corsa a 6 zampe e la corsa più naturale del mondo sta riscuotendo sempre più successo, anzi, sta diventando... normale!!

Mi sono spesso chiesto quale sia il maggiore freno nel togliersi le scarpe e prendere il proprio cane e fare una bella corsa insieme (se non avete un cane potete prendere quello del vicino, che è troppo pigro per portarlo in giro!).

Ho fatto un piccolo sondaggio, assolutamente non scientifico, e le risposte che ho ottenuto sono state molto dirette e semplici, dal non avere tempo all'essere troppo vecchi, fuori forma, bla bla bla.

In realtà, andando a fondo ho notato che c'è qualcosa di più profondo che non viene detto: ci si vergogna.


L'uomo è un animale sociale, e per quanto ci sentiamo unici e anticonformisti, siamo sempre legati al nostro "branco", e finché correre col cane o a piedi nudi non saranno sulle copertine delle varie riviste, per molti sarà difficile iniziare.

Chi ha scoperto che la corsa a piedi nudi o corre abitualmente col proprio amico a quattro zampe sa quanto siano esperienze entusiasmanti, gratificanti e salutari, ed è quindi molto importante che queste esperienze vengano rese pubbliche in modo che altre persone possano essere spinte a provarle.

Ecco quindi l'idea per il 2012:

raccontate la vostra esperienza!

Non siate timidi, commentate i post o inviate una email a andrea@corricoltuocane.it, magari allegando qualche foto!

Siete in tanti, fatevi sentire!

Buon Natale, gente! e fra un pranzo e una cena, non dimenticate di correre col vostro migliore amico, a piedi nudi :)

Cordialmente, a piedi nudi :)

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martedì 22 novembre 2011

Trail con Vibram Fife Fingers, o altre scarpe minimaliste


"No ste a far maratone, che te fa mal!"

Così diceva il mio medico sportivo un po' di tempo fa. Sono passati alcuni anni, alcune maratone, molte mezze e vari triathlon, fra cui anche un paio di Ironman 70.3.

Con grande soddisfazione posso dire di essere ancora vivo, di non aver mai avuto infortuni seri salvo qualche tendinite da "abuso" e qualche ginocchio sbucciato da caduta.

In realtà all'inizio di questa nuova vita correre una maratona o un triathlon su strada era l'ultimo dei miei pensieri. Io volevo fare l' "Ultra trail del Monte Bianco".



Presto questo desiderio si era infranto contro alcune piccole difficoltà tecniche fra cui le mie ginocchia e la mia mancanza di potenza.

Da subito mi sono scontrato contro uno dei maggiori problemi dei runners: appena superavo la mezz'ora di corsa mi facevano male le ginocchia; e quando dico male intendo veramente male. Alla fine delle gare mi reggevo in piedi a malapena; inoltre, a causa della scadente bidinamica della mia corsa, anche la parte superiore del corpo era malconcia e le braccia e il collo erano doloranti.

La debolezza delle mie ginocchia mi ha sempre impedito di allenarmi per un trail, specialmente per le salite, dove le mie ginocchia cedevano immancabilmente dopo pochi chilometri.

Poi ho cominciato a imparare a correre, a mantenere una postura più corretta, fino a un anno fa, quando ho ricevuto l' "illuminazione" e ho iniziato a correre a piedi nudi.

Ora so di poter correre una maratona senza dolori, recuperando in pochi giorni e divertendomi.

E mi è tornata la voglia di trail :)

Per l'UTMB forse ci vorrà un ancora un po' , ma l'anno prossimo potrebbe essere il Magraid (www.magraid.it); i 100 km sono distribuiti in tre giorni e la cosa sembra abbastanza accessibile.

In realtà anche se le mie gare sono sempre su strada, il 90% dell'allenamento è su sterrato, sui sassi dei vigneti delle colline della Valpolicella o sulle pietraie carsiche delle montagne friulane.


