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domenica 2 ottobre 2011

La ricetta per correre una maratona a piedi nudi, il miglio in 4 minuti e il potere della mente - 21 giorni alla maratona di Venezia

Quando parlo con qualcuno di corsa, la prima cosa che mi chiedono è se ho mai fatto la maratona di New York.

Con tutto il rispetto per questa città unica, non vedo perché dovrei andare fino a New York per correre 42 km !

Non sto dicendo che non mi sparerò mai un viaggio di diversi fusi orari e spendere un sacco di soldi per correre la più famosa maratona del mondo, di cose strane ne ho fatte tante nella vita!
Ma perché mai dovrei farlo per forza? Con tante belle maratone in tante belle città italiane!!!


In realtà non è nemmeno detto che uno se corre,  debba fare per forza una maratona! Ci sono tante distanze altrettanto belle e soddisfacenti, ma la maratona sembra la distanza principe, l'obbiettivo di ogni runner che voglia definirsi tale.

Va anche detto che ormai correre una maratona sembra essere una cosa normale, ognuno di noi conosce una quantità di persone che ne ha corsa almeno una; quindi sappiamo che una qualsiasi persona con un certo tipo di allenamento, qualche sacrificio e dedizione, può arrivare al traguardo di una 42 km.

Sappiamo che possiamo farcela, siamo convinti che ce la faremo, quindi è normale che un sacco di gente riesce ad arrivare al traguardo.

Questo mi ricorda la storia del miglio in meno di 4 minuti: prima del 6 maggio 1954, tutti pensavano che l'uomo non potesse correre un miglio (poco più di 1,6 km) in meno di 4 minuti, e infatti fino ad allora nessuno c'era riuscito.

Roger Bannister era invece convinto di potercela fare, così, nel corso di una gara universitaria ad Oxford, Roger Bannister ha corso un miglio in 3 minuti e 59.4 secondi.

Ma la cosa più sorprendente non è questa. Subito dopo un sacco di runner improvvisamente sono stati in grado di correre il miglio sotto i 4 minuti, compreso studenti delle scuole superiori!

Perché ci sono riusciti? Semplice, adesso erano convinti che si poteva fare! :)

Chi corre a piedi nudi non è esente dalla "maratona-mania", ma c'è una grande differenza:  relativamente poche persone ancora hanno corso una maratona a piedi nudi, e spesso i barefooter tendono a crearsi intorno una sorta di leggenda. A titolo di esempio voglio ricordare "Barefoot" Ted Mcdonald  alias "the Monkey", "Barefoot" Ken Bob, Tellman Knudson, grandi barefooter ma anche grandi comunicatori.  Se poi parliamo di Caballo Bianco immortalato in "Born to Run", i Tarahumara o gli stessi keniani che incontriamo sulle nostre gare, sembra di parlare di esseri mitologici.

"per correre a piedi nudi bisogna pesare 50 chili come i keniani"
"per correre a piedi nudi bisogna iniziare da bambini"
"per correre a piedi nudi bisogna essere dei superoi"
"non riuscirò mai a correre a piedi nudi"

...

Io ho iniziato a correre a 38 anni e a correre a piedi nudi a 45, sono alto 1,85 m e peso 84 kg e… non sono un supereroe!  Se dobbiamo seguire la logica comune, non dovrei nemmeno alzarmi dal divano e potrei dedicarmi al massimo a guardare lo sport in tv.
Il mio vecchio medico sportivo una volta mi ha detto che non avrei mai dovuto correre una maratona, che mi sarei fatto male...
Adesso non ho problemi a finire una maratona, il 23 ottobre a Venezia correrò la seconda nel 2011, o un triathlon Ironman 70.3; certamente non arrivo primo (più facile che arrivi ultimo!), ma la mia collezione di magliette e medaglie "finisher"  aumenta ogni anno… senza mai un infortunio!

Volete la ricetta per poter correre una maratona a piedi nudi?

Per poter correre una maratona a piedi nudi bisogna innanzitutto convincersi che correre una maratona a piedi nudi è …normale!
L'uomo ha corso a piedi nudi per decine di migliaia di anni, quindi possiamo farlo anche adesso, e possiamo farlo tutti!

Una volta che siamo convinti che si può fare, si tratta solo di adattare il proprio fisico alla corsa scalzi, bisogna imparare la tecnica, fare attenzione ai segnali del proprio corpo, ma il primo organo da allenare è il nostro cervello, la nostra mente. Senza la convinzione, la determinazione e la concentrazione non ce la faremo fai!

Quindi niente scuse: vogliamo correre una maratona, magari a piedi nudi?
Bene, allora spegniamo il computer, usciamo in strada e corriamo… a piedi nudi! :))

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

venerdì 30 settembre 2011

Correre "A piedi nudi nel parco" Nord, a Milano - 23 giorni alla maratona di Venezia

Questa mattina mi sono svegliato sapendo che avrei avuto delle vesciche!

Ieri trovavo a Milano per lavoro, gli impegni si sono dilatati, come spesso succede, e visto che oggi sarei dovuto tornare ho deciso di rimanere a dormire dai miei genitori.

Quando ero piccolo, la zona era l'estrema periferia nord-est di Milano, pochi servizi, una piccola Coop serviva per le emergenze alimentari, ma per fare qualsiasi cosa dovevamo spostarci verso il centro.

Lo spiazzo verde sotto casa era adibito a campo nomadi, in mezzo di ergeva una montagnetta dei rifiuti degli scavi dei grandi palazzi in cui abitavamo. L'aria era ammorbata dalle fabbriche (era prima dei depuratori).

La zona si chiamava Bicocca, letteralmente "catapecchia" e forse c'era un perché

Ora a meno di un chilometro ci sono 4 centri commerciali, un centro universitario, piscine, palestre, 2 multisale e da tutta la città viene gente nei locali della vita notturna della zona. Negli anni novanta diverse società Hi-Tech hanno portato il loro centro direttivo negli uffici splendenti di Tecnocity.

Ora "Bicocca" fa riferimento a una casa d'epoca che quasi stona in mezzo a tutto questo luccichio moderno.

I grande prato verde del campo nomadi, off-limits per noi bambini, ora è diventato Il Parco nord, il parco cittadino più grande d'Europa, 5 volte più grande del Central Park di New York.


E' lì che ho iniziato a correre, 8 anni fa; e ieri sera ho deciso che l'indomani mattina sarei andato a correre. 

Non saprei dire quante migliaia di chilometri ho corso in quel parco, ma mai a piedi nudi, almeno fino ad oggi.

E' difficile da spiegare, è più una sensazione molto intima, ma la strada, il terreno, quando si corre con scarpe o a piedi nudi, è diverso!
Mi sono addormentato cercando di ricordarmi che tipo di terreno avrei trovato; certamente mi ricordavo il primo pezzo asfaltato sulla ciclabile e a sanpietrini sulla pedonabile, un po' di sterrato sulla prima collinetta, stradine di ghiaietta bianca etc.

Certo che mi ricordavo come erano fatte le stradine e i sentieri, ma come le avrei sentite sotto i piedi?

Ho puntato la sveglia alle 6:50, ma le coperte e il cuscino erano molto invitanti, quindi ho indugiato un po' ...e mi sono risvegliato alle 7:30!

