mercoledì 15 febbraio 2012

Correre a piedi nudi: come rafforzare la pianta dei piedi e evitare le vesciche.

Come sappiamo per correre scalzi dobbiamo cambiare modo di correre: atterrare sulla parte frontale del piede anziché sul tacco, accorciare la falcata, accelerare la cadenza (180 passi al minuto), spingere leggermente avanti il busto per sfruttare la forza di gravità e piegare le gambe.

Sappiamo anche che facendo tutto questo riusciamo a evitare gran parte degli infortuni e dolorini vari che affliggono i runners "calzati".

Ci vuole un po' prima che legamenti, muscoli e tendini si adattino, e quando alla fine facciamo nostro questo modo di correre potremmo pensare di avere risolto tutti i nostri problemi...

Sfortunatamente manca ancore un piccolo particolare: la pianta del piede.


Ammettiamolo siamo nati con le scarpe!! 

Fin da piccoli abbiamo coperto e protetto i nostri piedi con calze scarpe, ciabatte, scarponi e… barefoot shoes, le scarpe minimaliste che danno quasi l'impressione di correre a piedi nudi, ma impediscono anch'esse alla pelle di reagire alle sollecitazioni del terreno.

Come tutte le parti del corpo che non si utilizzano, anche la pelle della pianta del piede è "addormentata", pertanto correre su asfalto, sassi e tapis roulant a piedi nudi porta a un fastidioso problema: le vesciche!!

Cosa fare per irrobustire la pelle e evitare le vesciche?
  • Correte poco, ma tutti i giorni; la pelle del piede in questo modo si può abituare gradualmente e senza traumi.
  • Evitate di correre a lungo su superfici bagnate, come l'asfalto sotto la pioggia. La pelle bagnata è più morbida e sensibile alle abrasioni.
  • Se si corre a lungo sul talps roulant, il tappeto tende a scaldarsi, l'attrito insieme col calore aumenta il rischio di vesciche. Appena avvertite un minimo bruciore, fermatevi e lasciate alla pelle del piede il tempo di riprendersi. Dividere l'allenamento in due, metà alla mattina, metà alla sera, può essere una buona idea.
  • Quando uscite a correre scalzi, portatevi sempre dietro un paio di scarpe o sandali; se avvertite dolore o anche solo un po' di bruciore, indossatele e preferibilmente tornate a casa camminando.
  • Se la pelle del piede è particolarmente secca, idratatela con una crema con ossido di zinco, come quelle usate comunemente per pannolini dei neonati.
Ma se ormai avete esagerato, adesso cosa si può fare?
  • Quando si esce a correre scalzi, è sempre consigliabile portare con sé un kit di "sopravvivenza" con cerotto spray liquido e/o cerottini per vesciche che possiamo usare per poter tornare a casa. Dei fazzolettini imbevuti e disinfettanti possono pulire la vescica prima di mettere il cerotto, in questo modo si rischiano meno fastidiose infiammazioni.
  • Una volta a casa, se occorre, bucate la vescica per fare uscire il liquido con un ago sterile, disinfettare accuratamente, asportare la pelle morta in eccesso e coprire con un cerotto, meglio se per vesciche.
  • Nel caso di vesciche particolarmente profonde si può usare una pomata cicatrizzante come Cicatrene, coprire con un cerotto normale e lasciare a riposo un paio di giorni.
Naturalmente anche chi corre con le scarpe è soggetto alle vesciche! Se correte con scarpe minimaliste, eccovi qualche consiglio dettato dalla (mia) esperienza:
  • Non limitatevi all'uso di scarpe minimaliste, inserire sempre una parte di corsa rigorosamente a piedi scalzi per irrobustire il piede.
  • Accertatevi di indossare la misura giusta, devono calzare come un guanto, non troppo strette, non troppo abbondanti. Il piede non deve scivolare e la punta delle dita non deve toccare la scarpa.
  • Se una calzatura ripetutamente crea vesciche nello stesso punto a causa di cuciture o altro, sostituitela con un altro modello (o correte a piedi nudi!).
  • Spalmare della vaselina sulle zone del piede più a rischio prima di indossare la calzatura, specialmente per corse particolarmente lunghe (mezza maratona, maratona…)
Come sempre la prevenzione è sempre preferibile al rimedio, ma… non saranno un paio di vesciche a fermarci, no?

