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mercoledì 6 marzo 2013

Le mie vecchie FiveFingers e l'occasione perduta di Vibram.


Sono molto triste.

Sto guardando le mie vecchie FiveFingers Treksport e mi rendo conto che ormai hanno finito la loro vita.

Dopo 2 anni di lavaggi in lavatrice la gomma della suola è diventata molto rigida, la tela ha degli strappi e il velcro della chiusura non si chiude più.


Sono triste perché mi ricordo la gioia che ho provato quando sono arrivato a casa con la scatola, mi sono subito cambiato e sono andato a correre in mezzo ai vigneti dietro casa.

Ero felice perché mi sentivo libero, non come a piedi nudi, ma qualcosa di molto simile e i perfidi sassolini taglienti del marmo della Valpolicella non erano più un problema: li potevo sentire e contare uno per uno, ma il mio passo era leggero e spensierato.

Il mio rapporto con le FiveFingers non è sempre andato nel migliore dei modi; nei più grandi amori ci sono sempre alti e bassi, come quando ho esagerato (troppo veloce, troppo a lungo) e mi sono beccato quell'infiammazione al tendine d'Achille… ad entrambi i tendini d'Achille… :(

Poi ho capito che, come nei grandi amori, ognuno di noi doveva avere i suoi spazi, le mie FiveFingers sono spesso restate nell'armadio e io sono andato a correre a piedi nudi, perché correre con le FiveFingers non è come correre a piedi nudi.

Quando corri a piedi nudi, senti i sassi, senti il bruciore della pelle sull'asfalto, e sai quando dire basta, quando fermarti: sono i tuoi piedi che te lo dicono!

Le FiveFingers sono come una mamma troppo protettiva, che non ti dice che nel mondo oltre al bene c'è anche il male. 

Le Fivefingers non ti dicono che stai esagerando, lo scopri ore dopo o il giorno dopo, quando il medico del pronto soccorso ti dice che hai una tendinite o una frattura da stress.

E tu ti chiedi "come mai"? perché sai che correre a piedi nudi è il modo più naturale di correre! 

Ma naturalmente non stavi correndo a piedi nudi, c'erano le tue FiveFingers che, a modo loro, cercavano di proteggerti, come una mamma troppo invadente.

Però quante soddisfazioni: come quando ho tagliato il traguardo della maratona di Venezia con quelle buffe scarpe a cinque dita, togliendo quasi 10 minuti al mio tempo migliore. Tutti mi chiedevano se ero matto! Ma io stavo benissimo!

Quanti ricordi, quante emozioni…

Sono triste per le mie FiveFingers, ma anche perché è stata buttata via la possibilità di convincere la gente a smetterla con le dannosissime scarpe iper-tecno ammortizzate e tornare a un modo più sano e bello di correre.

La moda delle FiveFingers ha contagiato molti a provare a correre a piedi nudi, e di questo siamo grati a Vibram. Ma è anche vero che correre con delle scarpe, seppure meravigliosamente minimaliste, non è come correre a piedi nudi. 

E ci si può fare male.

Nel marzo 2012, un gruppo di cinque studi legali ha depositato una class action contro Vibram USA Inc e Vibram FiveFingers LLC presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto del Massachusetts: 

"la società ha utilizzato dichiarazioni ingannevoli circa i benefici per la salute della corsa a piedi nudi".

L' errore di Vibram è stato quello di cavalcare l'onda di entusiasmo per la corsa a pedi nudi conseguente all'uscita del libro "Born to run" di Christopher McDougall, senza aiutare a creare una vera cultura del barefooting.

Io ci ho anche provato a dirglielo, ho proposto a Vibram di collaborare (gratis) per spiegare alla gente come non farsi male correndo a piedi nudi e con le FiveFingers. Non mi hanno mai risposto; probabilmente preferivano altri testimonial, più giovani, o con un miglior personal best sulla maratona.

Ora Vibram in Italia è molto tiepida sulla corsa a piedi nudi; preferisce spingere le scarpine a cinque dita nel mondo delle palestre, dei giovani, della moda.

Però io di gente con le FiveFingers in giro non ne vedo, nelle corse al massimo siamo in due o tre esaltati, in palestra non le usa nessuno.

Che peccato, che occasione sprecata. 

Guardo le mie FiveFingers Treksport e mi sento un po' triste; ma adesso le indosso, fado a fare una corsetta, e mi passa tutto.

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

domenica 3 giugno 2012

Class action contro la Skechers delle scarpe "Shape-ups" e Nutella!! ;)

Tempo fa su questo blog scrivevo, un po' irritato, a proposito di scarpe da corsa dei Masai:

http://corriapiedinudi.blogspot.it/2011/05/le-scarpe-da-corsa-dei-masai.html

I masai sono famosi per correre a piedi nudi, o al massimo con dei sandali, ma una compagnia ha sfruttato il nome per una linea di scarpe con la suola tonda e iper ammortizzate che avrebbero dovuto avere particolari effetti benefici.


Pare che questo tipo di scarpe sia piaciuto tanto che altre compagnie li hanno imitati, e fra queste ci sono anche le "Shape-ups" di Skechers, particolarmente indirizzate a un'utenza femminile.

La Skechers ha basato la sua campagna pubblicitaria su studi che proverebbero i benefici per la salute; purtroppo pare che gli studi non siano poi così indipendenti, la Dottoressa Gautreau che ha fatto gli studi sembrerebbe sposata a un dirigente del marketing della Skechers, e che gli studi stessi siano stati pagati dall'azienda.

Questo scherzetto costerà alla Skechers circa 40 milioni di dollari a seguito di una class action poiché i tribunali americani hanno stabilito: "che la società ha ingannato i consumatori facendo affermazioni infondate che Shape-ups aiuterebbero le persone a perdere peso, rafforzare e tonificare i glutei, le gambe e i muscoli addominali."

Qui l'articolo di Forbes:

In questo stesso periodo Ferrero ha perso una causa (3 miloni di dollari) per una pubblicità che sosteneva che la Nutella spalmata sul pane sia un cibo "salutare"...


Qui l'articolo di Forbes:


Però qui c'è una differenza: magari la Nutella non è il cibo più salutare del mondo, ma almeno è buona! :))

La morale è sempre quella: buttate via le scarpe, e correte a piedi nudi! E fate colazione con quello che volete, senza esagerare, però! ;)

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

giovedì 12 gennaio 2012

Correre a piedi nudi: quali sono i rischi e come evitare gli infortuni


Se si parla di running, che sia fare jogging nel parco o correre una maratona, con scarpe o senza, sembra inevitabile parlare di infortuni, quasi che questi siano una componente necessaria alla corsa.

Ma gli infortuni sono veramente così inevitabili?

E soprattutto, cosa si intende per infortunio?

Gli infortuni si possono dividere in tre categorie:

- accidentali
- di eccesso
- di forma

Gli infortuni accidentali.

Sono quelli derivati da incidenti non prevedibili: inciampare su una radice di un albero, scivolare sul ghiaccio e così via fino ad arrivare a incontri ravvicinati con automobili, cani poco educati e così via.

Una delle preoccupazioni di chi corre a piedi nudi è tagliarsi un piede con vetri o rocce appuntite; l'esperienza ci dice tuttavia che questo tipo di infortuni è molto raro e facilmente evitabile ricorrendo come dice Christopher Mcdougall a speciali dispositivi: gli occhi! In effetti basterebbe guardare dove si mettono i piedi!

Spesso questi "incidenti" sono dovuti a distrazione, per molti infatti la corsa è un momento di relax dove è possibile lasciar vagare la mente e quindi è molto difficile mantenere sempre la giusta concentrazione.

La cosa positiva è che chi corre a piedi nudi pone istintivamente più attenzione a quello che sta facendo e di conseguenza riesce ad evitare molte situazioni spiacevoli.

Come si possono evitare?

Perlopiù gli infortuni accidentali si evitano mantenendo la giusta concentrazione sull'azione della corsa, all'ambiente circostante. Personalmente evito l'uso di mp3 e cuffiette e, allenandomi principalmente con Elsa, la mia golden retriever, l'attenzione verso l'ambiente e la mia compagna di corse è pressoché inevitabile.