La domanda ora è: che scarpe utilizzare in un trail? Scarto l'idea di correre a piedi nudi, anche i Tarahumara si proteggono i piedi con calzature per correre nel Copper Canyon!
Solitamente uso le Fivefingers, la suola Vibram di queste calzature ha un grip eccezionale; l'unico problema è quando, specialmente in discesa, l'arco plantare del piede appoggia su un sasso sporgente; è una parte del piede ssolutamente priva di protezioni e può fare abbastanza male.

Per questo Natale mi regalerò qualche bella avventura da vivere nel 2012, probabilmente anche un trail.

Buone corse a piedi nudi, gente, anche su sterrato.

Cordialmente, a piedi nudi :)

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domenica 20 novembre 2011

Consigli su come correre a piedi nudi e/o con scarpe minimaliste

Siamo di moda! :))

Internet pullula di siti che parlano di barefoot running, specialmente dagli Stati Uniti.
Solitamente preferisco leggere racconti di chi ha realmente provato a correre a piedi nudi, in realtà molti sembrano essere "pilotati" da vari produttori di scarpe più o meno minimaliste.

D'altra parte, se un consiglio è buono, vale comunque la pena di seguirlo!

Eccovi un paio di link dal sito vibramfivefingers.com che ho letto con molto piacere.

Buona lettura e buone corse a piedi nudi! :)

http://www.vibramfivefingers.com/faq/barefoot_running_faq.htm
http://www.barefootrunning.fas.harvard.edu/5BarefootRunning&TrainingTips.html

Cordialmente, a piedi nudi :)

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giovedì 10 novembre 2011

Come correre a piedi nudi - tecnica di corsa e barefoot running


Basta cercare "correre a piedi nudi" su qualsiasi motore di ricerca per capire che è in corso un grande dibattito su questo nuovo modo di correre… vecchio di milioni di anni :))

Solitamente chi è per la corsa a piedi nudi è:

- Chi corre a piedi nudi e ne ha ricavato benefici in prima persona
- Medici e podologia illuminati che hanno studiato il problema... e probabilmente corrono a piedi nudi
- Le case di produzione di scarpe minimaliste (e non) che giustamente approfittano della "moda" del barefoot running per conquistare una fetta di mercato

Chi è contrario invece alla corsa a piedi nudi si divide in varie categorie:

- Chi non ha mai corso a piedi nudi
- Chi crede di aver corso a piedi nudi, e invece ha usato (male) scarpe minimaliste e ha avuto qualche problema
- I podologia più tradizionalisti, magari specializzati in… plantari!! :))

Ok, l'ultima è cattiva, l'ho detta solo per fare una battuta. In realtà molti podologia si vedono arrivare presunti barefoot runners con innumerevoli danni provocati da un maldestro uso dei propri piedi e, non essendoci in effetti molta informazione scientifica al riguardo, tendono a consigliare metodi più "tradizionali".

Ma noi sappiamo che la corsa a piedi potrebbe fare del bene ai nostri piedi e al nostro corpo, e se sono riuscito a correre la maratona di Venezia con le Five Fingers senza la minima conseguenza se non un grande sorriso sulle labbra è perché, nonostante sia sovrappeso, poco veloce e male allenato, ho trovato un modo per correre a piedi nudi sufficientemente corretto (e naturalmente migliorabile).

Dopo la maratona di Venezia ho ripescato alcune riprese fatte quest'estate mentre correvo in mezzo alle vigne della Valpolicella e ho montato un breve filmato che può servire da spunto per ulteriori riflessioni sulla tecnica di corsa a piedi nudi. Quello che è venuto fuori è un misto fra Chi Running (che però non prevede la corsa a piedi nudi se non occasionale) e i consigli di "Barefoot" Ken Bob, il papà del barefoot running, nel suo bel libro "Barefoot running step by step".


Spero che questo breve video possa aiutare chi vuole usare la corsa a piedi nudi principalmente per divertirsi e stare alla larga dagli infortuni; ma devo anche fare notare che con questa tecnica ho migliorato il mio personal best sulla maratona di 10 minuti, quindi, a buon intenditor…

Cordialmente, a piedi nudi :)

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mercoledì 2 novembre 2011

Barefoot running FAQ: riposte alle più frequenti domande sulla corsa a piedi nudi.