Cordialmente, a piedi nudi :)

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giovedì 2 febbraio 2012

Correre a piedi nudi "fa figo" - Sh*t barefoot say :)

Ok, ammettiamolo, correre a piedi nudi "fa figo".

Soprattutto per chi come chi scrive non è un campione e fa fatica a piazzarsi a metà classifica; immaginatevi la scena (quasi realmente accaduta) fra Samanta "the runner" (nome di fantasia) e "Barefoot" Andrea:

SAMANTA "THE RUNNER": ah, corri anche tu la maratona! Qual è il to PB (personal best, ovvero il tempo migliore)? Il mio è 2h 57' 47".

"BAREFOOT" ANDREA: Ehm... poco dopo le 4 ore...

SAMANTA "THE RUNNER": ??? Dopo le 4 ore quanto?

"BAREFOOT" ANDREA: 14 minuti dopo, più o meno...

SAMANTA "THE RUNNER": Ah :|

(Samanta se ne va a parlare con qualcun altro)

Pensate invece come sarebbe diverso se la conversazione continuasse così:

"BAREFOOT" ANDREA: a piedi nudi, naturalmente :)

SAMANTA "THE RUNNER": a piedi nuuuudiii??!!! Ma daaai, che storie, ma come fai? non ti fa male? e le ginocchia? hai anche tu quelle cose lì, con le cinque dita? ...

"BAREFOOT" ANDREA: Vieni su da me, che leggiamo insieme "born to run" sul tapis roulant :)

SAMANTA "THE RUNNER": Okey! :)

Sto scherzando, naturalmente! ;)

Il principale motivo per cui si corre a piedi nudi dovrebbe sempre essere la salute e lo stare bene, anche se è facile, quando si scopre il barefoot running, prendersi un po' troppo sul serio, quasi come se facessimo parte di una tribù di eletti, di superuomini, quasi come se fossimo Tarahumara ;)

Un po' di umorismo non fa mai male! E non sono l'unico a pensarlo: anche Steven Sashen di invisibleshoes.com è capace di prendersi un in giro, e ha girato questo divertente video nello stile virale di "Sh*t ... say" che imperversa su internet.

Buona visione... a piedi nudi, gente! ;)

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lunedì 23 gennaio 2012

Barefoot shoes: scarpe per correre a piedi nudi! :))

Mi sorprende sempre come certi modi di dire all'inizio sembrino assurdi, e man mano che vengono usati, vengano accettati come "normali".

"Barefoot shoes", letteralmente: scarpe a piedi nudi… detto così sembra una via di mezzo fra una battuta di spirito e una presa in giro, la mia professoressa di italiano l'avrebbe definito un ossimoro, figura retorica basata sull'accostamento di opposti.

A rigor di logica se uno è a piedi nudi non ha le scarpe e viceversa, ma se andiamo sui siti di Merrel, Vibramfivefingers, Nike, giusto per fare qualche nome, il termine barefoot, "piedi nudi", viene utilizzato per descrivere un modello di… scarpe!

La corsa è sempre stata uno sport molto economico, nessun campo da affittare, attrezzatura limitata, nessun maestro da pagare… c'era veramente poco da vendere e da guadagnarci. Come potrebbe sopravvivere  un giornale sulla corsa senza sponsor? Che interesse c'era nel parlarne in tv, al telegiornale? 

Fortunatamente oggi molti runners non riescono ad uscire per fare 10 minuti di corsa senza:

iPod / Mp3
Cardiofrequenzimetro
Gps
Pantaloncini in tessuto tecnico
Maglietta in tessuto tecnico
Cappellino
Calze anti sfregamento
Gel / barrette, integratori di elettroliti

e… naturalmente le scarpe!

Le scarpe che fra l'altro devi cambiare ogni 500 / 800 km, che se corri i famosi 10 minuti va bene, ma se se corri seriamente le devi cambiare ogni mese, anche perché puzzano e se le lavi in lavatrice il potere ammortizzante dell'EVA diminuisce e poi sono dolori!