Mi alzo, indosso un vecchio paio di pantaloncini rimasto nell'armadio, una maglietta, saluto la mamma appena alzata ed esco.

La prima sensazione che mi colpisce è la moquette nell'ascensore, in qualche modo era ...diversa. L'ascensore che mi ha portato su e giù per i quattro piani fino a casa era qualcosa di fisico, è come se avessa aggiunto una nuova dimensione; e in effetti la potevo percepire con un senso in più attraverso le piante dei piedi: il tatto!

Attraverso la strada e raggiungo l'entrata del parco, scelgo la ciclabile, al ritorno avrei optato per i sanpietrini.

La strada è fredda, umida, nonostante il caldo di queste giornate l'autunno sta arrivando. Al bivio vado a destra, la stradina di ghiaietta bianca è più morbida dell'asfalto, i sassolini massaggiano dolcemente le piente dei piedi.

Sui prati aleggia una nebbiolina bassa, qualche cane fa la passeggiata mattuntina insieme al padrone e penso che vorrei avere Elsa, il mio cane, con me, a condividere queste sensazioni; nella mia testa rieccheggia "impressioni di settembre" della PFM, lo giudico quantomeno appropriato.

Un breve tratto di sterrato, e mi ributto su una stradina di ghiaietta mentre sento i primi raggi di un pallido sole sulla pelle.

Lascio la montagnetta sulla sinistra e penso a quante ripetute in salita ci ho fatto, come quando preparavo la mia prima maratona!
I piedi si iniziano a scaldare, cerco di capire se l'umidità mi sta creando qualche problema, ma sembra tutto a posto, così continuo e vado verso una strada in sterrato. La ghiaietta lascia il posto a sassi di varia dimensione che affronto con cautela. Improvvisamente ho una rivelazione: i sassi sono tondi, non fanno male!

La spiegazione mi arriva velocemente: la Valpolicella, dove abito, è famosa per i vini, per le bellissime colline, la vicinanza del lago di Garda, e le cave di marmo. Più in là, verso la Lessinia, la "pietra della Lessinia" fa da padrona.
Il marmo e la pietra producono sassi aguzzi e piuttosto taglienti, un bel banco di brova per un barefooter!

I sassi milanesi sono tipicamente sedimentari e fluviali, molto levigati e decisamente più piacevoli sotto i piedi!

Sorridendo passo una signora che mi guarda curiosa, incrocio un runner troppo impegnato a respirare per trovare il tempo di salutarmi.
Avvisto il vialetto di sampietrini che mi porta a casa; mi sorprendo a constatare che i sanpietrini sconnessi sono più piacevoli della strada asfaltata.

Esco dal parco e mi dispiace, sarei andato avanti a correre tutta la giornata, ma devo andare a lavorare!

Entro in casa, la mamma mi guarda i piedi, nota che non ho le scarpe e mi dice: "a piedi nudi nel parco? ... ma sei matto?"

No, mamma, sarei matto a perdermi tutto questo ;)

P.S. fra l'altro... nessuna vescica!! :)))

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

giovedì 29 settembre 2011

- 25 giorni alla maratona di Venezia: correre a piedi nudi sul talis roulant e le donne con i tacchi alti

Ok, ammetto che un po' di pigrizia non mi ha fatto aggiornare questo piccolo diario di preparazione alla maratona di Venezia.

Ciò non significa naturalmente che non mi sia allenato! In realtà, dovendo scegliere fra fare una corsetta o aggiornare un blog, preferisco sicuramente correre!

Giorni un po' impegnativi sul fronte lavorativo, con varie trasferte, mi hanno fatto optare per il threadmill che ho in casa.

Non sono un grande patito per il talis roulant, correre su sentieri nei boschi non ha rivali, ma devo dire che il tappeto ha salvato molti allenamenti che sarebbero saltati a causa di "troppo caldo, troppo freddo, piove, è buio, la palestra è lontana e… sono troppo pigro per uscire"!

In particolare, devo dire che è uno strumento utilissimo per la corsa a piedi nudi e ne consiglio assolutamente l'acquisto (tranquilli, non vendo tapis roulant, potete credermi!).

Innanzi tutto dobbiamo renderci conto che da bravi ominidi civilizzati quali siamo non siamo abituati a vivere (più che correre) a piedi nudi, che quindi non sono proprio adattabili alle varie condizioni esterne. D'estate l'asfalto è troppo caldo, d'inverno c'è il ghiaccio, su quel sentiero ci sono troppi sassi, quando piove i piedi umidi si coprono di vesciche e così via.

Se poi si hanno delle aspirazioni agonistiche, bisogna programmare lunghi, ripetute, tempo-run, che non sempre le condizioni esterne favoreggiano. Sì, certo, possiamo indossare un paio di scarpe, possibilmente minimali, ma sappiamo che non è la stessa cosa!

Il tappeto invece è lì, può essere chiuso o aperto a seconda dello spazio a disposizione, ti fa correre alla velocità che vuoi, con l'inclinazione che vuoi, puoi usare il ventilatore o il condizionatore d'estate e il riscaldamento d'inverno. Puoi ascoltare la musica o guardare la televisione, puoi fermarti per rispondere al telefono (se è proprio così importante!), dare un'occhiata ai figli che giocano nell'altra stanza, curare la cena sul gas e così via.

Per i più timidi, poi, ha un grande vantaggio: non ti vede nessuno!! ;)

E' un fatto: molta gente è attirata dal barefoot running, ma in qualche modo prova un po' di vergogna, almeno agli inizi. I condizionamenti della nostra società sono molto pressanti, specialmente per le donne, a cui in realtà correre a piedi nudi sarebbe ancora più utile per controbilanciare l'effetto deleterio dei tacchi alti ;)

Il tappeto, se buono, non costa poco, ma ci sono modelli molto accessibili. Io ne ho preso uno in offerta, abbastanza robusto per reggere la mia corporatura, senza tanti programmi fantascientifici che tanto non userei, ma con un buon motore. Lo posi richiudere quando non lo uso, così l'ingombro è limitato.
L'ho pagato poco più di uno smartphone di nuova generazione, ma con lo smartphone la tua salute e la tua vita stessa non migliora, con un tapis roulant in casa, se lo usi, assolutamente sì.

Un piccolo avvertimento: come al solito, è meglio fare un passo alla volta; il tappeto tende a scaldarsi con l'attrito e le vesciche da "calore + sfregamento" sono sempre in agguato anche per i più allenati… me compreso! :(

Quindi il consiglio del giorno è: comprati un tapis roulant e corri a piedi nudi! ;)

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

venerdì 23 settembre 2011

Correre la maratona di Venezia con le Five Fingers - diario di bordo: -30 giorni

Oggi è il 23 settembre 2011, fra un mese parteciperò alla maratona di Venezia.

Dall' Ironman 70.3 di Pescara ho lasciato definitivamente le mie Asics Skyspeed5 nell'armadio. In realtà le ho lasciate a malincuore perché mi piacciono tantissimo, con quella colorazione arancione che fa molto "ehi, guarda, sono qui!!" :))

Come si può capire dal titolo del Blog, da allora ho corso a piedi nudi, ma anche con scarpe minimaliste: Vibram Five Fingers, sandali Lizard e sandali stile "Tarahumara" (sempre con suola Vibram) autocostruiti di cui parlerò prossimamente.