All'arrivo delle maratona di Venezia, un tipo mi guarda le Vibram FiveFingers Bikila LS e mi dice: hai corso con quelle!?? Ci vuole coraggio!!

In realtà sappiamo che ci vuole più coraggio e una certa dose di incoscienza a correre con scarpe iper ammortizzate ;)

Ho raccolto 10 domande che più frequentemente mi vengono poste sia sulla corsa a piedi nudi sia sull'utilizzo di scarpe minimaliste per cercare di fare un po' di chiarezza.

Ne avete altre? lasciate un commento o mandatemi una email a andrea@corricoltuocane.it

1
Correre a piedi nudi fa male?
No, se si corre con la tecnica giusta e più naturale in realtà è più difficile incorrere in infortuni
2
Per correre a piedi scalzi bisogna essere magri come keniani (magri)?
No, ho due esempi in mente: Barefoot Ken Bob, uno dei "padri fondatori" del movimento barefooting in America non è esattamente un fuscello, e l'altro è il sottoscritto, per il quale la passione per la corsa e il triathon è seconda solo all'amore per la buona cucina e la birra :)))
Correre a piedi nudi aiuta anche chi è in sovrappeso a evitare gli infortuni.
3
Per iniziare a correre a piedi nudi è meglio correre sull'erba? sulla strada si rovinano i piedi!
Per iniziare è meglio una superficie dura, come la strada o uno sterrato solido. L'erba perdona troppo gli sbagli e da un feedback sbagliato rallentando l'apprendimento della giusta tecnica. Naturalmente i piedi, come il resto del corpo si devono adattare, ma poco per volta la corsa a piedi nudi diventa naturale e divertente.
4
Posso correre a piedi nudi se sono un iperpronatore o supinatore?
I problemi di pronazione e supinazione derivano principalmente dall'appoggio del piede sul tallone. La tecnica corretta della corsa a piedi nudi prevede l'appoggio sulla parte frontale/mediana del piede; la pronazione e supinazione quindi non sono tecnicamente possibili.
5
Correre a piedi nudi o con scarpe minimaliste è la stessa cosa?
No, per rendere naturale la tecnica è indispensabile effettuare parte dell'allenamento, almeno il 20,30% a piedi nudi. Il feedback della pianta del piede, che ha una quantità impressionante di cellule sensoriali, fa sì che la posizione del piede e di tutto il corpo si aggiusti spontaneamente nel migliore dei modi. Naturalmente non ha senso voler a tutti costi correre a piedi nudi quando le condizioni lo sconsigliano, come quando l'asfalto è bollente d'estate, o c'è ghiaccio d'inverno, fondi stradali particolarmente taglienti etc.

Consiglio di utilizzare uno degli ottimi dispositivi di sicurezza a nostra disposizione: il "buon senso" :)

6
Per correre a piedi nudi occorre iniziare da giovani?
No, io ne sono un esempio, avendo iniziato a correre a 38 anni e a correre a piedi nudi a 45. A 46 ho migliorato di 10' il mio personal best sulla maratona a Venezia correndo con le Vibram FiveFingers, e conto di correrne una a piedi nudi migliorandomi ulteriormente ;)

7
Correndo senza la protezione delle scarpe si rischia di tagliarsi con vetri e rocce?
Certo! Come con le scarpe ""si rischia maggiormente di mettere un piede in fallo e stortarsi una caviglia perché le scarpe inibiscono la propriocezione.

Consiglio di utilizzare comunque un'altro dispositivo di sicurezza spesso sottovalutato: gli occhi!

In realtà di vetri taglienti o altro non ce ne sono poi tanti sulle nostre strade e spesso sono ben visibili. 
Ad ogni modo è anche possibile portarsi sempre dietro un paio di scarpe minimaliste, quali FiveFingers o sandali huarache, che non pesano e possono essere facilmente indossati se le condizioni lo suggeriscono.