Poi c'è la palestra, il fisioterapista, il massaggiatore, il medico per gli infortuni, i plantari su misura…

Oh! Adesso sì che vale la pena parlare di corsa!  ;)

Poi, recentemente, la gente si è però resa conto che si può correre anche senza scarpe, anzi: può essere addirittura meglio!

Tutto questo paradiso del business stava per essere rovinato!  :-O

Perché, naturalmente, per correre, specialmente quei famosi 10 minuti nel parco, basta che ti alzi dal divano, spegni la tv, ti togli le ciabatte,, e vai fuori a correre! :)))

Un disastro!  un intero settore merceologico rischiava di fallire! La corsa stava tornando ad essere "povera"!

Ma poi fortunatamente sono arrivate le "Barefoot shoes",  adesso anche la corsa a piedi nudi ha un design, un'etichetta, può essere impacchettata e venduta, le star di Holliwood le mostrano orgogliose e i giornali dedicano spazio al fenomeno "barefoot".

Correre "a piedi nudi" è diventato di moda.

Fortunatamente è una moda che (se seguita in modo corretto e rispettando il proprio fisico) fa bene e migliora la vita!

I puristi del barefooting storcono un po' il naso, ma onore al merito alla Vibram per averci creduto.

Chi segue questo blog sa che suggerisco vivamente di correre una cospicua parte del chilometraggio settimanale scalzi. 
Le scarpe, infatti, per quanto "barefoot" possano essere, danno un senso di falsa sicurezza che spinge ad esagerare, e il "troppo o troppo presto" è la prima causa di infortunio nella corsa con scarpe minimaliste. A piedi scalzi si è istintivamente portati a fare le cose con più accortezza e gradualità.

Una qualsiasi suola, per quanto sottile, impedisce inoltre al piede di "sentire" pienamente il terreno e i benefici per le capacità propriocettive, con i conseguenti miglioramenti della postura, dell'equilibrio e della tonicità e reattività del piede, sono più limitati.

Per quanto possano essere minimaliste, per quanto siano "Zero drop", ovvero senza tacco, per quanto la biomeccanica della corsa possa avvicinarsi al barefooting, correre a piedi nudi è un'altra cosa, e per rendersene conto basta semplicemente... correre a piedi nudi!

Ciò non toglie che con un minimo di suola si ha il grande vantaggio di poter correre fra i sassi in montagna, su vetri e chiodi, sull'asfalto rovinato delle strade italiane, freddo e ghiacciato d'inverno e bollente d'estate, con maggiore tranquillità, più velocemente e più a lungo che a piedi nudi.

Chi scrive possiede tre paia di Vibram FiveFingers e uno di Merrel Glove, il che per uno che ha due soli piedi… non è male! :))

In realtà anche i Tarahumara usano i loro famosi sandali ricavati dagli pneumatici usati per correre nel Copper Canyon! ;)

Fra l'altro, avete notato che le nuove Spyridon LS, della collezione 2012 di Vibram FiveFingers, hanno la suola con tassellature che ricordano gli… pneumatici?!!! :))))
Visto che ormai tutti usano questo termine, anch'io chiamerò queste scarpe minimaliste "barefoot shoes", "scarpe a piedi nudi", anche se mentre lo scrivo, mi viene un po' da ridere :))

Cordialmente, a piedi nudi :)

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giovedì 12 gennaio 2012

Correre a piedi nudi: quali sono i rischi e come evitare gli infortuni


Se si parla di running, che sia fare jogging nel parco o correre una maratona, con scarpe o senza, sembra inevitabile parlare di infortuni, quasi che questi siano una componente necessaria alla corsa.

Ma gli infortuni sono veramente così inevitabili?

E soprattutto, cosa si intende per infortunio?

Gli infortuni si possono dividere in tre categorie:

- accidentali
- di eccesso
- di forma

Gli infortuni accidentali.

Sono quelli derivati da incidenti non prevedibili: inciampare su una radice di un albero, scivolare sul ghiaccio e così via fino ad arrivare a incontri ravvicinati con automobili, cani poco educati e così via.