Gli infortuni di "eccesso".

Too much, too sono, dicono in inglese: troppo e troppo presto. Alzi la mano chi non ha mai esagerato! In certe culture e religioni il running viene considerato al pari di una droga, produce infatti dipendenza e siamo spinti a volerne sempre di più. Purtroppo i nostri muscoli, tendini, ossa e legamenti vari hanno bisogno di tempo per adattarsi, non rispettare questi tempi significa quasi inevitabilmente farsi male.

Questo è il tipo di infortuni che maggiormente colpisce chi si avvicina al barefooting; quando si inizia ad apprezzare la corsa a piedi nudi, si scopre che alcuni dolori come quelli al ginocchio sembrano sparire e spinti da un piacevole senso di euforia, si esagera e il nostro corpo immancabilmente ci punisce con tendiniti o peggio fatture da stress! :((

Come si possono evitare?

Non esagerando, naturalmente ;) In particolare per chi inizia a correre con scarpe minimaliste consiglio di correre a piedi nudi, no FiveFingers, no sandali, no calze: a piedi nudi!

Le scarpe minimaliste fanno veramente bene il loro lavoro proteggendo il piede, ma purtroppo danno un senso di falsa sicurezza che ci spinge a correre troppo veloce o troppo a lungo rispetto alle nostre possibilità.

Se si corre a piedi completamente scalzi, il nostro cervello e il nostro corpo si pone automaticamente in modalità "sicurezza" ed è più facile autoregolarsi.

Oltretutto la propriocettività nella corsa a piedi nudi è stimolta al massimo e la maggiore sensibilità del piede acquisita con la corsa scalzi aiuta ulteriormente ad evitare infortuni.

Il mio consiglio è quindi di correre (completamente) scalzi per almeno il 20, 30% del chilometraggio totale,  anche se poi si corre con scarpe minimaliste o meno.

Gli infortuni di forma.

Sono dovuti ad errori nella biomeccanica della corsa. Qui naturalmente si può aprire un grande dibattito su quale sia il modo giusto per correre.

Sembra infatti che il movimento più naturale dell'uomo, quello che i bambini imparano prima addirittura del camminare, sia diventato nel tempo la cosa più difficile del mondo.

Come si possono evitare?

Ultimamente c'è stato un gran proliferare di libri e scuole di pensiero sulla tecnica della corsa; giusto per citarne alcune:

Chi running
Pose running
Evolution running
Barefoot Ken Bob

Curiosamente i primi tre, che sono fra i metodi più citati nel barefooting, non prevedono se non occasionalmente la corsa senza scarpe :) In realtà, come dice Barefoot Ken Bob, che ovviamente non è un metodo, ma un famoso barefooter, nei corsi relativi a questi metodi si passa la maggior parte del tempo a cercare di simulare con le scarpe situazioni come ad esempio l'appoggio frontale del piede, che nella corsa a piedi nudi sono spontanei e naturali; avete mai provato a correre scalzi appoggiando il tallone? :)))))

Il libro di Ken Bob non illustra un vero e proprio metodo, ma è una raccolta di esperienze e "illuminazioni" che ogni barefoot runner, ma anche chi corre con scarpe più o meno minimaliste dovrebbe leggere e lo consiglio vivamente.

Qui sotto il video di Ken Bob filmato dal celebre Dr. Lieberman.

Conclusioni?

Non sempre gli infortuni si possono evitare, ma con un po' di attenzione alla forma, alle sensazioni del proprio corpo e all'ambiente circostante, si possono sicuramente ridurre.

La corsa, specialmente a piedi nudi, può essere veramente un modo, forse il migliore, per vivere una vita sana e felice.

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

martedì 29 novembre 2011

Correre con scarpe minimaliste in inverno: Merrel Embark Glove

Le vie di mezzo non mi piacciono.

Correre a piedi nudi presenta innumerevoli vantaggi, uno di essi è che quando finisci in una pozzanghera l'asciugatura è immediata. Se si indossano scarpe e queste si bagnano, l'acqua rimane nella scarpa e il piede resta imprigionato in un ambiente umido e sgradevole. Ricordiamo inoltre che l'umidità, unita allo sfregamento produce le odiate vesciche.

Certo, anche correre sulla strada bagnata sotto la pioggia a piedi nudi a non è sempre gradevole; finchè si fa una corsetta l'esperienza è divertente e gratificante; ma a lungo andare, per chi ad esempio si allena per una mezza maratona o una maratona, la pelle umida diventa grinzosa e molle, quello che chiamo "effetto lavaggio piatti" ;)

Quando poi si corre in inverno, oltre all'umidità c'è anche il freddo. Una cosa è fare una corsetta nel parco, altro è correre 20 km nei boschi, ma anche in strada, a temperature intorno allo zero.

Come più volte dichiarato in questo blog, non sono un integralista della corsa a piedi nudi, e penso che se esistono strade migliori, è giusto percorrerle.

Dall'invenzione del Gore-Tex in effetti correre sotto la pioggia, nelle pozzanghere, nella neve, è diventata un'esperienza molto gradevole, sia per quanto riguarda l'abbigliamento, sia per tenere i piedi all'asciutto.

Da quando ho iniziato a correre, in inverno le mie calzature sono sempre state rivestite dalla famosa membrana impermeabile; quest'anno però mi sono chiesto cosa dovevo fare: la prossima settimana, per il ponte dell'Immacolata sarò in montagna e, con un po' di fortuna meteorologica, ci sarà la neve. Per quanto sia un convinto barefooter, non mi ci vedevo a piedi nudi in mezzo metro di neve; d'altra parte mentre provavo le mie vecchie Salomom, non riuscivo a trovarvi nella diversità della calzata, il tacco ammortizzato e alto... no, non potevo tornare indietro!

D'altra parte già domenica scorsa mi sono reso conto che la mesh delle Five Fingers KSO non era il massimo nelle pozzanghere ghiacciate sulle colline veronesi; dovevo trovare una soluzione.

Dopo un po' di ricerche, non sono facilissime da trovare, mi sono lasciato tentare dall'ultima nata della linea "barefoot" di casa Merrel: le Embark Glove.

Come prima sensazione devo dire che le immaginavo più morbide, ma d'altra parte la membrana in Gore-Tex non è famosa per la morbidezza, anche se la calzata risulta comunque piacevolmente confortevole.

Essendo una scarpa (molto) invernale, il suo utilizzo dovrebbe prevedere un bel paio di calze calde, anche se tutto sommato, l'aderenza della scarpa al piede lascia intravedere delle possibilità anche indossata senza calze... meno possibilità di bagnare le calze stesse, no? ;)

La suola non è il massimo della morbidezza, ma si piega tranquillamente durante la falcata e il piede sembra spinto naturalmente all'appoggio frontale; questa caratteristica è molto utile nella camminata dove l'appoggio frontale viene meno naturale che nella corsa.

La scarpa mantiene comunque una capacità di torsione sufficiente per assecondare il movimento naturale del piede.

La suola è dell'omnipresente Vibram, che sembra avere il monopolio assoluto delle scarpe minimaliste; del resto correndo su strade ghiacciate si apprezza il fantastico grip per cui la celebre casa è giustamente famosa.

Su internet molti feedback negativi sono sulla parte posteriore, giudicata molto rigida e fastidiosa per il tendine di Achille, il che è abbastanza vero, ma sembra essere sufficientemente bassa per non creare eccessivi problemi; potrò essere più preciso dopo qualche decina di chilometri di corsa.

Prime sensazioni positive, quindi. Il verdetto finale poi lo darà l'uso intensivo nei prossimi mesi.

Una cosa è certa: nonostante la Embark Glove sia una scarpa decisamente minimalista, nonostante la calzata dia veramente l'impressione del guanto, nonostante la struttura della scarpa favorisca un appoggio naturale, correre a piedi nudi o "barefoot", come è scritto all'interno della serie minimalista delle Merrel, è un'altra cosa ;)

In inverno però, quando il termometro scende intorno allo zero, piove o nevica, per mantenere i piedi asciutti, correre in modo discretamente naturale e aumentare la sicurezza su terreni scivolosi qualche piccolo compromesso bisogna accettarlo! :)

Cordialmente, a piedi nudi :)

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martedì 22 novembre 2011

Trail con Vibram Fife Fingers, o altre scarpe minimaliste


"No ste a far maratone, che te fa mal!"