In linea di massima corro 45/50 km alla settimana di cui 10/15 rigorosamente a piedi nudi.

Dopo un paio di triatlon olimpici (10 km di corsa) e l'Aronamen (21km di corsa) con le Five Fingers Bikila ls mi sono lanciato nella preparazione della maratona di Venezia, che correrò con le Bikila ls.


In realtà quest'ultimo mese non è iniziato bene: una specie di raffreddamento/influenza mi sta tenendo fermo e ho appena scoperto che il mio certificato medico valido per il triatlon non va bene per l'iscrizione alla maratona di Venezia!

Cioè, è sempre andato bene, ci ho corso la maratona di Milano, ma adesso i "regolamenti" sono cambiati; quindi mi trovo con un certificato con cui posso fare un triathlon Ironman, cioè 3,8 km di nuoto in acque libere, 180 km di bici e 42km di corsa (cioè la maratona), ma non posso fare una maratona... da sola!!

Ovviamente non è un problema medico e di sicurezza, ma solo un problema burocratico, di cavilli assicurativi e di interessi, principalmente dell'associazione di Atletica leggera italiana.
La Fidal e la FITRI, federazione italiana triathlon (come del resto la FCI, FISI etc.), non si parlano, anche se in teoria sono tutte coordinate dal comitato olimpico nazionale italiano (CONI).
Non è dappertutto così, in Francia, ad esempio, se hai una tessera valida per il triathlon, puoi anche fare corsa su strada, ma qui no! :((

Sopporteremo anche questa e faremo un'aggiunta al certificato medico (che non sarà gratis!) e correremo la maratona di Venezia, con le Five Fingers.

Durante quest'ultimo mese terrò su questo blog una specie di diario di bordo dove racconterò le varie fasi della preparazione, come sono arrivato a correre scalzo, che tecnica uso (per non farmi male!), quali benefici ne ho ricavato (tanti!).
Questo nella speranza che possa essere utile a chi vuole affrontare una lunga distanza a piedi nudi o con scarpe minimaliste, magari imparando dai miei errori (tanti!).

A presto, e… correte a piedi nudi! :)

giovedì 22 settembre 2011

Correre o camminare a piedi nudi, robot che camminano, giroscopi e percorsi Kneipp

La robotica ha compiuto negli ultimi decenni passi da gigante: gran parte degli oggetti che usiamo quotidianamente è stato fatto senza che l'uomo lo abbia mai toccato.

C'è però una cosa che mette ancora in difficoltà gli esperti di robotica, ed è curiosamente una delle attività che noi consideriamo tanto normali da dare per scontato: camminare.

Anche senza essere esperti di robotica possiamo notare queste difficoltà quando andiamo a vedere un film di animazione in 3D. Gli effetti sono incredibili, la resa dei materiali, delle luci è quasi più reale della realtà ma, quando i personaggi camminano, c'è ancora qualche "nota stonata".

La difficoltà non sta naturalmente nella replica della camminata, dal punto di vista fisico è un movimento a "doppio pendolo" in cui ad ogni passo viene spostato in avanti il baricentro.

La difficoltà consiste nel replicare il continuo aggiustamento dell'equilibrio che noi pratichiamo inconsapevolmente, ma che bisogna in qualche modo insegnare al robot.


Sempre la fisica, applicata alla meccanica, ci spiega che l'equilibrio si gestisce tramite giroscopio ovvero: "un dispositivo fisico rotante che, per effetto della legge di conservazione del momento angolare, tende a mantenere il suo asse di rotazione orientato in una direzione fissa" (Wikipedia)

Un esempio di giroscopio, giusto per capirci: l'orecchio umano ha una camera con cellule sensoriali che percepiscono i movimenti di un liquido. Quando incliniamo la testa il liquido si sposta per effetto della gravità, le cellule sensoriali registrano il cambiamento e mandano un segnale al cervello che aggiorna la posizione del corpo rispetto allo spazio.

Un altro giroscopio che noi utilizziamo è di carattere visivo, ovvero gli occhi. Con gli occhi percepiamo il mondo e, tramite le cellule sensoriali della retina, mandiamo altri segnali al cervello che li combina con quelli arrivati dall'orecchio.


Ok questo è tutto?

Naturalmente no, manca ancora un elemento fondamentale per completare le nostre capacità propriocettive, ovvero la capacità di percepire il nostro corpo relativamente allo spazio.

Se chiediamo a un gruppo di persone di descrivere il nostro mondo, la maggior parte inizierà a parlare di cosa vede intorno, colori, luci, oggetti fermi o in movimento… qualcuno, pochi, vi parlerà di suoni i e rumori, più che altro sarà chi si trova nel traffico di in una grande città o in un deserto, dove gli estremi della percezione uditiva sono particolarmente evidenti.
Per gli stessi motivi, se il soggetto interpellato non si trova in una discarica o in un campo di fiori in primavera, difficilmente descriverà profumi e odori.
Come potete immaginare, saranno rare le persone che descrivono un ambiente attraverso il gusto, probabilmente avete incontrato Andrew Zimmern della serie televisiva "Orrori da gustare"!

La cosa che più mi sorprende è che quasi nessuno vi parlerà del tatto.
Eppure il tatto è il senso con cui, di fatto, interagiamo col mondo, e non sto parlando solo delle persone di sesso opposto ;)

Se pensiamo al tatto, oltretutto, pensiamo solo alle mani. Ovviamente è naturale, tutto il resto è coperto da vestiti e… scarpe!

Bene, siamo arrivati al punto!

Torniamo ai robot che camminano, gli attuatori meccanici che simulano le gambe producono il movimento a doppio pendolo, possiamo inserire giroscopi che simulano l'orecchio (facile) giroscopi visivi che simulano l'occhio (meno facile ma fattibile) eppure ancora il robot fa fatica a tenersi in equilibrio. Cosa gli manca?

La pianta del piede umano è piena di cellule sensoriali (solo a pensarci viene il solletico!) che quando camminiamo mandano continuamente segnali al cervello relativamente al tipo di terreno; il cervello integra i dati con quelli derivanti dall'orecchio e dall'occhio (e altri ancora, naturalmente) e determina la correzione in real-time della postura per mantenere l'equilibrio.

Da tempo in tutte le palestre si parla di esercizi per migliorare la propriocezione, questo per prevenire gli infortuni o per accelerare la riabilitazione a seguito di infortuni stessi; magari comprando una "tavoletta propriocettiva".

Che dire poi dei "percorsi Kneipp" delle "spa" dove ti fanno camminare a piedi nudi sui sassi… a pagamento!!?? …e pensare che mia nonna dal giardino i sassi li toglieva!

Lasciatemi dare un piccolo, gratuito, consiglio: camminate o correte a piedi nudi, portate  fuori il cane a piedi nudi, in casa state a piedi nudi, quando giocate con i vostri figli fatelo a piedi nudi, quando fate il barbecue in giardino fatelo a piedi nudi…

percorso Kneipp personale in giardino :))

In un colpo solo migliorerete la postura, avrete meno mal di schiena, sarete più sani e vi terrete alla larga dagli infortuni legati alla scarsa capacità propriocettiva.