Una delle preoccupazioni di chi corre a piedi nudi è tagliarsi un piede con vetri o rocce appuntite; l'esperienza ci dice tuttavia che questo tipo di infortuni è molto raro e facilmente evitabile ricorrendo come dice Christopher Mcdougall a speciali dispositivi: gli occhi! In effetti basterebbe guardare dove si mettono i piedi!

Spesso questi "incidenti" sono dovuti a distrazione, per molti infatti la corsa è un momento di relax dove è possibile lasciar vagare la mente e quindi è molto difficile mantenere sempre la giusta concentrazione.

La cosa positiva è che chi corre a piedi nudi pone istintivamente più attenzione a quello che sta facendo e di conseguenza riesce ad evitare molte situazioni spiacevoli.

Come si possono evitare?

Perlopiù gli infortuni accidentali si evitano mantenendo la giusta concentrazione sull'azione della corsa, all'ambiente circostante. Personalmente evito l'uso di mp3 e cuffiette e, allenandomi principalmente con Elsa, la mia golden retriever, l'attenzione verso l'ambiente e la mia compagna di corse è pressoché inevitabile.

Gli infortuni di "eccesso".

Too much, too sono, dicono in inglese: troppo e troppo presto. Alzi la mano chi non ha mai esagerato! In certe culture e religioni il running viene considerato al pari di una droga, produce infatti dipendenza e siamo spinti a volerne sempre di più. Purtroppo i nostri muscoli, tendini, ossa e legamenti vari hanno bisogno di tempo per adattarsi, non rispettare questi tempi significa quasi inevitabilmente farsi male.

Questo è il tipo di infortuni che maggiormente colpisce chi si avvicina al barefooting; quando si inizia ad apprezzare la corsa a piedi nudi, si scopre che alcuni dolori come quelli al ginocchio sembrano sparire e spinti da un piacevole senso di euforia, si esagera e il nostro corpo immancabilmente ci punisce con tendiniti o peggio fatture da stress! :((

Come si possono evitare?

Non esagerando, naturalmente ;) In particolare per chi inizia a correre con scarpe minimaliste consiglio di correre a piedi nudi, no FiveFingers, no sandali, no calze: a piedi nudi!

Le scarpe minimaliste fanno veramente bene il loro lavoro proteggendo il piede, ma purtroppo danno un senso di falsa sicurezza che ci spinge a correre troppo veloce o troppo a lungo rispetto alle nostre possibilità.

Se si corre a piedi completamente scalzi, il nostro cervello e il nostro corpo si pone automaticamente in modalità "sicurezza" ed è più facile autoregolarsi.

Oltretutto la propriocettività nella corsa a piedi nudi è stimolta al massimo e la maggiore sensibilità del piede acquisita con la corsa scalzi aiuta ulteriormente ad evitare infortuni.

Il mio consiglio è quindi di correre (completamente) scalzi per almeno il 20, 30% del chilometraggio totale,  anche se poi si corre con scarpe minimaliste o meno.

Gli infortuni di forma.

Sono dovuti ad errori nella biomeccanica della corsa. Qui naturalmente si può aprire un grande dibattito su quale sia il modo giusto per correre.

Sembra infatti che il movimento più naturale dell'uomo, quello che i bambini imparano prima addirittura del camminare, sia diventato nel tempo la cosa più difficile del mondo.

Come si possono evitare?

Ultimamente c'è stato un gran proliferare di libri e scuole di pensiero sulla tecnica della corsa; giusto per citarne alcune:

Chi running
Pose running
Evolution running
Barefoot Ken Bob

Curiosamente i primi tre, che sono fra i metodi più citati nel barefooting, non prevedono se non occasionalmente la corsa senza scarpe :) In realtà, come dice Barefoot Ken Bob, che ovviamente non è un metodo, ma un famoso barefooter, nei corsi relativi a questi metodi si passa la maggior parte del tempo a cercare di simulare con le scarpe situazioni come ad esempio l'appoggio frontale del piede, che nella corsa a piedi nudi sono spontanei e naturali; avete mai provato a correre scalzi appoggiando il tallone? :)))))

Il libro di Ken Bob non illustra un vero e proprio metodo, ma è una raccolta di esperienze e "illuminazioni" che ogni barefoot runner, ma anche chi corre con scarpe più o meno minimaliste dovrebbe leggere e lo consiglio vivamente.