Così diceva il mio medico sportivo un po' di tempo fa. Sono passati alcuni anni, alcune maratone, molte mezze e vari triathlon, fra cui anche un paio di Ironman 70.3.

Con grande soddisfazione posso dire di essere ancora vivo, di non aver mai avuto infortuni seri salvo qualche tendinite da "abuso" e qualche ginocchio sbucciato da caduta.

In realtà all'inizio di questa nuova vita correre una maratona o un triathlon su strada era l'ultimo dei miei pensieri. Io volevo fare l' "Ultra trail del Monte Bianco".



Presto questo desiderio si era infranto contro alcune piccole difficoltà tecniche fra cui le mie ginocchia e la mia mancanza di potenza.

Da subito mi sono scontrato contro uno dei maggiori problemi dei runners: appena superavo la mezz'ora di corsa mi facevano male le ginocchia; e quando dico male intendo veramente male. Alla fine delle gare mi reggevo in piedi a malapena; inoltre, a causa della scadente bidinamica della mia corsa, anche la parte superiore del corpo era malconcia e le braccia e il collo erano doloranti.

La debolezza delle mie ginocchia mi ha sempre impedito di allenarmi per un trail, specialmente per le salite, dove le mie ginocchia cedevano immancabilmente dopo pochi chilometri.

Poi ho cominciato a imparare a correre, a mantenere una postura più corretta, fino a un anno fa, quando ho ricevuto l' "illuminazione" e ho iniziato a correre a piedi nudi.

Ora so di poter correre una maratona senza dolori, recuperando in pochi giorni e divertendomi.

E mi è tornata la voglia di trail :)

Per l'UTMB forse ci vorrà un ancora un po' , ma l'anno prossimo potrebbe essere il Magraid (www.magraid.it); i 100 km sono distribuiti in tre giorni e la cosa sembra abbastanza accessibile.

In realtà anche se le mie gare sono sempre su strada, il 90% dell'allenamento è su sterrato, sui sassi dei vigneti delle colline della Valpolicella o sulle pietraie carsiche delle montagne friulane.


La domanda ora è: che scarpe utilizzare in un trail? Scarto l'idea di correre a piedi nudi, anche i Tarahumara si proteggono i piedi con calzature per correre nel Copper Canyon!
Solitamente uso le Fivefingers, la suola Vibram di queste calzature ha un grip eccezionale; l'unico problema è quando, specialmente in discesa, l'arco plantare del piede appoggia su un sasso sporgente; è una parte del piede ssolutamente priva di protezioni e può fare abbastanza male.

Per questo Natale mi regalerò qualche bella avventura da vivere nel 2012, probabilmente anche un trail.

Buone corse a piedi nudi, gente, anche su sterrato.

Cordialmente, a piedi nudi :)

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domenica 20 novembre 2011

Consigli su come correre a piedi nudi e/o con scarpe minimaliste

Siamo di moda! :))

Internet pullula di siti che parlano di barefoot running, specialmente dagli Stati Uniti.
Solitamente preferisco leggere racconti di chi ha realmente provato a correre a piedi nudi, in realtà molti sembrano essere "pilotati" da vari produttori di scarpe più o meno minimaliste.

D'altra parte, se un consiglio è buono, vale comunque la pena di seguirlo!

Eccovi un paio di link dal sito vibramfivefingers.com che ho letto con molto piacere.

Buona lettura e buone corse a piedi nudi! :)

http://www.vibramfivefingers.com/faq/barefoot_running_faq.htm
http://www.barefootrunning.fas.harvard.edu/5BarefootRunning&TrainingTips.html

Cordialmente, a piedi nudi :)

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giovedì 10 novembre 2011

Come correre a piedi nudi - tecnica di corsa e barefoot running


Basta cercare "correre a piedi nudi" su qualsiasi motore di ricerca per capire che è in corso un grande dibattito su questo nuovo modo di correre… vecchio di milioni di anni :))

Solitamente chi è per la corsa a piedi nudi è:

- Chi corre a piedi nudi e ne ha ricavato benefici in prima persona
- Medici e podologia illuminati che hanno studiato il problema... e probabilmente corrono a piedi nudi
- Le case di produzione di scarpe minimaliste (e non) che giustamente approfittano della "moda" del barefoot running per conquistare una fetta di mercato

Chi è contrario invece alla corsa a piedi nudi si divide in varie categorie:

- Chi non ha mai corso a piedi nudi
- Chi crede di aver corso a piedi nudi, e invece ha usato (male) scarpe minimaliste e ha avuto qualche problema
- I podologia più tradizionalisti, magari specializzati in… plantari!! :))

Ok, l'ultima è cattiva, l'ho detta solo per fare una battuta. In realtà molti podologia si vedono arrivare presunti barefoot runners con innumerevoli danni provocati da un maldestro uso dei propri piedi e, non essendoci in effetti molta informazione scientifica al riguardo, tendono a consigliare metodi più "tradizionali".

Ma noi sappiamo che la corsa a piedi potrebbe fare del bene ai nostri piedi e al nostro corpo, e se sono riuscito a correre la maratona di Venezia con le Five Fingers senza la minima conseguenza se non un grande sorriso sulle labbra è perché, nonostante sia sovrappeso, poco veloce e male allenato, ho trovato un modo per correre a piedi nudi sufficientemente corretto (e naturalmente migliorabile).

Dopo la maratona di Venezia ho ripescato alcune riprese fatte quest'estate mentre correvo in mezzo alle vigne della Valpolicella e ho montato un breve filmato che può servire da spunto per ulteriori riflessioni sulla tecnica di corsa a piedi nudi. Quello che è venuto fuori è un misto fra Chi Running (che però non prevede la corsa a piedi nudi se non occasionale) e i consigli di "Barefoot" Ken Bob, il papà del barefoot running, nel suo bel libro "Barefoot running step by step".


Spero che questo breve video possa aiutare chi vuole usare la corsa a piedi nudi principalmente per divertirsi e stare alla larga dagli infortuni; ma devo anche fare notare che con questa tecnica ho migliorato il mio personal best sulla maratona di 10 minuti, quindi, a buon intenditor…

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

mercoledì 5 ottobre 2011

Correre a piedi nudi sotto la pioggia: divertimento, vesciche e le scarpe per per cavalli - 18 giorni alla maratona di Venezia

Di gare sotto la pioggia ne ho fatte un po'; giusto per citare ricordo un triathlon olimpico a Bardolino dove appena uscito dall'acqua ero incerto se togliermi la muta o… tenerla per andare in bicicletta!! :)

Quest'anno poi, all'ironman 70.3 di Pescara una specie di tempesta mi ha accolto sulle colline, con fiumi di fango sulla strada, alberi spezzati dal vento, fulmini che ci cadevano tutto intorno… 

Ma, per dirla come Aldo Rock, anche lui in balia della tempesta, si sa: non esistono avverse condizioni ambientali, solo atleti particolarmente arrendevoli ! ;)

Poche settimane fa mi sono perso fra le colline e un temporale piuttosto minaccioso mi ha costretto a correre per una decina di chilometri sotto un'acqua scrosciante.

Ma in tutte queste occasioni indossavo, per quanto minimaliste, delle scarpe.

Non ho mai corso a piedi nudi sotto la pioggia. Non sto parlando naturalmente di qualche corsettaliberatoria sotto una pioggerellina autunnale, sto parlando di diversi chilometri a piedi nudi sotto il diluvio universale.

In quest'autunno che sempra più un prolungamento d'estate non c'è stata ancora l'occasione, ma prima o poi pioverà e mi sto chiedendo come si comporteranno i miei piedi.

Se si fa qualche ricerca sui vari blog, i pareri sono discordanti.

In linea di massima l'umidità e la frizione portano con sé il problema delle vesciche. Chiunque abbia fatto un lungo bagno o abbia lavato tanti piatti sa che che la pelle bagnata diventa molle e rugosa. Il "piede da trincea" è stato l'incubo di tutti i soldati costretti a vivere costantemente nell'umidità.