Oltretutto risparmierete anche i soldi della "spa" (ma potete però andarci per farvi fare un piacevole massaggio!) e della tavoletta; anziché fare quel noioso corso di esercizi propriocettivi potete fare ballo latino-americano, magari conoscete qualcuno interessante…

A meno che, naturalmente, non vogliate camminare come robot!! ;)

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

lunedì 19 settembre 2011

Vibram Five Fingers - Barefoot clinic a Milano :)

Non perdetevi la prossima clinic di Corrado Giambalvo al Vibram Five Fingers Store Milano!

E diventate amici su Facebook di "Corri a piedi nudi!": www.facebook.com/pages/Corri-a-piedi-nudi/

Cordialmente, a piedi nudi :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)


giovedì 15 settembre 2011

Correre a piedi scalzi - le vesciche sono un problema o un prezioso alleato?

Chi ha paura del lupo cattivo? Il lupo cattivo in questo caso sono le vesciche; ma siamo proprio sicuri che le vesciche siano inevitabili? O meglio ancora: è forse possibile usare le vesciche per migliorare la tecnica e correre meglio?

Quando si inizia a correre a piedi nudi su certe superfici come l'asfalto o sul tapis roulant sembra che le vesciche siano in qualche modo un male necessario.

Del resto anche con le scarpe c'è qualche problema: basta dare un'occhiata all'arrivo di una maratona per vedere tanti runner togliere dalle scarpe piedi sanguinanti e unghie nere. :((

Le vesciche si sviluppano essenzialmente per due fattori: l'attrito e l'umidità. Correndo con le scarpe l'attrito è piuttosto inevitabile: le scarpe infatti devo essere leggermente più lunghe del piede per permettere al piede stesso d allungarsi flettendo l'arco plantare quindi, anche usando le calze per fare un po' di "cuscinetto" fra piede e scarpa, si crea sempre del gioco, il piede si muove e si produce attrito, l'attrito produce vesciche.

Nel triathlon oltretutto, per questioni di velocità nelle transizioni nuoto/bici (T1) e bici/corsa (T2), non si usano le calze; indossare le calze sui piedi bagnati non è facile!

Mi ricordo la prima volta che ho fatto un lungo di 30km senza calze: sono finito in una pozzanghera e un po' di acqua e ghiaietta sono finiti nelle scarpe: il risultato è stato devastante! con l'attrito della scarpa, la ghiaietta e l'umidità i miei piedi sembravano usciti da un tritacarne!

Naturalmente poi il piede si abitua e se la pelle è sana e idratata resiste maggiormente allo sfregamento. Per idratare e ammorbidire la pelle dei piedi è possibile usare una di quelle paste che si usano per i bambini piccoli col pannolino… fa ridere, ma funziona! ;) 

Ci sono poi dei trucchi: ad esempio la vaselina. Mettendo un po' di vaselina all'interno delle scarpe l'attrito è minore; nella scorsa maratona di Milano, l'ultima mia gara corsa con le scarpe, nonostante il caldo equatoriale, mi si è formata solo una piccola vescichetta in concomitanza di una cucitura della scarpa.

Se si utilizzano le Vibram FiveFingers è importante che la loro misura sia assolutamente precisa, provate varie misure e prendete quella che vi calza più aderente che vi lasci un minimo di spazio sulla punta delle dita. Non dovreste riuscire a mettere un dito fra il tallone e il retro della scarpa. Ricordatevi di provarle in piedi, fare qualche passo e saltarci un po' dentro, con il peso del vostro corpo il piede (sano) si allunda anche più di un centimetro! 
Se doveste comunque avere problemi di vesciche con le FiveFingers, un leggero strato di vaselina sulle zone interessate può aiutare, ma non esagerate per non rovinare le scarpe.

Correndo a piedi nudi naturalmente non ci sono problemi di attrito con la scarpa perché la scarpa… non c'è! ma il piede può risentire del contatto di alcune superfici.
E' più difficile che le vesciche si creino correndo su sterrati, per quanto sassosi e insidiosi, perché su terreni irregolari la pianta del piede appoggia sempre in modo diverso ad ogni passo e le vesciche si formato come abbiamo detto con lo sfregamento continuo.

In linea di massima bisognerebbe evitare di correre a piedi nudi quando piove o sulla strada bagnata: la pelle del piede diventa più delicata e risente di più dello sfregamento. 
Pochi barefoot runners corrono sulle strade ghiacciate d'inverno, e non è infatti molto consigliabile, il freddo e l'umidità possono danneggiare seriamente la pelle, oltretutto poi… si scivola!!

Un ottimo sistema per ottenere vesciche è correre d'estate sulla strada bollente per il sole, specialmente se  l'asfalto è un po' vecchio e ruvido; dipende anche da che tipo di ghiaia viene usata per fare il manto stradale:vicino a Verona, in Valpolicella, dove vivo, viene utilizzata una ghiaia molto aguzza, derivata per lo più dagli scarti della lavorazione del marmo. In posti dove le cave sono in zone di origine vulcanica spesso la strada è letteralmente carta vetrata e non particolarmente piacevole.

Attenzione al tapis roulant! il tappeto tende a scaldarsi. 

Eccovi un paio di consigli a proposito di vesciche:

1 -  Evitare di esagerare !

Generalmente le vesciche non si creano in pochi secondi, la pelle del piede vi avvisa in tempo che qualcosa non va, ascoltatela!
E' buona norma quindi portare sempre con sé un paio di scarpe, anche le più minimali, o sandali. Alle prime avvisaglie di bruciori o fastidi mettete le scarpe. Non ha senso soffrire e dover rinunciare a correre per i giorni seguenti!! ;)

2 - "ascoltate" il vostro piede !

osservate il punto dove si formano le vesciche: nella stragrande maggioranze delle volte non è simmetrico; ad esempio su un piede sì e sull'altro no, sul sinistro la vescica è sulla pianta del piede, un'altra sul tallone o sulla parte più esterna...
Questo significa che l'appoggio non è regolare o comunque sbilanciato, provate a correre in modo leggermente diverso. Riprendetevi con una telecamera e se potete rivedetevi al rallentatore: cercate di capire dove potete migliorare la tecnica.

Ricordatevi che nella corsa a piedi nudi è importante non trascinare il piede, l'appoggio dev'essere deciso; il tallone deve leggermente appoggiare sul terreno per poi rialzarsi senza sfregare e così via. Se il piede sfrega anziché appoggiarsi le vesciche vi tormenteranno sempre!

Il vostro piede è il vostro coach il miglior allenatore che possiate avere; bisogna solo imparare ad ascoltarlo e seguire i suoi "consigli".

Cordialmente, a piedi nudi :) 

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

giovedì 8 settembre 2011

Il nuovo blog di Tellman sulla corsa a piedi scalzi: How to run barefoot!

Tellman è un barefooter, su YouTube si trovano tantissimi suoi video, sul suo canale potete seguirlo nei suoi tentativi di attraversare l'America... a piedi nudi! per raccogliere fondi per i bambini poveri.