Può essere una buona idea portarsi dietro un piccolo kit di proto soccorso: fazzoletti disinfettanti e cerotto spray.

8
Correndo senza protezione l'arco del piede tende ad abbassarsi?
No, tutto il contrario! I muscoli del piede si rafforzano e il piede diventa più sano. E' frequente diminuire di una taglia di scarpe.
Le popolazioni che abitualmente, almeno nell'infanzia corrono, e vivono a piedi nudi hanno molti meno problemi di noi che costringiamo i piedi nelle scarpe spesso strette: alluce valgo, fasciti e varie deformazioni ossee sono quasi sconosciute nelle popolazioni scalze.

9
Per iniziare a correre a piedi nudi, bisogna fare un periodo di transizione con scarpe via via più basse?
No, la miglior transizione fra correre con scarpe dotate di controllo e supporto e la corsa a piedi nudi è: correre a piedi nudi!
E' il piede stesso, con il feedback che ci dà, il nostro migliore insegnante.

Due consigli per re-imparare a correre

-  Calma, un passo alla volta! La prima corsa a piedi nudi può essere di 100/200 metri (sì, esatto, anche se siete maratoneti o fate delle ultra!). Osservate i vostri piedi l'indomani, se tutto è ok correte 300 metri e così via. 

- Qualche dolorino o vescichetta di adattamento può essere normale, ma se fa male, avete fatto qualcosa di sbagliato: troppo veloce? troppo a lungo? appoggio sbagliato?

Ascoltate il vostro insegnante! Può anche essere una buona idea riprendervi con una telecamera, specie se ha un buon slow motion, ma cercate di imparare dalle sensazioni più che dal riscontro visivo.

10
Ci vuole coraggio a correre a piedi nudi?
Certo, ci vuole sempre coraggio per andare contro il senso comune. Ma non è detto che il senso comune abbia ragione, e a mio avviso non ce l'ha quasi mai!

Il grande problema del barefooting non è la tecnica o le strade rovinate; spesso ci si vergogna di mostrare i piedi e dei commenti stupidi della gente. 

Un consiglio: mettetevi una bella bandana colorata e una maglietta colorata in modo assurdo: la gente vi guarderà meno i piedi!! :)))
E se qualcuno vi fa un commento per prendervi in giro pensate ai problemi che avrà con l'avanzare dell'età perché non allena in modo adeguato gambe e piedi, o se corre, agli infortuni che lo terranno fermo, o i soldi che dovrà spendere per scarpe ipertecnologiche o costosi plantari e… sorridete :)))))))))

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

domenica 30 ottobre 2011

Come iniziare a correre a piedi nudi. La trasizione da scarpe a barefoot.


Curiosando nei vari forum e blog sulla corsa, tanta gente si lamenta di problemi riscontrati, o semplicemente temuti, quando si inizia a correre scalzi e si leggono svariati consigli su come effettuare la "transizione" fra la corsa con comuni scarpe da corsa e barefoot, o scarpe minimaliste.

Uno dei consigli che sento maggiormente è iniziare con scarpe più basse, o "zero-drop", o scarpe minimaliste quali Vibram Five Fingers, per poi arrivare in… anni… a correre a piedi nudi…

Ora, non voglio girare intorno  alla risposta e voglio essere più chiaro possibile: 

il miglior modo per iniziare a correre a piedi nudi è: correre a piedi nudi!


Chiariamo anche un equivoco: correre a piedi nudi non significa scarpe minimaliste, non vuol dire Five Fingers e non vuol dire sandali. Correre a piedi nudi significa a piedi nudi.

La cosa peggiore che si può fare quando ci si avvicina al barefooting è esagerare (e io sono un esperto in questo!); correre a piedi realmente scalzi permette di capire maggiormente quando è il caso di smettere ed è più difficile quindi farsi male.

Ho appena finito di correre una maratona in Vibram FiveFingers senza il minimo problema a parte una piccola vescichetta a lato del piede destro, ma non sarei mai riuscito ad ottenere questo risultato senza aver corso almeno un terzo del mio allenamento a piedi (veramente) nudi.