D'altra parte molti barefooters asseriscono di non avere particolari problemi con la pioggia, ma che anzi, è particolarmente divertente!

Oltretutto i piedi si asciugano subito!

Non solo noi umani abbiamo questo tipo di problemi: nel medioevo i cavalli erano spesso costretti a vivere e camminare in mezzo al fango, le strade non erano ovviamente asfaltate, gli zoccoli marcivano e le infezioni erano comuni, ed è per questo motivo che sono stati inventati i ferri di cavallo, per alzarli dal fango e tentare quindi di proteggerli il più possibile.


In questi anni c'è un grande dibattito sulla dubbia utilità dei ferri da cavallo; le condizioni delle scuderie sono fortunatamente migliorate come anche le strade.

I cavalli senza ferri sono meno soggetti agli infortuni, meno sensibili a malattie e nevrosi e generalmente sono più di buon umore.

Una storia già sentita, non è vero? ;)


Per quanto riguarda noi umani, correre a piedi nudi sotto la pioggia mi alletta non poco, e quasi quasi non vedo l'ora che piova per fare una bella corsetta! :)

Cordialmente, a piedi nudi :)

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domenica 2 ottobre 2011

La ricetta per correre una maratona a piedi nudi, il miglio in 4 minuti e il potere della mente - 21 giorni alla maratona di Venezia

Quando parlo con qualcuno di corsa, la prima cosa che mi chiedono è se ho mai fatto la maratona di New York.

Con tutto il rispetto per questa città unica, non vedo perché dovrei andare fino a New York per correre 42 km !

Non sto dicendo che non mi sparerò mai un viaggio di diversi fusi orari e spendere un sacco di soldi per correre la più famosa maratona del mondo, di cose strane ne ho fatte tante nella vita!
Ma perché mai dovrei farlo per forza? Con tante belle maratone in tante belle città italiane!!!


In realtà non è nemmeno detto che uno se corre,  debba fare per forza una maratona! Ci sono tante distanze altrettanto belle e soddisfacenti, ma la maratona sembra la distanza principe, l'obbiettivo di ogni runner che voglia definirsi tale.

Va anche detto che ormai correre una maratona sembra essere una cosa normale, ognuno di noi conosce una quantità di persone che ne ha corsa almeno una; quindi sappiamo che una qualsiasi persona con un certo tipo di allenamento, qualche sacrificio e dedizione, può arrivare al traguardo di una 42 km.

Sappiamo che possiamo farcela, siamo convinti che ce la faremo, quindi è normale che un sacco di gente riesce ad arrivare al traguardo.

Questo mi ricorda la storia del miglio in meno di 4 minuti: prima del 6 maggio 1954, tutti pensavano che l'uomo non potesse correre un miglio (poco più di 1,6 km) in meno di 4 minuti, e infatti fino ad allora nessuno c'era riuscito.

Roger Bannister era invece convinto di potercela fare, così, nel corso di una gara universitaria ad Oxford, Roger Bannister ha corso un miglio in 3 minuti e 59.4 secondi.

Ma la cosa più sorprendente non è questa. Subito dopo un sacco di runner improvvisamente sono stati in grado di correre il miglio sotto i 4 minuti, compreso studenti delle scuole superiori!

Perché ci sono riusciti? Semplice, adesso erano convinti che si poteva fare! :)

Chi corre a piedi nudi non è esente dalla "maratona-mania", ma c'è una grande differenza:  relativamente poche persone ancora hanno corso una maratona a piedi nudi, e spesso i barefooter tendono a crearsi intorno una sorta di leggenda. A titolo di esempio voglio ricordare "Barefoot" Ted Mcdonald  alias "the Monkey", "Barefoot" Ken Bob, Tellman Knudson, grandi barefooter ma anche grandi comunicatori.  Se poi parliamo di Caballo Bianco immortalato in "Born to Run", i Tarahumara o gli stessi keniani che incontriamo sulle nostre gare, sembra di parlare di esseri mitologici.

"per correre a piedi nudi bisogna pesare 50 chili come i keniani"
"per correre a piedi nudi bisogna iniziare da bambini"
"per correre a piedi nudi bisogna essere dei superoi"
"non riuscirò mai a correre a piedi nudi"

...

Io ho iniziato a correre a 38 anni e a correre a piedi nudi a 45, sono alto 1,85 m e peso 84 kg e… non sono un supereroe!  Se dobbiamo seguire la logica comune, non dovrei nemmeno alzarmi dal divano e potrei dedicarmi al massimo a guardare lo sport in tv.
Il mio vecchio medico sportivo una volta mi ha detto che non avrei mai dovuto correre una maratona, che mi sarei fatto male...
Adesso non ho problemi a finire una maratona, il 23 ottobre a Venezia correrò la seconda nel 2011, o un triathlon Ironman 70.3; certamente non arrivo primo (più facile che arrivi ultimo!), ma la mia collezione di magliette e medaglie "finisher"  aumenta ogni anno… senza mai un infortunio!

Volete la ricetta per poter correre una maratona a piedi nudi?

Per poter correre una maratona a piedi nudi bisogna innanzitutto convincersi che correre una maratona a piedi nudi è …normale!
L'uomo ha corso a piedi nudi per decine di migliaia di anni, quindi possiamo farlo anche adesso, e possiamo farlo tutti!

Una volta che siamo convinti che si può fare, si tratta solo di adattare il proprio fisico alla corsa scalzi, bisogna imparare la tecnica, fare attenzione ai segnali del proprio corpo, ma il primo organo da allenare è il nostro cervello, la nostra mente. Senza la convinzione, la determinazione e la concentrazione non ce la faremo fai!

Quindi niente scuse: vogliamo correre una maratona, magari a piedi nudi?
Bene, allora spegniamo il computer, usciamo in strada e corriamo… a piedi nudi! :))

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

venerdì 30 settembre 2011

Correre "A piedi nudi nel parco" Nord, a Milano - 23 giorni alla maratona di Venezia

Questa mattina mi sono svegliato sapendo che avrei avuto delle vesciche!

Ieri trovavo a Milano per lavoro, gli impegni si sono dilatati, come spesso succede, e visto che oggi sarei dovuto tornare ho deciso di rimanere a dormire dai miei genitori.

Quando ero piccolo, la zona era l'estrema periferia nord-est di Milano, pochi servizi, una piccola Coop serviva per le emergenze alimentari, ma per fare qualsiasi cosa dovevamo spostarci verso il centro.

Lo spiazzo verde sotto casa era adibito a campo nomadi, in mezzo di ergeva una montagnetta dei rifiuti degli scavi dei grandi palazzi in cui abitavamo. L'aria era ammorbata dalle fabbriche (era prima dei depuratori).

La zona si chiamava Bicocca, letteralmente "catapecchia" e forse c'era un perché

Ora a meno di un chilometro ci sono 4 centri commerciali, un centro universitario, piscine, palestre, 2 multisale e da tutta la città viene gente nei locali della vita notturna della zona. Negli anni novanta diverse società Hi-Tech hanno portato il loro centro direttivo negli uffici splendenti di Tecnocity.

Ora "Bicocca" fa riferimento a una casa d'epoca che quasi stona in mezzo a tutto questo luccichio moderno.

I grande prato verde del campo nomadi, off-limits per noi bambini, ora è diventato Il Parco nord, il parco cittadino più grande d'Europa, 5 volte più grande del Central Park di New York.


E' lì che ho iniziato a correre, 8 anni fa; e ieri sera ho deciso che l'indomani mattina sarei andato a correre. 

Non saprei dire quante migliaia di chilometri ho corso in quel parco, ma mai a piedi nudi, almeno fino ad oggi.

E' difficile da spiegare, è più una sensazione molto intima, ma la strada, il terreno, quando si corre con scarpe o a piedi nudi, è diverso!
Mi sono addormentato cercando di ricordarmi che tipo di terreno avrei trovato; certamente mi ricordavo il primo pezzo asfaltato sulla ciclabile e a sanpietrini sulla pedonabile, un po' di sterrato sulla prima collinetta, stradine di ghiaietta bianca etc.

Certo che mi ricordavo come erano fatte le stradine e i sentieri, ma come le avrei sentite sotto i piedi?