Sì, a prima vista Tellman Knudson sembra una via di mezzo fra Forrest Gump e un supereroe hippy degli anni 60, ma sotto quest'apparenza scanzonata si cela una delle più geniali menti della New Economy, un uomo da 9 milioni di dollari! ;)

Tellman è un barefooter, e ci tiene veramente tanto, tanto da riuscire a dedicare del tempo personalmente a rispondere ai commenti del suo nuovo blog dedicato alla corsa  piedi nudi:

howtorunbarefoot.com/

Tellman è un barefooter ed è un grande comunicatore. Proprio quello di cui ha bisogno la nostra piccola comunità di gente scalza.

Cordialmente, a piedi nudi :)  O come direbbe Tellman: Shabambo! :)

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

lunedì 5 settembre 2011

Correre a piedi scalzi migliora la propriocezione e aiuta a prevenire gli infortuni

Il clima estivo invita anche il runner "stradista" ad abbandonare l'asfalto e a correre in montagna nei boschi, spiagge o stradine sterrate in campagna.

Purtroppo chi per tutto l'anno si allena solo sull'asfalto rischia di farsi seriamente male: la monotonia dell'appoggio in qualche modo "addormenta" il piede, che ci può quindi abbandonare nel momento del bisogno.


Prima di parlare di come fare per ovviare a questo inconveniente, dobbiamo capire come funziona il meccanismo della "propriocezione", ovvero la capacità di percepire il proprio corpo nello spazio.

Contrariamente a quello che si pensa, i maggiori stimoli derivati dalla corsa non derivano dagli occhi. Il mondo moderno ha dato alla vsta una grande importanza: televisione, pubblicità esterna, indicazioni stradali… tutto sembra essere pensato per uno solo dei 5 sensi; ma non dobbiamo dimenticarci che il mondo moderno, in quanto tale, ha una storia sul piano evolutivo assolutamente marginale.
Non voglio partire con Lucy (l'ominide ritrovato in Africa risalente a 5 milioni di anni fa), ma pensiamo all'uomo come siamo abituati a pensarlo: la nostra storia ha almeno 10.000 anni e per quasi la totalità di questo tempo l'uomo ha avuto un contatto con la natura sicuramente più importante che la" passeggiata in campagna" che facciamo nei weekend.

Le prime strade sono state costruite dai romani poco più di 2500 anni fa, e non erano certamente dappertutto! Ancora adesso in gran parte del mondo molte popolazioni non vivono in zone dove vi sono strade asfaltate; un paio di esempi abbastanza significativi? I keniani e gli Etiopi! ;)

Il fatto che keniani e etiopi crescano in zone dove le strade non sono asfaltate e poi vincono le maratone su strada ci dovrebbe far riflettere!

Torniamo alla propriocezione, quindi a come il cervello capisce dove mettere i piedi durante la corsa per non farsi male. La vista è sicuramente uno degli elementi, ma non è il più importante; è un senso abbastanza lento che non ci può aiutare quando corriamo veloci o ci buttiamo giù per una discesa.

La maggior parte degli stimoli propriocettivi provengono dai piedi.

Il piede è un capolavoro di ingegneria, Leonardo da Vinci ne era assolutamente affascinato, la pianta del piede è una delle zone più sensibili del nostro corpo perché letteralmente piena di cellule sensoriali.
E' il piede che maggiormente sa dove stiamo andando, dove stiamo correndo.
La connessione col cervello è incredibilmente più veloce della vista e da un feedback molto più immediato, permettendoci di adattare in tempo reale la nostra corsa al tipo di terreno e quindi ad evitare gli infortuni.

In tutte le riviste sulla corsa ci sono vari articoli che parlano di propriocezione; molti suggeriscono buffi esercizi e saltelli da fare in palestra (io però in palestra non ho mai visto nessuno farli, e non mi dite che li fate a casa perché non ci credo!), tavolette basculanti (che possono migliorare un po' l'equilibrio ma non non la propriocezione), o altri metodi che mi ricordano il tentativo di un gatto di arrampicarsi sui vetri ( traduzione italiana del milanese "rampegà sui veder" ;)"

La soluzione migliore per migliorare la propriocezione è fare quello che fanno i keniani e gli etiopi, e che l'uomo ha sempre fatto per migliaia, milioni di anni: correre a piedi nudi, preferibilmente sullo sterrato.

No, non è necessario correre sempre scalzi; dopo un periodo di adattamento, dove si deve purtroppo reimparare a correre in modo naturale (che sembra un controsenso ma è così), suggerisco di correre almeno il 10,15% del chilometraggio settimanale  senza scarpe.

I terreni migliori possono essere prati d'erba, sentieri sterrati, spiaggia (andateci piano sulla sabbia, però, finché tendini e caviglie non si sono adattati), sassi… sì, anche sassi! non è così difficile come si può pensare! ;)

E… no! mi dispiace, ma utilizzare scarpe minimaliste non è la soluzione migliore, anche se sono meglio delle scarpe iperammortizzate che rendono il piede totalmente "cieco" e "sordo" nei confronti del terreno.

Un ultima avvertenza prima di chiudere l'articolo: attenzione, correre a piedi nudi crea dipendenza! Se ci provi (nel modo giusto) una volta, difficilmente torni indietro, e il tuo mondo non sarà più lo stesso (sarà molto migliore!! :))

Cordialmente, a piedi nudi :) 

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

venerdì 26 agosto 2011

"Correre a piedi nudi" Contro "Scarpe minimaliste"

Qualcuno mi ha fatto notare che in questo blog ci sono più immagini di scarpe minimaliste o sandali che di vero e proprio "barefooting" ovvero corsa a piedi nudi.

Naturalmente è vero, e credetemi, il primo ad essere sorpreso sono stato io ;)

Ci sono varie ragioni per questo: ma prima devo ammettere che al barefooting ci sono arrivato per gradi, o forse per caso: in realtà avevo in programma di aumentare il chilometraggio settimanale con l'obbiettivo di arrivare in un paio di anni all'Ironman o forse una Ultra... e stavo cercando sempicemente un modo per non farmi distruggere le ginocchia sempre doloranti :(( 

Con un po' di ricerche ho scoperto circa un anno fa il Chi Running. Avevo scoperto già da tempo (sulla mia pelle) che con scarpe con il minimo supporto avevo meno problemi ripetto aquando usavo scarpe con motion control che mi venivano consigliate insistentemente dai negozianti e dal mio medico sportivo (che mi diceva di corrre poco "perchè fa male!!!").

In un capitoletto del libro di Danny Dryer sul Chi Running viene consigliato di correre a piedi nudi per migliorare la propriocezione, ho googlato "barefooting", visitato un po' di siti e blog, visto filmati su YouTube e ho deciso di dare una chance alla corsa a piedi nudi.
Per tutto l'inverno ho intervallato il normale allenamento con alcune corse a iedi scalzi sul tapis roulant.

Non c'è voluto molto perchè le porte di un mondo nuovo (e migliore!) mi si aprissero!! A marzo ho corso con le Asics SkySpeed (con minimo supporto) la Stramilano (21k) migliorando il mio PB di 3 minuti... SENZA NESSUN PROBLEMA ALLE GINOCCHIA!! :)))

Il barefooting, ovvero la corsa a piedi nudi era diventato il mio nuovo modo di allenarmi e in un certo senso di vivere.