Ecco qualche consiglio per entrare nel mondo del barefooting:

1 - corri a pedi (veramente) nudi, non barare!

2 - corri su strada, l'erba o altre superfici morbide perdonano gli errori, la strada "insegna" meglio :) il tapis roulant può andare bene, ma la strada è meglio.

3 - vacci piano, il primo giorno prova con 100 / 200 metri, vedi come va e se tutto è ok, il giorno dopo aumenta. 

4 - controlla bene i tuoi piedi dopo la corsa, qualche dolorino probabilmente è normale, se ci sono troppe vesciche o fa male, stai sbagliando qualcosa. Ricorda, sono i tuoi piedi il tuo migliore maestro.

5 - ok, probabilmente non andrai a lavorare a piedi nudi, ma perché non stai a piedi nudi in casa? O in giardino? Perché non porti il cane a fare i bisognini a piedi nudi? Come puoi pensare di abituare i piedi alla corsa barefoot stando a piedi nudi qualche decina di minuti alla settimana?

Sto preparando un po' di materiale sulla tecnica di corsa barefoot, per adesso:

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

martedì 25 ottobre 2011

Correre la Maratona di Venezia con le Vibram Five Fingers e migliorare il Personal Best di 10 minuti


Non era iniziata bene.

A causa di bronchiti e influenze sono stato costretto a saltare i lunghi; presentarsi alla partenza di una maratona con al massimo 25 km di lungo non è il massimo. :(

Poi la vescica. Il giorno del ritiro del pettorale  c'era un bel sole invitante e così, anziché prendere l'autobus dalla stazione di Mestre fino all'Expo al parco di San Giuliano (3,5 km) ho fatto una bella passeggiata andata e ritorno (7km). Non avevo preventivato quest'evenienza e indossavo delle All Star basse, non proprio l'ideale per camminare. Risultato: una vescica sul tallone, a 2 giorni dalla gara! :((

La mattina di domenica sveglia alle 5, sbadiglio, mi stiro… un dolore lancinante al ginocchio, decisamente insolito e inaspettato, probabilmente dovuto a una posizione strana durante il sonno. :(((

No, non era iniziata bene, però mi sentivo in forma, eccitato, euforico.

A Stra fa freddino, ma in mezzo a 7000 persone non si sta poi male :)
Il breve riscaldamento mi rincuora: il mio corpo risponde bene.

Mestre aspetto il via al suono dell'Ouverture de "La valchiria" di Wagner (un po' fuori dalle righe ma almeno ci ha risparmiato il solito Gladiatore e We will rock you)  ripasso la strategia di gara: niente gps, niente cardio: ascolta il tuo corpo, segui il tuo cuore.

Corri finché puoi, cammina quando devi, trascinati se occorre, non mollare mai! :))

Appena superato l'ingorgo iniziale, I primi 21 km vanno via lisci, "Good vibrations" avrebbe detto Bob Marley; fino al 30° nel parco di San Giuliano a 2:47:37… il mio tempo migliore sui 30 km era poco sotto le tre ore! 

Da 30° al 40° la mancanza di lunghi si fa sentire, ma camminare non è un'opzione e trotterello lungo il ponte della Libertà che non finisce mai!

Di fianco al primo ponte c'è un cartello: 14 bridges to go, 14 ponti alla fine, sorrido: è quasi fatta!

I ponti non migliorano la mia andatura, ma l'allenamento sulle colline della Valpolicella mi aiuta, la gente ai lati delle transenne anche ;)

Mi godo lo stupendo scenario di questa città unica, in mezzo ad ali di folla che ti incitano, bambini che ti danno il cinque, vorrei accarezzare tutti i Terranova, Labrador, Golden Retriever e Bernesi delle squadre di salvataggio, che sono lì nel caso qualcuno cada nel canale :)

Il ponte di barche sul Canal Grande mi fa vedere Venezia da una posizione inusuale, sono arrivato! …quasi ;)

La passerella d'onore in mezzo alla folla in piazza San Marco è grandiosa, ancora 2 ponti, 1…


e, finalmente.. l'arrivo! :))


Un tipo mi guarda le scarpine a cinque dita e mi dice: hai corso con quelle? ci vuole un bel coraggio! Avrei tante cose da dirgli ma gli sorrido e gli dico solo che ho migliorato il mio Personal best di 10 minuti, anche se questo non è importante, ma i runner ci tengono tanto...