Ho puntato la sveglia alle 6:50, ma le coperte e il cuscino erano molto invitanti, quindi ho indugiato un po' ...e mi sono risvegliato alle 7:30!

Mi alzo, indosso un vecchio paio di pantaloncini rimasto nell'armadio, una maglietta, saluto la mamma appena alzata ed esco.

La prima sensazione che mi colpisce è la moquette nell'ascensore, in qualche modo era ...diversa. L'ascensore che mi ha portato su e giù per i quattro piani fino a casa era qualcosa di fisico, è come se avessa aggiunto una nuova dimensione; e in effetti la potevo percepire con un senso in più attraverso le piante dei piedi: il tatto!

Attraverso la strada e raggiungo l'entrata del parco, scelgo la ciclabile, al ritorno avrei optato per i sanpietrini.

La strada è fredda, umida, nonostante il caldo di queste giornate l'autunno sta arrivando. Al bivio vado a destra, la stradina di ghiaietta bianca è più morbida dell'asfalto, i sassolini massaggiano dolcemente le piente dei piedi.

Sui prati aleggia una nebbiolina bassa, qualche cane fa la passeggiata mattuntina insieme al padrone e penso che vorrei avere Elsa, il mio cane, con me, a condividere queste sensazioni; nella mia testa rieccheggia "impressioni di settembre" della PFM, lo giudico quantomeno appropriato.

Un breve tratto di sterrato, e mi ributto su una stradina di ghiaietta mentre sento i primi raggi di un pallido sole sulla pelle.

Lascio la montagnetta sulla sinistra e penso a quante ripetute in salita ci ho fatto, come quando preparavo la mia prima maratona!
I piedi si iniziano a scaldare, cerco di capire se l'umidità mi sta creando qualche problema, ma sembra tutto a posto, così continuo e vado verso una strada in sterrato. La ghiaietta lascia il posto a sassi di varia dimensione che affronto con cautela. Improvvisamente ho una rivelazione: i sassi sono tondi, non fanno male!

La spiegazione mi arriva velocemente: la Valpolicella, dove abito, è famosa per i vini, per le bellissime colline, la vicinanza del lago di Garda, e le cave di marmo. Più in là, verso la Lessinia, la "pietra della Lessinia" fa da padrona.
Il marmo e la pietra producono sassi aguzzi e piuttosto taglienti, un bel banco di brova per un barefooter!

I sassi milanesi sono tipicamente sedimentari e fluviali, molto levigati e decisamente più piacevoli sotto i piedi!

Sorridendo passo una signora che mi guarda curiosa, incrocio un runner troppo impegnato a respirare per trovare il tempo di salutarmi.
Avvisto il vialetto di sampietrini che mi porta a casa; mi sorprendo a constatare che i sanpietrini sconnessi sono più piacevoli della strada asfaltata.

Esco dal parco e mi dispiace, sarei andato avanti a correre tutta la giornata, ma devo andare a lavorare!

Entro in casa, la mamma mi guarda i piedi, nota che non ho le scarpe e mi dice: "a piedi nudi nel parco? ... ma sei matto?"

No, mamma, sarei matto a perdermi tutto questo ;)

P.S. fra l'altro... nessuna vescica!! :)))

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

giovedì 29 settembre 2011

- 25 giorni alla maratona di Venezia: correre a piedi nudi sul talis roulant e le donne con i tacchi alti

Ok, ammetto che un po' di pigrizia non mi ha fatto aggiornare questo piccolo diario di preparazione alla maratona di Venezia.

Ciò non significa naturalmente che non mi sia allenato! In realtà, dovendo scegliere fra fare una corsetta o aggiornare un blog, preferisco sicuramente correre!

Giorni un po' impegnativi sul fronte lavorativo, con varie trasferte, mi hanno fatto optare per il threadmill che ho in casa.

Non sono un grande patito per il talis roulant, correre su sentieri nei boschi non ha rivali, ma devo dire che il tappeto ha salvato molti allenamenti che sarebbero saltati a causa di "troppo caldo, troppo freddo, piove, è buio, la palestra è lontana e… sono troppo pigro per uscire"!

In particolare, devo dire che è uno strumento utilissimo per la corsa a piedi nudi e ne consiglio assolutamente l'acquisto (tranquilli, non vendo tapis roulant, potete credermi!).

Innanzi tutto dobbiamo renderci conto che da bravi ominidi civilizzati quali siamo non siamo abituati a vivere (più che correre) a piedi nudi, che quindi non sono proprio adattabili alle varie condizioni esterne. D'estate l'asfalto è troppo caldo, d'inverno c'è il ghiaccio, su quel sentiero ci sono troppi sassi, quando piove i piedi umidi si coprono di vesciche e così via.

Se poi si hanno delle aspirazioni agonistiche, bisogna programmare lunghi, ripetute, tempo-run, che non sempre le condizioni esterne favoreggiano. Sì, certo, possiamo indossare un paio di scarpe, possibilmente minimali, ma sappiamo che non è la stessa cosa!

Il tappeto invece è lì, può essere chiuso o aperto a seconda dello spazio a disposizione, ti fa correre alla velocità che vuoi, con l'inclinazione che vuoi, puoi usare il ventilatore o il condizionatore d'estate e il riscaldamento d'inverno. Puoi ascoltare la musica o guardare la televisione, puoi fermarti per rispondere al telefono (se è proprio così importante!), dare un'occhiata ai figli che giocano nell'altra stanza, curare la cena sul gas e così via.

Per i più timidi, poi, ha un grande vantaggio: non ti vede nessuno!! ;)

E' un fatto: molta gente è attirata dal barefoot running, ma in qualche modo prova un po' di vergogna, almeno agli inizi. I condizionamenti della nostra società sono molto pressanti, specialmente per le donne, a cui in realtà correre a piedi nudi sarebbe ancora più utile per controbilanciare l'effetto deleterio dei tacchi alti ;)

Il tappeto, se buono, non costa poco, ma ci sono modelli molto accessibili. Io ne ho preso uno in offerta, abbastanza robusto per reggere la mia corporatura, senza tanti programmi fantascientifici che tanto non userei, ma con un buon motore. Lo posi richiudere quando non lo uso, così l'ingombro è limitato.
L'ho pagato poco più di uno smartphone di nuova generazione, ma con lo smartphone la tua salute e la tua vita stessa non migliora, con un tapis roulant in casa, se lo usi, assolutamente sì.

Un piccolo avvertimento: come al solito, è meglio fare un passo alla volta; il tappeto tende a scaldarsi con l'attrito e le vesciche da "calore + sfregamento" sono sempre in agguato anche per i più allenati… me compreso! :(

Quindi il consiglio del giorno è: comprati un tapis roulant e corri a piedi nudi! ;)

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

venerdì 23 settembre 2011

Correre la maratona di Venezia con le Five Fingers - diario di bordo: -30 giorni

Oggi è il 23 settembre 2011, fra un mese parteciperò alla maratona di Venezia.

Dall' Ironman 70.3 di Pescara ho lasciato definitivamente le mie Asics Skyspeed5 nell'armadio. In realtà le ho lasciate a malincuore perché mi piacciono tantissimo, con quella colorazione arancione che fa molto "ehi, guarda, sono qui!!" :))

Come si può capire dal titolo del Blog, da allora ho corso a piedi nudi, ma anche con scarpe minimaliste: Vibram Five Fingers, sandali Lizard e sandali stile "Tarahumara" (sempre con suola Vibram) autocostruiti di cui parlerò prossimamente.

In linea di massima corro 45/50 km alla settimana di cui 10/15 rigorosamente a piedi nudi.

Dopo un paio di triatlon olimpici (10 km di corsa) e l'Aronamen (21km di corsa) con le Five Fingers Bikila ls mi sono lanciato nella preparazione della maratona di Venezia, che correrò con le Bikila ls.


In realtà quest'ultimo mese non è iniziato bene: una specie di raffreddamento/influenza mi sta tenendo fermo e ho appena scoperto che il mio certificato medico valido per il triatlon non va bene per l'iscrizione alla maratona di Venezia!