Ma veniamo alle scarpe minimaliste: 

lo sport che pratico di più è il triathlon; per regolamento non è possibile correre a piedi scalzi.
Mi è subito sembrato che le Vibram Five Fingers fossero un buon compromesso fra scarpe e piedi nudi, così ho archiaviato le mie Sky Speed (quasi nuove) e le VFF sono diventate le mie scarpe "ufficiali".
Sono 4 mesi, dalla maratona di Milano, che non uso più le cosiddette "normali" scarpe da corsa: la transizione era ormai completa.

Vorrei precisare che la transizione ottimale fra scarpe e corsa a piedi nudi non è usare scarpe minimaliste!

Per esperienza diretta posso assicurarvi che correre con una qualsiasi suola sotto i piedi, sebbene la più minimalista delle minimali non è correre a piedi nudi!

Con le scarpe minimaliste dal piede non arrivano i feedback fondamentali per correggere la postura e l'appoggio, sembra tutto facile e si rischia seriamente di esagerare e farsi del male, come testimonia puntualmente l'infiammazione al tendine d'achille che mi sono beccato tre giorni prima della maratona di Milano! :((

Piuttosto è correto dire che la transizione fra scarpe e scarpe minimaliste... è la corsa a piedi nudi!!

La seconda ragione per cui spesso uso le VFF o i sandali Lizard (che ho adottatto da quando ho letto "Born to run" di Chris Mc Dougall :) è che i sentieri su cui corro sono costituiti principalmente da sassetti aguzzi (sono nella terra del marmo!); spesso anche il mio cane ha problemi ai polpastrelli, ed è un Golden Retriever, quindi veramente "born to run"!!
Questo non significa che non ci corro a piedi scalzi, ma correre da 10 a 20 km su quel terreno senza un minimo di protezione è ancora al di fuori dalle mie possibilità (ma cisto lavorando!).

La terza ragione è probabilmente la più intima delle tre: per fare foto o video che abbiano un senso occorre pensare alle inquadrature, sistemare la fotocamera, ripassare più volte nell'inquadratura per poi scegliere la ripresa migliore, magari farsi aiutare da qualcuno...
Sinceramente, quando corro a piedi nudi sono talmente immerso nelle sensazioni, nell'ambiente, che non mi viene proprio in mente di usare la fotocamera!

Comunque alla fine qualche ripresa l'ho fatta, anche per vedermi un po' dall'esterno e magari scoprire dove posso migliorare un po' la tecnica.
Ho infatti scoperto che quando sono stanco tendo ad aprire un po' troppo il piede destro e a strisciarlo un po'; qualche giorno fa, correndo in un bosco verso sera, sono inciampato su una radice e mi sono grattato il ginocchio sinistro, in qualche modo mi ha sbilanciato un po', tendo a "proteggerlo" insistendo più sulla gamba destra... fare tesoro di queste sensazioni sarebbe impossibile con le scarpe!!!


Quindi, la morale è: la corsa a piedi nudi è la corsa a piedi nudi, non con scarpe minimaliste o sandali, non con Chi o Pose running.

Ma Chi e Pose running possono aiutare a correre meglio, e le calzature minimaliste, come sandali Lizard o Vibram Five Fingers, possono permettere di correre più velocemente su sassi aguzzi, asfalto bollente (oggi a Verona c'erano 39 gradi!) e altri terreni difficili.

Cordialmente, a piedi nudi :) 

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

giovedì 18 agosto 2011

Corsa in montagna con le Five Fingers KSO

C'è chi le vacanze le passa sotto l'ombrellone, chi sul divano davanti alla tv...

Io ho preferito collaudare le mie nuove VFF KSO e la GoPro sul Col Cornier, a casa mia sulle Dolomiti Orientali ;)

Buon divertimento, e buone corse a piedi nudi (ma qui è meglio indossare le KSO!) :)))

Cordialmente, a piedi nudi :) 

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)


lunedì 15 agosto 2011

Meglio correre coi tacchi a spillo? un articolo di agosto 2010 :((

D'estate mi piace passare un po' di tempo nella mia casetta in montagna: qualche corsa nei boschi, escursioni su qualche cima, visita a tutti i rifugi, baite, ristoranti e agriturismi della zona... per forza che poi non dimagrisco! :D

Una delle cose che trovo più piacevoli è ripescare qualche vecchia rivista che con gli anni si accumulano in attesa che mi decido a fare "le grandi pulizie".
Fra le altre cose, è bello vedere come le visioni cambiano e spesso quello che  sembrava la scoperta del secolo si dimostra una "stronzata galattica" (termine poco scientifico ma appropriato!); un esempio fra tutti, il più divertente: "I vegetariani sono più intelligenti" :D

Mi è capitato fra le mani il numero di agosto 2010, un anno esatto fa, di una rivista sulla corsa fra le più "autorevoli" (le virgolette sono d'obbligo) in Italia (e non è Runner's World) che... beh, mentre lo ri-leggevo, non riuscivo a credere che qualcuno potesse averlo veramente scritto!

Sulla copertina si legge, testualmente: "Scarpe, l'ultima sciocchezza, sono peggio dei tacchi a spillo".

Incuriosito mi fiondo a pagina 72 dove un indignato redattore cita un articolo apparso sul Corriere della Sera del 26 gennaio 2010, dove si citava uno studio dove si mettevano in discussione le scarpe da corsa più o meno ammortizzate con più o meno controlli etc. (l'abbiamo già sentita 'sta storia, no?).
Lo studio consisteva semplicemente di far correre un gruppo test sul tapis roulant con le scarpe (uguali per tutti) e senza scarpe, e concludeva che anziché ammortizzare gli urti sul terreno provocava maggiore torsione di caviglie ginocchia e anca.

Se volete dare un'occhiata, c'è un'intervista a Cesey Kerrigan, la conduttrice dell'esperimento:

http://peakperformance.runnersworld.com/2010/02/feb-21-barefoot-running-biomechanics-expert-casey-kerrigan-m-d-hopes-to-develop-a-naturally-compliant-shoe.html

Fra l'altro segnalo che la dottoressa Kerrington ha creato una linea di scaper minimaliste che tuttavia non mi fanno impazzire:

http://cdcsuspension.com/

L'articolo sul Corriere terminava con una battuta/provocazione: le scarpe da corsa fanno peggio dei tacchi a spillo.

Il nostro bravo redattore della nostra affermata rivista di corsa, anziché prendere la battuta per quello che che è, prende sul serio la provocazione e si lancia in una disperata difesa delle scarpe da corsa iper tecnologiche, novello David Crockett a difesa di un'indifendibile Fort Alamo ;)

Cerca in primo luogo di smontare i metodi di misurazione delle forze agenti sulle articolazioni, si affanna a dire che in realtà ogni soggetto deve usare un tipo di scarpa differente (mi raccomendo, cambiatele spesso!!!), magari con qualche ortesi personalizzata. Poi il Tapis Roulant è diverso dall'asfalto, e le scarpe usate per i test sono pensate per l'asfalto (allora abbiamo bisogno di un paio per l'asfalto e uno per la palestra?) quindi non vale! ;)

Ma la cosa più divertente è che lo studio riporta, quando si corre a piedi nudi, una diminuizione della falcata di circa il 6%, e a questo punto il nostro bravo redattore si lancia in un "credo che questo punto dimostri piuttosto bene - qualora ce ne fosse bisogno - soprattutto quanto le moderne scarpe da running siano effettivamente confortevoli ed efficienti"...