Qui sotto il video di Ken Bob filmato dal celebre Dr. Lieberman.

Conclusioni?

Non sempre gli infortuni si possono evitare, ma con un po' di attenzione alla forma, alle sensazioni del proprio corpo e all'ambiente circostante, si possono sicuramente ridurre.

La corsa, specialmente a piedi nudi, può essere veramente un modo, forse il migliore, per vivere una vita sana e felice.

Cordialmente, a piedi nudi :)

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martedì 10 gennaio 2012

Le medaglie di Muttley e la corsa a piedi nudi: come completare una maratona


"Medaglia, Medaglia, Medaglia!"

Chi non si ricorda di Muttley, l'aiutante di Dick Dastardly nel cartone animato "Dastardly e Muttley e le macchine volanti"?
Muttley aveva un solo obiettivo, ricevere una medaglia!

Ma in fondo, cos'è una medaglia? E' solo un pezzo di metallo senza valore!

Ogni volta che arrivo a casa dei miei genitori dopo una gara con una medaglia, mio papà mi chiede se sono arrivato primo. Quando gli dico che la danno a tutti, sembra che ci rimanga un po' male.

In realtà, naturalmente, la medaglia non viene data a tutti: viene data a quelli che finiscono la gara.

Durante la scorsa Milano City Marathon, l'ultima volta che ho corso con scarpe tradizionali, a causa di una tendinite, avevo programmato di ritirarmi al 30° Km.

Faceva anche un caldo infernale, più di 30 gradi… ad aprile!

Lungo la strada le ambulanze soccorrevano runners svenuti, in preda ai crampi; appoggiati a cartelli e lampioni alcuni fra i più estremi vomitavano integratori.

Fra un caduto e l'altro, superando il 30° km l'idea di ritirarmi era sempre più allettante.
Con in mano una bottiglietta d'acqua mi guardavo intorno zoppicando cercando una fermata della metropolitana per poter tornare all'arrivo, ritirare la borsa e andare a farmi una bella doccia. L'euro per il biglietto nella mia taschina, ero preparato!

Arrivare a 30 km con una tendinite sembrava abbastanza onorevole, no? ;)

Mentre sorseggiavo l'ennesimo sorso d'acqua ho sentito un paio di runners chiacchierare mentre mi sorpassavano: "forza, dai, andiamo a prenderci la nostra medaglia"!

!!!

Medaglia? Medaglia, la medaglia senza valore, quella che danno a tutti, a quelli che finiscono...

Improvvisamente, una vocina dentro di me mi ha detto: "Ehi, la voglio anch'io, la mia medaglia!"

Il mio passo non era dei più spettacolari, sulle caviglie erano ben visibili due cerotti antidolorifici.

Nel triathlon si dice: "Corri finché puoi, se non riesci a correre cammina, se non riesci a camminare striscia! ma non mollare mai"!
Ero assolutamente determinato a non strisciare! ma considerate le circostanze, l'idea di camminare non mi sembrava male, la medaglia mi avrebbe aspettato.

La bottiglietta d'acqua era finita, mi stavo chiedendo quando sarebbe arrivato il prossimo ristoro quando lo sguardo mi è caduto sul cartello del 35° km :)

Mentre chilometri scorrevano veloci, qualche chiacchiera, manifesti, le vetrine, visualizzavo mentalmente l'immagine della medaglia intorno al mio collo. La mia medaglia.

Al 40° km mi sono accorto di non zoppicare, qualche passo di corsa, tutto ok.

Gli ultimi due chilometri li ho fatti correndo fino al traguardo. Una gentile ragazza mi aspettava sorridendo, in mano aveva la mia medaglia! me l'ha messa al collo.

Medaglia? Sì, una medaglia! Una medaglia che ha un grande significato: potevo mollare, ero deciso a lasciar perdere, ero convinto di non potercela fare.

E invece, per merito di uno stupido pezzo di metallo, ho finito la gara felicemente con un mitico 04:42:41 che rimarrà alla storia come il mio peggior risultato (o almeno lo spero!), ma anche come un grande insegnamento, anzi due:

1° - Corri finché puoi, se non riesci a correre cammina, se non riesci a camminare striscia, ma non mollare mai! Sì, lo sapevo già, ma ora l'ho imparato e so che funziona.