Cioè, è sempre andato bene, ci ho corso la maratona di Milano, ma adesso i "regolamenti" sono cambiati; quindi mi trovo con un certificato con cui posso fare un triathlon Ironman, cioè 3,8 km di nuoto in acque libere, 180 km di bici e 42km di corsa (cioè la maratona), ma non posso fare una maratona... da sola!!

Ovviamente non è un problema medico e di sicurezza, ma solo un problema burocratico, di cavilli assicurativi e di interessi, principalmente dell'associazione di Atletica leggera italiana.
La Fidal e la FITRI, federazione italiana triathlon (come del resto la FCI, FISI etc.), non si parlano, anche se in teoria sono tutte coordinate dal comitato olimpico nazionale italiano (CONI).
Non è dappertutto così, in Francia, ad esempio, se hai una tessera valida per il triathlon, puoi anche fare corsa su strada, ma qui no! :((

Sopporteremo anche questa e faremo un'aggiunta al certificato medico (che non sarà gratis!) e correremo la maratona di Venezia, con le Five Fingers.

Durante quest'ultimo mese terrò su questo blog una specie di diario di bordo dove racconterò le varie fasi della preparazione, come sono arrivato a correre scalzo, che tecnica uso (per non farmi male!), quali benefici ne ho ricavato (tanti!).
Questo nella speranza che possa essere utile a chi vuole affrontare una lunga distanza a piedi nudi o con scarpe minimaliste, magari imparando dai miei errori (tanti!).

A presto, e… correte a piedi nudi! :)

giovedì 22 settembre 2011

Correre o camminare a piedi nudi, robot che camminano, giroscopi e percorsi Kneipp

La robotica ha compiuto negli ultimi decenni passi da gigante: gran parte degli oggetti che usiamo quotidianamente è stato fatto senza che l'uomo lo abbia mai toccato.

C'è però una cosa che mette ancora in difficoltà gli esperti di robotica, ed è curiosamente una delle attività che noi consideriamo tanto normali da dare per scontato: camminare.

Anche senza essere esperti di robotica possiamo notare queste difficoltà quando andiamo a vedere un film di animazione in 3D. Gli effetti sono incredibili, la resa dei materiali, delle luci è quasi più reale della realtà ma, quando i personaggi camminano, c'è ancora qualche "nota stonata".

La difficoltà non sta naturalmente nella replica della camminata, dal punto di vista fisico è un movimento a "doppio pendolo" in cui ad ogni passo viene spostato in avanti il baricentro.

La difficoltà consiste nel replicare il continuo aggiustamento dell'equilibrio che noi pratichiamo inconsapevolmente, ma che bisogna in qualche modo insegnare al robot.


Sempre la fisica, applicata alla meccanica, ci spiega che l'equilibrio si gestisce tramite giroscopio ovvero: "un dispositivo fisico rotante che, per effetto della legge di conservazione del momento angolare, tende a mantenere il suo asse di rotazione orientato in una direzione fissa" (Wikipedia)

Un esempio di giroscopio, giusto per capirci: l'orecchio umano ha una camera con cellule sensoriali che percepiscono i movimenti di un liquido. Quando incliniamo la testa il liquido si sposta per effetto della gravità, le cellule sensoriali registrano il cambiamento e mandano un segnale al cervello che aggiorna la posizione del corpo rispetto allo spazio.

Un altro giroscopio che noi utilizziamo è di carattere visivo, ovvero gli occhi. Con gli occhi percepiamo il mondo e, tramite le cellule sensoriali della retina, mandiamo altri segnali al cervello che li combina con quelli arrivati dall'orecchio.


Ok questo è tutto?

Naturalmente no, manca ancora un elemento fondamentale per completare le nostre capacità propriocettive, ovvero la capacità di percepire il nostro corpo relativamente allo spazio.

Se chiediamo a un gruppo di persone di descrivere il nostro mondo, la maggior parte inizierà a parlare di cosa vede intorno, colori, luci, oggetti fermi o in movimento… qualcuno, pochi, vi parlerà di suoni i e rumori, più che altro sarà chi si trova nel traffico di in una grande città o in un deserto, dove gli estremi della percezione uditiva sono particolarmente evidenti.
Per gli stessi motivi, se il soggetto interpellato non si trova in una discarica o in un campo di fiori in primavera, difficilmente descriverà profumi e odori.
Come potete immaginare, saranno rare le persone che descrivono un ambiente attraverso il gusto, probabilmente avete incontrato Andrew Zimmern della serie televisiva "Orrori da gustare"!

La cosa che più mi sorprende è che quasi nessuno vi parlerà del tatto.
Eppure il tatto è il senso con cui, di fatto, interagiamo col mondo, e non sto parlando solo delle persone di sesso opposto ;)

Se pensiamo al tatto, oltretutto, pensiamo solo alle mani. Ovviamente è naturale, tutto il resto è coperto da vestiti e… scarpe!

Bene, siamo arrivati al punto!

Torniamo ai robot che camminano, gli attuatori meccanici che simulano le gambe producono il movimento a doppio pendolo, possiamo inserire giroscopi che simulano l'orecchio (facile) giroscopi visivi che simulano l'occhio (meno facile ma fattibile) eppure ancora il robot fa fatica a tenersi in equilibrio. Cosa gli manca?

La pianta del piede umano è piena di cellule sensoriali (solo a pensarci viene il solletico!) che quando camminiamo mandano continuamente segnali al cervello relativamente al tipo di terreno; il cervello integra i dati con quelli derivanti dall'orecchio e dall'occhio (e altri ancora, naturalmente) e determina la correzione in real-time della postura per mantenere l'equilibrio.

Da tempo in tutte le palestre si parla di esercizi per migliorare la propriocezione, questo per prevenire gli infortuni o per accelerare la riabilitazione a seguito di infortuni stessi; magari comprando una "tavoletta propriocettiva".

Che dire poi dei "percorsi Kneipp" delle "spa" dove ti fanno camminare a piedi nudi sui sassi… a pagamento!!?? …e pensare che mia nonna dal giardino i sassi li toglieva!

Lasciatemi dare un piccolo, gratuito, consiglio: camminate o correte a piedi nudi, portate  fuori il cane a piedi nudi, in casa state a piedi nudi, quando giocate con i vostri figli fatelo a piedi nudi, quando fate il barbecue in giardino fatelo a piedi nudi…

percorso Kneipp personale in giardino :))

In un colpo solo migliorerete la postura, avrete meno mal di schiena, sarete più sani e vi terrete alla larga dagli infortuni legati alla scarsa capacità propriocettiva.

Oltretutto risparmierete anche i soldi della "spa" (ma potete però andarci per farvi fare un piacevole massaggio!) e della tavoletta; anziché fare quel noioso corso di esercizi propriocettivi potete fare ballo latino-americano, magari conoscete qualcuno interessante…

A meno che, naturalmente, non vogliate camminare come robot!! ;)

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

lunedì 19 settembre 2011

Vibram Five Fingers - Barefoot clinic a Milano :)

Non perdetevi la prossima clinic di Corrado Giambalvo al Vibram Five Fingers Store Milano!

E diventate amici su Facebook di "Corri a piedi nudi!": www.facebook.com/pages/Corri-a-piedi-nudi/

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)


giovedì 15 settembre 2011

Correre a piedi scalzi - le vesciche sono un problema o un prezioso alleato?

Chi ha paura del lupo cattivo? Il lupo cattivo in questo caso sono le vesciche; ma siamo proprio sicuri che le vesciche siano inevitabili? O meglio ancora: è forse possibile usare le vesciche per migliorare la tecnica e correre meglio?

Quando si inizia a correre a piedi nudi su certe superfici come l'asfalto o sul tapis roulant sembra che le vesciche siano in qualche modo un male necessario.

Del resto anche con le scarpe c'è qualche problema: basta dare un'occhiata all'arrivo di una maratona per vedere tanti runner togliere dalle scarpe piedi sanguinanti e unghie nere. :((

Le vesciche si sviluppano essenzialmente per due fattori: l'attrito e l'umidità. Correndo con le scarpe l'attrito è piuttosto inevitabile: le scarpe infatti devo essere leggermente più lunghe del piede per permettere al piede stesso d allungarsi flettendo l'arco plantare quindi, anche usando le calze per fare un po' di "cuscinetto" fra piede e scarpa, si crea sempre del gioco, il piede si muove e si produce attrito, l'attrito produce vesciche.