Naturalmente noi sappiamo che più la falcata è minore e maggiore la frequenza, meno impatto si ha sul terreno e quindi meno infortuni!! Ma il nostro amico non lo sa ;)

Oh, beata ignoranza!!

No, no! So che qualcuno di voi, cari lettori di blog, penserà a un complotto ordito dalle case produttrici di scarpe per aumentare i consumi ai danni delle nostre povere caviglie e ginocchia, ma non è così!!

Nello stesso numero di agosto 2010 si legge in un articolo sulla superirità dei Kenyani: "lontani dai laboratori di ricerca e dai microscopi, le origini del nostro dominio sono da ricercare nei piedi nudi dei nostri ragazzi, che camminano o più spesso corrono attraverso i boschi per andare a scuola e per tornare poi a casa"; a pagina 102, sempre dello stesso numero di agosto 2010 la presentazione del libro: "La rivoluzione di Bikila" e nella categoria "jogging" della rubrica/catalogo delle scarpe, idovinate un po'? Le Vibram Five Fingers!! :)

Quindi, non solo il redattore si pone in modo assolutamente ottuso rispetto a novità e possibili novità migliorative, ma dimostra chiaramente che neppure si è degnato di leggere il proprio giornale!!

Le case produttrici di scarpe non hanno ordito un complotto, semplicemente Nike, Asics, Merrell e le altre stanno cambiando linea di produzione e prodotti per fabbricare scarpe che ci fanno correre in modo più naturale e salutare... continuando a guadagnarci, come sempre.

Il problema è la stupidità e l'ottusità degli allenatori che non si rendono conto che i loro atleti si stanno rovinando, dei giornalisti che dopo decenni di "test del bagnato" non riescono a pensare in modo diverso, di negozianti che sull'analisi della corsa su tapis roulant e telecamera hanno costruito il loro piccolo modesto impero, sugli ortopedici (ma fortunatamente non sono tutti così) che in malafede consigliano costosissime ortesi...

Volete veramente scoprire se correre a piedi nudi può essere meglio?
Lasciate stare riviste, consigli di esperti e blog su internet (tranne questo, naturalmente ;), toglietevi le scarpe e andate fuori a correre!

Ah, dimenticavo, a pagina 70 dello stesso numero di agosto 2010 c'è un articolo su "I mezzi per curare al meglio le patologie da sovraccarico funzionale del corridore". Io personalmente non l'ho letto perché non mi interessa: io corro a piedi nudi! ;)

Cordialmente, a piedi nudi :) 

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

In montagna coi sandali? I fantastici Lizard HEX :)


Mentre aspettavamo che il gulash fosse pronto mi sono messo ad osservare l'abbigliamento di chi stava intorno.

Erano quasi le due del pomeriggio, ma al rifugio c'era ancora un sacco di gente che mangiava.

La maggior parte indossava capi tecnici, scarponi pesanti o leggeri, scarpe da corsa, pantaloni lunghi o corti, pile e softcell erano annodati in vita perché nonostante le nuvole il sole scottava.

I prodigi della tecnica, in particolare la seggiovia, aveva permesso abbigliamenti a dir poco inusuali per una baita di montagna: scarpe col tacco, giacca e cravatta... :O

Ero l'unico con i sandali. O meglio: ero l'unico ad essere arrivato lassù con i sandali senza l'aiuto della seggiovia!

Certo, i miei sandali non sono le scarpette da riposo che si usano per passeggiare sul lungomare d'estate; gli HEX di Lizard fanno sul serio:
la suola Vibram garantisce un grip eccezionale, la suola piatta permette una calzata naturale, l'originale sistema di allacciatura avvolge il piede fermamente ma senza stringerlli.
Gli HEX della Lizard sono ottimi anche per la corsa, specialmente quando il sole è alto nel cielo e il termometro supera i 30°.

Le guide alpine e mia nonna non approverebbero; l'idea dello scarpone alto sulla caviglia che protegge è molto ferma nella mente. Qualche ragione ce l'hanno, sassi aguzzi, vipere, ortiche...

Fare un'escursione in montagna, non sto parlando di una semplice passeggiata naturalmente, con i sandali comporta una certa attenzione, bisogna veramente fare attenzione a dove di mettono i piedi; ma del resto è quello che bisogna fare comunque! Quando metti un piede nel posto sbagliato, difficilmente lo scarpone ti salva da una caduta, per quanto sia alto uno scarpone non sempre è sufficiente per proteggerti da una vipera (molto più utili i pantaloni lunghi).

Serve anche un certo allenamento su terreni sconnessi, non me la sentirei di consigliarlo a chiunque, specialmente in discesa: se la salita può essere difficile, è la discesa che ti uccide! ;)

Ma... che bello sentire il vento fra le dita dei piedi, non avere le calze inzuppate di sudore, i piedi bolliti, vesciche...

Prima ho detto che bisogna fare attenzione, ma in realtà la parola giusta è rispetto. Se rispetti la montagna hai più probabilità di divertirti senza farti del male.

Percorrere sentieri di montagna con i sandali non è facile, ma si è più a contatto con la natura, si ha una maggiore percezione di quello che si può fare e quello che è meglio non fare, e spesso è proprio questo che ti salva la vita, piuttosto che uno scarpone o una favolosa "diavoleria" tecnologica (detto da uno che di lavoro fa il consulente informatico...).

Gli unici problemi che hanno questi favolosi sandali Lizard sono: il sole crea divertententissimi disegni sui piedi:


e soprattutto: come farò a meno dei sandali quest'inverno?

Buone corse a piedi nudi, gente! e dove non si può, con un buon paio di sandali! :))

Cordialmente, a piedi nudi :) 

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

lunedì 8 agosto 2011

La grande corsa a piedi nudi fra Neanderthal e Cro-Magnon

Gli uomini di Neanderthal si sono estinti circa 30.000 anni fa, e come per molte altre estinzioni di massa, le ipotesi sul perché sono innumerevoli e tutte più o meno discutibili. Il grande problema che gli uomini di Neanderthal non sono qui a raccontarcelo! ;)

Una teoria però mi affascina, una di quelle teorie che non ti insegnano a scuola: l'uomo di Neanderthal non correva!


Se confrontassimo dal punto di fista fisicoun uomo di Neanderthal e un Cro-Magnon, senza dubbio scommeteremmo su Neanderthal: più muscolosi, quasi dei Wrestler moderni. I Cro-Magnon erano più minuti, quasi gracili in confronto. Immaginateli a lottare contro un lupo, una iena, oppure a cacciare un caribù... non c'è storia, direi 3 a 1 per il Neanderthal, no?