L'importante è che sto bene, stanco, naturalmente, lo stomaco in subbuglio per il solito integratore che non va giù, ma sto bene!

Provo a prendere il Vaporetto, ma lo stomaco non mi da pace :(
Scendo ad Accademia e, visto che 42 km non erano abbastanza, mi faccio una bella passeggiata turistica di 2 km fino alla stazione dei treni ;)

Conclusioni: correre a piedi nudi o con scarpe minimaliste non fa di me un campione, ma sicuramente mi ha aiutato a correre meglio, e divertirmi di più… migliorando comunque i miei tempi!
Posso solo testimoniare che il barefooting non è una moda, è veramente il modo migliore di correre!

 

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

mercoledì 12 ottobre 2011

Correre a pedi scalzi in inverno, o con le calze! Meno 11 giorni alla Maratona di Venezia!


Anche oggi faceva caldo.

Incurante della bronchite che sembra abbia deciso di non passare più, in pausa pranzo io e Elsa, la mia personal trainer a 4 zampe, abbiamo fatto la nostra solita corsetta di poco meno di 10 km sulle colline fra i vigneti.
Quando ci siamo fermati alla fontana Elsa ha immerso come al solito la testa dentro l'acqua fresca.
mentre mi asciugavo la fronte sudata con la maglietta mi sono chiesto cosa vuol dire correre a piedi nudi in inverno, quando fa veramente freddo.

In effetti, sebbene sia un anno che ho iniziato a correre scalzo, i primi mesi di transizione dalle scarpe li ho corsi perlopiù sul talis roulant, tranne qualche corsetta vicino a casa, ma erano più esperimenti che vere e proprie corse.

I primi chilometri a piedi nudi sono iniziati in primavera, con le prime giornate tiepide.

In febbraio ho comprato il mio primo paio di Vibram FiveFingers, e in febbraio/marzo ho corso un bel po' con le mie KSO Treksport e le calzettine a 5 dita della Lizard… ma non è correre a piedi nudi ;)

Barefoot Ken Bob si è trasferito in California per poter correre sempre a piedi nudi, è non ho mai visto un Tarahumara correre nella neve... ma non sembra essere impossibile!

In rete ho trovato questo video, il ragazzo sa come correre a piedi nudi; certo, qualche perplessità sulle calze ce l'ho, in mezzo alla neve si bagnano subito e il piede sta peggio che scalzo, e le calze non offrono certo il grip delle suole Vibram che il tipo dice di aver buttato.


Promesso: la prima nevicata faccio una corsetta a piedi nudi e vi racconto… tanto di questo passo, l'inverno non inizierà mai! :)))

Per domenica 23 ottobre, il giorno della maratona di Venezia, è prevista una leggera pioggia e temperature dai 11° a 15°; non farà caldo ma non sarà neppure inverno. Dovrebbe essere anzi la temperatura migliore per correre.

I miei piedi nono sono ancora adattati per correre 42 km completamente scalzo, così, come annunciato, correrò con le Fivefingers Bikila ls.

Però mi sta venendo la voglia di togliermi le Vibram gli ultimi chilometri, quelli in mezzo ai ponti e ai canali; in fondo anche chi ha dato il nome alle mie scarpine, Abebe Bikila, ha iniziato con le scarpe e se le tolte strada facendo! :))))

Un dubbio: non è che i lastroni di pietra veneziani, sotto una leggera pioggia, siano un po' troppo scivolosi per correre a piedi nudi in sicurezza? In effetti le suole Vibram, qualche vantaggio lo danno ;)

Ok, ci penserò strada, o meglio: canali facendo :)

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)