Nel triathlon oltretutto, per questioni di velocità nelle transizioni nuoto/bici (T1) e bici/corsa (T2), non si usano le calze; indossare le calze sui piedi bagnati non è facile!

Mi ricordo la prima volta che ho fatto un lungo di 30km senza calze: sono finito in una pozzanghera e un po' di acqua e ghiaietta sono finiti nelle scarpe: il risultato è stato devastante! con l'attrito della scarpa, la ghiaietta e l'umidità i miei piedi sembravano usciti da un tritacarne!

Naturalmente poi il piede si abitua e se la pelle è sana e idratata resiste maggiormente allo sfregamento. Per idratare e ammorbidire la pelle dei piedi è possibile usare una di quelle paste che si usano per i bambini piccoli col pannolino… fa ridere, ma funziona! ;) 

Ci sono poi dei trucchi: ad esempio la vaselina. Mettendo un po' di vaselina all'interno delle scarpe l'attrito è minore; nella scorsa maratona di Milano, l'ultima mia gara corsa con le scarpe, nonostante il caldo equatoriale, mi si è formata solo una piccola vescichetta in concomitanza di una cucitura della scarpa.

Se si utilizzano le Vibram FiveFingers è importante che la loro misura sia assolutamente precisa, provate varie misure e prendete quella che vi calza più aderente che vi lasci un minimo di spazio sulla punta delle dita. Non dovreste riuscire a mettere un dito fra il tallone e il retro della scarpa. Ricordatevi di provarle in piedi, fare qualche passo e saltarci un po' dentro, con il peso del vostro corpo il piede (sano) si allunda anche più di un centimetro! 
Se doveste comunque avere problemi di vesciche con le FiveFingers, un leggero strato di vaselina sulle zone interessate può aiutare, ma non esagerate per non rovinare le scarpe.

Correndo a piedi nudi naturalmente non ci sono problemi di attrito con la scarpa perché la scarpa… non c'è! ma il piede può risentire del contatto di alcune superfici.
E' più difficile che le vesciche si creino correndo su sterrati, per quanto sassosi e insidiosi, perché su terreni irregolari la pianta del piede appoggia sempre in modo diverso ad ogni passo e le vesciche si formato come abbiamo detto con lo sfregamento continuo.

In linea di massima bisognerebbe evitare di correre a piedi nudi quando piove o sulla strada bagnata: la pelle del piede diventa più delicata e risente di più dello sfregamento. 
Pochi barefoot runners corrono sulle strade ghiacciate d'inverno, e non è infatti molto consigliabile, il freddo e l'umidità possono danneggiare seriamente la pelle, oltretutto poi… si scivola!!

Un ottimo sistema per ottenere vesciche è correre d'estate sulla strada bollente per il sole, specialmente se  l'asfalto è un po' vecchio e ruvido; dipende anche da che tipo di ghiaia viene usata per fare il manto stradale:vicino a Verona, in Valpolicella, dove vivo, viene utilizzata una ghiaia molto aguzza, derivata per lo più dagli scarti della lavorazione del marmo. In posti dove le cave sono in zone di origine vulcanica spesso la strada è letteralmente carta vetrata e non particolarmente piacevole.

Attenzione al tapis roulant! il tappeto tende a scaldarsi. 

Eccovi un paio di consigli a proposito di vesciche:

1 -  Evitare di esagerare !

Generalmente le vesciche non si creano in pochi secondi, la pelle del piede vi avvisa in tempo che qualcosa non va, ascoltatela!
E' buona norma quindi portare sempre con sé un paio di scarpe, anche le più minimali, o sandali. Alle prime avvisaglie di bruciori o fastidi mettete le scarpe. Non ha senso soffrire e dover rinunciare a correre per i giorni seguenti!! ;)

2 - "ascoltate" il vostro piede !

osservate il punto dove si formano le vesciche: nella stragrande maggioranze delle volte non è simmetrico; ad esempio su un piede sì e sull'altro no, sul sinistro la vescica è sulla pianta del piede, un'altra sul tallone o sulla parte più esterna...
Questo significa che l'appoggio non è regolare o comunque sbilanciato, provate a correre in modo leggermente diverso. Riprendetevi con una telecamera e se potete rivedetevi al rallentatore: cercate di capire dove potete migliorare la tecnica.

Ricordatevi che nella corsa a piedi nudi è importante non trascinare il piede, l'appoggio dev'essere deciso; il tallone deve leggermente appoggiare sul terreno per poi rialzarsi senza sfregare e così via. Se il piede sfrega anziché appoggiarsi le vesciche vi tormenteranno sempre!

Il vostro piede è il vostro coach il miglior allenatore che possiate avere; bisogna solo imparare ad ascoltarlo e seguire i suoi "consigli".

Cordialmente, a piedi nudi :) 

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

giovedì 8 settembre 2011

Il nuovo blog di Tellman sulla corsa a piedi scalzi: How to run barefoot!

Tellman è un barefooter, su YouTube si trovano tantissimi suoi video, sul suo canale potete seguirlo nei suoi tentativi di attraversare l'America... a piedi nudi! per raccogliere fondi per i bambini poveri.

Sì, a prima vista Tellman Knudson sembra una via di mezzo fra Forrest Gump e un supereroe hippy degli anni 60, ma sotto quest'apparenza scanzonata si cela una delle più geniali menti della New Economy, un uomo da 9 milioni di dollari! ;)

Tellman è un barefooter, e ci tiene veramente tanto, tanto da riuscire a dedicare del tempo personalmente a rispondere ai commenti del suo nuovo blog dedicato alla corsa  piedi nudi:

howtorunbarefoot.com/

Tellman è un barefooter ed è un grande comunicatore. Proprio quello di cui ha bisogno la nostra piccola comunità di gente scalza.

Cordialmente, a piedi nudi :)  O come direbbe Tellman: Shabambo! :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

lunedì 5 settembre 2011

Correre a piedi scalzi migliora la propriocezione e aiuta a prevenire gli infortuni

Il clima estivo invita anche il runner "stradista" ad abbandonare l'asfalto e a correre in montagna nei boschi, spiagge o stradine sterrate in campagna.

Purtroppo chi per tutto l'anno si allena solo sull'asfalto rischia di farsi seriamente male: la monotonia dell'appoggio in qualche modo "addormenta" il piede, che ci può quindi abbandonare nel momento del bisogno.


Prima di parlare di come fare per ovviare a questo inconveniente, dobbiamo capire come funziona il meccanismo della "propriocezione", ovvero la capacità di percepire il proprio corpo nello spazio.

Contrariamente a quello che si pensa, i maggiori stimoli derivati dalla corsa non derivano dagli occhi. Il mondo moderno ha dato alla vsta una grande importanza: televisione, pubblicità esterna, indicazioni stradali… tutto sembra essere pensato per uno solo dei 5 sensi; ma non dobbiamo dimenticarci che il mondo moderno, in quanto tale, ha una storia sul piano evolutivo assolutamente marginale.
Non voglio partire con Lucy (l'ominide ritrovato in Africa risalente a 5 milioni di anni fa), ma pensiamo all'uomo come siamo abituati a pensarlo: la nostra storia ha almeno 10.000 anni e per quasi la totalità di questo tempo l'uomo ha avuto un contatto con la natura sicuramente più importante che la" passeggiata in campagna" che facciamo nei weekend.

Le prime strade sono state costruite dai romani poco più di 2500 anni fa, e non erano certamente dappertutto! Ancora adesso in gran parte del mondo molte popolazioni non vivono in zone dove vi sono strade asfaltate; un paio di esempi abbastanza significativi? I keniani e gli Etiopi! ;)

Il fatto che keniani e etiopi crescano in zone dove le strade non sono asfaltate e poi vincono le maratone su strada ci dovrebbe far riflettere!

Torniamo alla propriocezione, quindi a come il cervello capisce dove mettere i piedi durante la corsa per non farsi male. La vista è sicuramente uno degli elementi, ma non è il più importante; è un senso abbastanza lento che non ci può aiutare quando corriamo veloci o ci buttiamo giù per una discesa.