2° - Se veramente stai male, ritirati! Non saresti un eroe, ma solo uno stupido. Ci saranno altre giornate e altre gare.

No, le due cose non sono in contraddizione: il nostro cervello cerca di proteggerci avvertendoci prima che possa succederci qualcosa di brutto, ma a volte è un po' troppo cautelativo.

Una divertente barzelletta recita: "Io ascolto il mio corpo! - mi dice di sdraiarmi sul divano davanti alla tv e bere una birra!"

A volte, durante una maratona o nella vita, ci serve un piccolo aiuto, un'ancora a cui aggrapparsi per superare le avversità, i brutti momenti, il muro del 30° km.

Secondo la mia esperienza i pensieri positivi funzionano meglio: l'orgoglio, il bisogno di sentirsi superiori, lo "sfidare sé stessi", possono sembrare potenti, ma a lungo andare portano a delusioni e infortuni.

Più è potente quest'ancora, più ci si crede, e più ci si convince di potercela fare, in una maratona, o nella vita. Personalmente suggerisco di aggrapparsi ad un pensiero felice: una persona amata, una causa sociale, ma anche uno stupido pezzo di metallo che chiamano medaglia intorno al collo.


Cordialmente, a piedi nudi :)

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sabato 24 dicembre 2011

Correre a piedi nudi a Natale


Quest'anno per Natale ho ricevuto un bellissimo regalo: i post letti di corricoltuocane e corriapiedinudi hanno superato entrambi la quota 5.000 per un totale di più di 10.000 post letti in un anno!!

A parte un po' di soddisfazione personale, sono felice perché sempre di più la corsa a 6 zampe e la corsa più naturale del mondo sta riscuotendo sempre più successo, anzi, sta diventando... normale!!

Mi sono spesso chiesto quale sia il maggiore freno nel togliersi le scarpe e prendere il proprio cane e fare una bella corsa insieme (se non avete un cane potete prendere quello del vicino, che è troppo pigro per portarlo in giro!).

Ho fatto un piccolo sondaggio, assolutamente non scientifico, e le risposte che ho ottenuto sono state molto dirette e semplici, dal non avere tempo all'essere troppo vecchi, fuori forma, bla bla bla.

In realtà, andando a fondo ho notato che c'è qualcosa di più profondo che non viene detto: ci si vergogna.


L'uomo è un animale sociale, e per quanto ci sentiamo unici e anticonformisti, siamo sempre legati al nostro "branco", e finché correre col cane o a piedi nudi non saranno sulle copertine delle varie riviste, per molti sarà difficile iniziare.

Chi ha scoperto che la corsa a piedi nudi o corre abitualmente col proprio amico a quattro zampe sa quanto siano esperienze entusiasmanti, gratificanti e salutari, ed è quindi molto importante che queste esperienze vengano rese pubbliche in modo che altre persone possano essere spinte a provarle.

Ecco quindi l'idea per il 2012:

raccontate la vostra esperienza!

Non siate timidi, commentate i post o inviate una email a andrea@corricoltuocane.it, magari allegando qualche foto!

Siete in tanti, fatevi sentire!

Buon Natale, gente! e fra un pranzo e una cena, non dimenticate di correre col vostro migliore amico, a piedi nudi :)

Cordialmente, a piedi nudi :)

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martedì 13 dicembre 2011

Correre a piedi nudi e la dieta paleolitica

E' incredibile!

Dopo poco più di un mese dalla maratona di Venezia, un mese di relativa tranquillità sportiva (non più di una ventina di chilometri di corsa alla settimana) il mio peso è aumentato di 5 chili!! Non riesco a credere quanto la mia off-season sia deleteria per la mia forma e salute!

Che cosa è cambiato nella mia vita da un mese?

Sicuramente ho diminuito l'allenamento, complice anche il periodo intenso di lavoro che contraddistingue la fine anno. Sicuramente l'alimentazione: anche se non mi sembra di aver mangiato di più, ho in effetti mangiato peggio!

Il corpo umano è una macchina straordinaria costruita per la sopravvivenza; quando noi ingeriamo del cibo, questo non viene gestito da un semplice processo meccanico, ma il cervello decide come e quando utilizzare le risorse in base agli stimoli ambientali.