La maggior parte degli stimoli propriocettivi provengono dai piedi.

Il piede è un capolavoro di ingegneria, Leonardo da Vinci ne era assolutamente affascinato, la pianta del piede è una delle zone più sensibili del nostro corpo perché letteralmente piena di cellule sensoriali.
E' il piede che maggiormente sa dove stiamo andando, dove stiamo correndo.
La connessione col cervello è incredibilmente più veloce della vista e da un feedback molto più immediato, permettendoci di adattare in tempo reale la nostra corsa al tipo di terreno e quindi ad evitare gli infortuni.

In tutte le riviste sulla corsa ci sono vari articoli che parlano di propriocezione; molti suggeriscono buffi esercizi e saltelli da fare in palestra (io però in palestra non ho mai visto nessuno farli, e non mi dite che li fate a casa perché non ci credo!), tavolette basculanti (che possono migliorare un po' l'equilibrio ma non non la propriocezione), o altri metodi che mi ricordano il tentativo di un gatto di arrampicarsi sui vetri ( traduzione italiana del milanese "rampegà sui veder" ;)"

La soluzione migliore per migliorare la propriocezione è fare quello che fanno i keniani e gli etiopi, e che l'uomo ha sempre fatto per migliaia, milioni di anni: correre a piedi nudi, preferibilmente sullo sterrato.

No, non è necessario correre sempre scalzi; dopo un periodo di adattamento, dove si deve purtroppo reimparare a correre in modo naturale (che sembra un controsenso ma è così), suggerisco di correre almeno il 10,15% del chilometraggio settimanale  senza scarpe.

I terreni migliori possono essere prati d'erba, sentieri sterrati, spiaggia (andateci piano sulla sabbia, però, finché tendini e caviglie non si sono adattati), sassi… sì, anche sassi! non è così difficile come si può pensare! ;)

E… no! mi dispiace, ma utilizzare scarpe minimaliste non è la soluzione migliore, anche se sono meglio delle scarpe iperammortizzate che rendono il piede totalmente "cieco" e "sordo" nei confronti del terreno.

Un ultima avvertenza prima di chiudere l'articolo: attenzione, correre a piedi nudi crea dipendenza! Se ci provi (nel modo giusto) una volta, difficilmente torni indietro, e il tuo mondo non sarà più lo stesso (sarà molto migliore!! :))

Cordialmente, a piedi nudi :) 

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

venerdì 26 agosto 2011

"Correre a piedi nudi" Contro "Scarpe minimaliste"

Qualcuno mi ha fatto notare che in questo blog ci sono più immagini di scarpe minimaliste o sandali che di vero e proprio "barefooting" ovvero corsa a piedi nudi.

Naturalmente è vero, e credetemi, il primo ad essere sorpreso sono stato io ;)

Ci sono varie ragioni per questo: ma prima devo ammettere che al barefooting ci sono arrivato per gradi, o forse per caso: in realtà avevo in programma di aumentare il chilometraggio settimanale con l'obbiettivo di arrivare in un paio di anni all'Ironman o forse una Ultra... e stavo cercando sempicemente un modo per non farmi distruggere le ginocchia sempre doloranti :(( 

Con un po' di ricerche ho scoperto circa un anno fa il Chi Running. Avevo scoperto già da tempo (sulla mia pelle) che con scarpe con il minimo supporto avevo meno problemi ripetto aquando usavo scarpe con motion control che mi venivano consigliate insistentemente dai negozianti e dal mio medico sportivo (che mi diceva di corrre poco "perchè fa male!!!").

In un capitoletto del libro di Danny Dryer sul Chi Running viene consigliato di correre a piedi nudi per migliorare la propriocezione, ho googlato "barefooting", visitato un po' di siti e blog, visto filmati su YouTube e ho deciso di dare una chance alla corsa a piedi nudi.
Per tutto l'inverno ho intervallato il normale allenamento con alcune corse a iedi scalzi sul tapis roulant.

Non c'è voluto molto perchè le porte di un mondo nuovo (e migliore!) mi si aprissero!! A marzo ho corso con le Asics SkySpeed (con minimo supporto) la Stramilano (21k) migliorando il mio PB di 3 minuti... SENZA NESSUN PROBLEMA ALLE GINOCCHIA!! :)))

Il barefooting, ovvero la corsa a piedi nudi era diventato il mio nuovo modo di allenarmi e in un certo senso di vivere.

Ma veniamo alle scarpe minimaliste: 

lo sport che pratico di più è il triathlon; per regolamento non è possibile correre a piedi scalzi.
Mi è subito sembrato che le Vibram Five Fingers fossero un buon compromesso fra scarpe e piedi nudi, così ho archiaviato le mie Sky Speed (quasi nuove) e le VFF sono diventate le mie scarpe "ufficiali".
Sono 4 mesi, dalla maratona di Milano, che non uso più le cosiddette "normali" scarpe da corsa: la transizione era ormai completa.

Vorrei precisare che la transizione ottimale fra scarpe e corsa a piedi nudi non è usare scarpe minimaliste!

Per esperienza diretta posso assicurarvi che correre con una qualsiasi suola sotto i piedi, sebbene la più minimalista delle minimali non è correre a piedi nudi!

Con le scarpe minimaliste dal piede non arrivano i feedback fondamentali per correggere la postura e l'appoggio, sembra tutto facile e si rischia seriamente di esagerare e farsi del male, come testimonia puntualmente l'infiammazione al tendine d'achille che mi sono beccato tre giorni prima della maratona di Milano! :((

Piuttosto è correto dire che la transizione fra scarpe e scarpe minimaliste... è la corsa a piedi nudi!!

La seconda ragione per cui spesso uso le VFF o i sandali Lizard (che ho adottatto da quando ho letto "Born to run" di Chris Mc Dougall :) è che i sentieri su cui corro sono costituiti principalmente da sassetti aguzzi (sono nella terra del marmo!); spesso anche il mio cane ha problemi ai polpastrelli, ed è un Golden Retriever, quindi veramente "born to run"!!
Questo non significa che non ci corro a piedi scalzi, ma correre da 10 a 20 km su quel terreno senza un minimo di protezione è ancora al di fuori dalle mie possibilità (ma cisto lavorando!).

La terza ragione è probabilmente la più intima delle tre: per fare foto o video che abbiano un senso occorre pensare alle inquadrature, sistemare la fotocamera, ripassare più volte nell'inquadratura per poi scegliere la ripresa migliore, magari farsi aiutare da qualcuno...
Sinceramente, quando corro a piedi nudi sono talmente immerso nelle sensazioni, nell'ambiente, che non mi viene proprio in mente di usare la fotocamera!

Comunque alla fine qualche ripresa l'ho fatta, anche per vedermi un po' dall'esterno e magari scoprire dove posso migliorare un po' la tecnica.
Ho infatti scoperto che quando sono stanco tendo ad aprire un po' troppo il piede destro e a strisciarlo un po'; qualche giorno fa, correndo in un bosco verso sera, sono inciampato su una radice e mi sono grattato il ginocchio sinistro, in qualche modo mi ha sbilanciato un po', tendo a "proteggerlo" insistendo più sulla gamba destra... fare tesoro di queste sensazioni sarebbe impossibile con le scarpe!!!


Quindi, la morale è: la corsa a piedi nudi è la corsa a piedi nudi, non con scarpe minimaliste o sandali, non con Chi o Pose running.

Ma Chi e Pose running possono aiutare a correre meglio, e le calzature minimaliste, come sandali Lizard o Vibram Five Fingers, possono permettere di correre più velocemente su sassi aguzzi, asfalto bollente (oggi a Verona c'erano 39 gradi!) e altri terreni difficili.

Cordialmente, a piedi nudi :) 

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

giovedì 18 agosto 2011

Corsa in montagna con le Five Fingers KSO

C'è chi le vacanze le passa sotto l'ombrellone, chi sul divano davanti alla tv...

Io ho preferito collaudare le mie nuove VFF KSO e la GoPro sul Col Cornier, a casa mia sulle Dolomiti Orientali ;)

Buon divertimento, e buone corse a piedi nudi (ma qui è meglio indossare le KSO!) :)))

Cordialmente, a piedi nudi :) 

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)