Anche il tipo di alimento naturalmente influisce sul processo di assimilazione; sebbene ancora sui giornali si sentano fior di dieteologi parlare di conto delle calorie e diete ipocaloriche, è un dato di fatto che è principalmente il tipo di alimento che fa la differenza.

D'altra parte, se ingeriamo meno calorie del nostro fabbisogno il nostro cervello pensa che siamo in una situazione di emergenza/carestia, diminuisce la massa muscolare per consumare meno e trasforma il cibo in grassi come scorte per i tempi duri; per evitare di sprecare energie ci toglie la voglia di muoversi, lavorare, divertirsi, vivere… bello vero? Se qualcuno vi propone una dieta ipocalorica, ringraziatelo, e cambiate dietologo!

Proteine, carboidrati, grassi: questi sono i principali principi nutritivi. Ma naturalmente ci sono anche minerali, vitamine, fibre e altri microalimenti altrettanto utili.

Le proteine vengono dalla carne e parzialmente da alcuni vegetali come legumi e cereali.
Le proteine servono per (ri)costruire i muscoli; sfortunatamente le proteine vegetali sono più difficilmente assimilabili per via delle fibre e non contengono tutti gli aminoacidi essenziali (non sintetizzabili dall'uomo), bisogna mischiare vari legumi e cereali per averne la gamma completa; le proteine animali sono la soluzione migliore per il corretto funzionamento del corpo umano.

I carboidrati sono essenzialmente zuccheri. Il glucosio che deriva dalla scomposizione dei carboidrati in zuccheri serve per alimentare il cervello. Una volta che il cervello è sazio (e questo avviene in breve tempo), manda l'ormone insulina a trasformare gli zuccheri in eccesso in grassi. I grassi accumulati sulle nostre pance e fianchi sono la scorta di energia del corpo umano, chi fa gare di endurance usa questa scorta per continuare a muoversi anche dopo che le scorte di glicogeno nei muscoli sono finite.

I grassi che mangiamo servono a un sacco di cose: ad assimilare le vitamine liposolubili che cioè si sciolgono nei grassi: A, D, E, K, F. Ci aiutano a mantenere calore formando uno strato isolante sotto la pelle, proteggono le membrane cellulari, sono indispensabili nella produzione di alcuni ormoni come quelli della crescita.

La cosa più sorprendente è che mangiare grassi non fa ingrassare! :)

Certo, mangiare troppi grassi, soprattutto quelli saturi (solidi a temperatura ambiente) porta a gravi patologie come l'occlusione arteriosa, l'ictus, pressione alta, infarto… ma una dieta priva di grassi porta a calo delle difese immunitarie, problemi dermatologici, spossatezza, calo di energie… alcuni grassi come i famosi Omega 3 sono importantissimi per l'azione antinfiammatoria e gli Omega 6, fra le altre cose, sono importanti per il buon funzionamento dell'apparato riproduttivo ;)

Sono quindi i carboidrati (alcuni carboidrati: pasta, pane, merendine, pizza...) che fanno ingrassare; con i carboidrati non si costruiscono le proteine, ma viceversa il corpo umano può sintetizzare gli zuccheri dalle proteine, quindi teoricamente potremmo vivere solo di carne, se non fosse naturalmente per vitamine, fibre e minerali vari.

Da prendere in considerazione anche il fatto che un numero sempre crescente di persone risultano affette da gravi forme di celiachia (1% della popolazione) e tantissime altre risultano in qualche modo intolleranti al glutine o a cereali in genere. Provate per una settimana a non mangiare assolutamente cereali e legumi, poi valutate la differenza ;)

Viene quindi da chiedere: cosa mai dobbiamo mangiare per stare bene?

Facciamo un salto indietro, di circa 15.000 anni, ai tempi dell'ultima glaciazione, e andiamo a fare la spesa col nostro amico uomo delle caverne.
Nel paleolitico non c'erano supermercati, il nostro uomo delle caverne andava a caccia, pescava e raccoglieva quello che la natura aveva da offrire, frutta, bacche, radici. Niente verdura, niente cereali e legumi, quelle sono arrivate poco più di 5.000 anni fa, con la cosiddetta "rivoluzione agricola", quando da cacciatori-raccoglitori, siamo diventati allevatori-agricoltori.

Per fare fronte al freddo il corpo umano si è adattato a utilizzare o conservare ogni minima risorsa, quindi cerchiamo di capire il ragionamento del nostro cervello:

- più mangiamo carne più aumentano i muscoli che servono per cacciare e difenderci*,
- più mangiamo grassi più le nostre difese immunitarie sono attive e più la nostra pelle ci protegge dal freddo**
- più mangiamo carboidrati più mettiamo su grasso come scorta energetica***.

*  I mammuth erano più difficili da cacciare rispetto ai Big Mac ;)
** la vita allora era abbastanza corta da potersi non preoccupare dei problemi di pressione alta in tarda età ;)
*** ricordo comunque che i carboidrati disponibili erano essenzialmente frutta e qualche radice, non pasta, pizza, merendine, patatine e pane ;)

Conoscete anche voi quelle persone che possono mangiare tutto e non ingrassano mai? Aspettiamoli alla prossima era glaciale, e vedremo chi ride!! ;)

Quindi sembrerebbe proprio che la fonte primaria di cibo debba essere proteica, con abbondante accompagnamento di frutta e (alcuni tipi di) verdura.

Come? Avete paura di mangiare troppa carne?

Secondo il Ministero della salute italiano abbiamo bisogno di circa 0,8 grammi per ogni chilo di peso; ad esempio un uomo di 75 kg ha bisogno di 60 grammi al giorno di proteine.
Considerando che la carne ne contiene dal 10 al 20% il nostro esempio dovrebbe mangiare più 300 grammi di carne al giorno, ogni giorno!
E questa statistica è molto prudenziale! Uno sportivo dovrebbe assumerne da 1 a 1,2 grammi per kg di peso... una fiorentina da 450 grammi al giorno (il macellaio ringrazierebbe!).

La cosa è ulteriormente complicata dal fatto che siamo in grado di assimilare solo 25 grammi di proteine a pasto; è anche per questo motivo che alcune diete come la dieta a zona o i body-builder suggeriscono di fare da 5 a 7 piccoli pasti al giorno.

In realtà molto difficilmente ingeriamo abbastanza proteine.

Il problema è che il corpo umano non ha avuto il tempo di adattarsi a un tipo di alimentazione con legumi e cereali,  5000 anni, in termini evoluzionistici, sono troppo pochi!
Oltretutto solo negli ultimi 30/40 anni pasta e merendine hanno assunto l'importanza quantitativa che hanno ora nella nostra dieta: nessuno negli anni 50 mangiava pasta 2 volte al giorno, da McDonalds 3 volte alla settimana e 2 volte la pizza!!

Non abbiamo avuto il tempo di adattarci.

Purtroppo va anche detto che la qualità di carne, frutta e verdure sulle nostre tavole è in gran parte scadente, priva di nutrienti, e frutto di processi industriali scriteriati (ricordate la "mucca pazza"?).

Questa estate, in preparazione della maratona di Venezia ho adottato la "dieta paleolitica", ho perso 5 kg in un paio di mesi, ero pieno di energie e sempre di buon umore.
Durante la maratona non ho usato gel o barrette; sono arrivato stanco, naturalmente, ma non ho incontrato il solito "muro" del 33° km.

Dopo la maratona, nella mia meritata off-season, mi sono rilassato, sono tornato alla pastasciutta, al formaggio, al pane appena uscito dal forno, al cioccolato… è difficile conciliare l'amore per corsa e triathlon con la passione per la buona cucina!!! :)

Risultato? 5 kg in più, stanchezza, irritabilità…

Basta! ho deciso! cambio vita (alimentazione) e faccio l'uomo delle caverne!

…magari però da gennaio, dopo il pranzo di Natale, il cenone di Capodanno... ;)

Buoni pranzi e buone corse a piedi nudi, come si addice a un bravo uomo delle caverne!! :))

Per info sulla dieta paleolitica:
http://it.wikipedia.org/wiki/Paleodieta
http://robbwolf.com/
http://thepaleodiet.com/

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