Perderemmo la sfida, 30.000 anni fa i Neanderthal si sono estinti e i Cro-Magnon si sono sviluppati e sono diventati Uomo Sapiens, i nostri bis-bis-bis-bis...nonni, insomma ;)

Perché? I Cro-Magnon avevano un cervello più grande, probabilmente usavano armi più sofisticate per cacciare, qualcuno suggerisce che la loro divisione dei compiti fra maschi e femmine gli  dava un vantaggio organizzativo; quest'ultima ipotesi non piace molto alle donne che si vedono relegate a un ruolo "secondario" rispetto agli uomini cacciatori ;)

Ma c'è un altra interessante ipotesi: circa 35.000 anni fa, i mutamenti climatici, probabilmente a causa i vulcani, hanno cambiato radicalmente l'ambiente: il clima più arido dirada le foreste che diventano steppe o savane, la vegetazione è più rada. Da un lato è più difficile trovare cibo sugli alberi, dall'altro anche gli animali vegetariani che costituiscono la fonte proteica di Neanderthal e Cro-Magnon per nutrirsi devono spostarsi, negli spazi aperti delle steppe e delle savane si aggregano in gruppi, o branchi, così che sia più facile avvistare pericoli e predatori e e per proteggere sé stessi e la loro prole.

L'uomo di Neanderthal ha possenti braccia, una muscolatura molto sviluppata. Pare non usasse particolari armi, coltelli per lo più, non ci sono resti che attestino l'uso di lance; bastava che si avvicinasse alla preda e la sua forza era sufficiente per procurarsi la cena.


Ma l'uomo di Neanderthal ha le gambe corte, i resti fossili lasciano supporre che  correre costava il 30% di fatica in più rispetto ai Cro-Magnon. E nelle savane o nele steppe, bisognava correre, spostarsi di continuo per inseguire i branchi che a loro volta si spostavano in cerca di cibo.

L'uomo di Cro-Magnon non era forte come il Neanderthal, ma aveva le gambe lunghe, ed era più resistente nelle lunghe distanze, oggi diremmo che era più portato all'endurance che agli sprint.

Non essendo forte, ma relativamente più intelligente del Neanderthal, aveva sviluppato una tecnica di caccia molto simile a quella dei felini o dei lupi: un gruppo di cacciatori individuava una preda all'interno del branco e la inseguiva, la preda scappava, si nascondeva nel branco, sperando di far perdere le tracce, ma qualcuno dei cacciatori non partecipava attivamente alla caccia aveva il compito di tenere d'occhio la preda, cosicché i suoi compagni potessero inseguire sempre la stessa preda.

Alla fine la preda si stancava non si muoveva più, e i Cro_Magnon, con l'aiuto di lance avevano facilmente la meglio: il pasto per i cacciatori e i famigliari rimasti a casa era assicurato.

I vantaggi dei Cro-Magnon erano quindi due:

1 - comportamento organizzato
2 - capacità di correre a bassa intensità per molto tempo

I Neanderthal non potevano correre, o almeno non ai livelli dei Cro-magnon e la storia li ha fatti estinguere.

Mi piace riflettere che ancora oggi ci piace radunarci in gruppi organizzati per correre insieme ore e ore, certo non più per procurarci la cena, ma solo per una medaglia, oppure perché in qualche modo siamo ancora programmati così (non è passato molto tempo, in fondo...).

Buone corse, gente! e come facevano i nostri bis bis bis... correte a piedi nudi! :)))

Cordialmente, a piedi nudi :) 

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martedì 2 agosto 2011

Corsa a piedi nudi sull'asfalto bollente, vesciche e il film" 127 ore"

Ma perché non faccio mai quello che predico??!!

Quante volte su questo blog ho scritto di andarci piano, di fare attenzione ai tipi di terreno su cui si corre, e che d'estate l'asfalto... diventa bollente!!!

Era quasi la una, il sole splendeva, e io ero stufo di stare dietro al monitor del mio computer, indosso le mie KSO, faccio per uscire, ci ripenso: troppo caldo per costringere i piedi nelle scarpe, considero i sandali... ma no! In fondo sono io quello che parla di corsa a piedi nudi, no? 

Esco a piedi nudi col sorriso sulle labbra, incurante di qulche sguardo curioso.

I primi passi vanno alla grande, il marciapiede di marmo chiaro è gradevole, liscio e tiepido, mi butto sulla strada, hanno appena asfaltato e i piedi trottano allegramente sulla strada liscia, anche se, in effetti, scotta un po'.

Proseguo allegro, il tratto rifatto di fresco finisce, le pioggie hanno rovinato la strada, e oltre alle buche i sassolini ell'asfalto creano un fastidioso effetto "carta vetrata" ;)

Un chiometro e mezzo dopo devo ammettere che l'asfalto è bollente, tagliente e fastidioso; un persistente dolorino sotto le piante dei piedi mi consiglia di fermarmi, controllo la situazione... 

ahi ahi ahi!

Le piante dei piedi sono arrossate e sotto il piede destro una bolla si sta formando sulla zona d'appoggio...

Oops!

Guardo in direzione di casa, un chilometro e mezzo circa, sospiro e mi avvio dolorante. 
Da qualche parte ho letto che quando si esce a correre a piedi nudi e non si è sicuri delle condizioni ambientali è sempre meglio portarsi dietro un paio di sandali, dove l'ho letto? ...

Ah, già, credo di averlo scritto io, da qualche parte!

Ma perché non mi dò retta?!

Perché, specialmente noi maschietti, ci consideriamo invincibili, indistruttibili, immortali...

Se avete visto il film 127 ore sapete di cosa parlo, se vi siete trovati in una situazione pericolosa e avete pensato: ma perché sono qui?! sapete di cosa parlo.

Oggi è solo una vescica, l'inverno scorso era una strada persa nel bosco, in un metro e mezzo di neve, per Aron, il protagonista (reale) di 127 ore è soltanto una piacevole escursione in un canyon, per qualcuno è guidare un'automobile quando si sa che si è bevuto un bicchiere di troppo, o si scende da una pista da sci dopo qualche grappa e bombardino...

Rispetto.

Rispetto per sé stessi e rispetto per gli altri, famigliari, amici...

Tutto questo per una vescica, o forse perché ogni tanto mi rendo conto che ho 46 anni.

Ok, ora una piccola lezione tecnica: il piede destro ha una vescica grossa e fastidiosa, il sinistro è molto arrossato ma solo una piccola vescichetta, quindi significa che devo lavorare sulla tecnica per pareggiare il passo, evidentemente appoggio meglio il sinistro che il destro, probabilmente appoggio il destro più a lungo o tendo a "strisciarlo" di più sul terreno.

Morale: correre a piedi nudi è veramente il modo più salutare per correre; questo non significa che bisogna farlo anche quando le condizioni ambientali o personali lo sconsigliano ;)


Buone corse a piedi nudi, gente! ...quando fa un po' più fresco, o magari sull'erba...

Cordialmente, a piedi nudi :) 

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

giovedì 28 luglio 2011

Triathlon Aronamen: 112,9 km... 21 km di corsa con Vibram Five fingers! ;)

Era stata una notte buia e tempestosa...

ad Arona, alle 7 del mattino di domenica 24 luglio  non faceva caldo; l'idea di entrare nelle fresche acque del Lago Maggiore non era molto allettante ;)

D'altra parte eravamo lì per quello, più di 300 donne e uomini inguainati nelle mute pronti a nuotare in quelle acque.

Il suono di corno, l'Aronamen era iniziato! 1,9 km di nuoto, 90 km di bici e 21 km di corsa.

Il nuoto fila via liscio, all'uscita dall'acqua ci aspetta un venticello "da brividi" ;) Saltiamo sulle biciclette e tiriamo per 36 km circa sul lungolago, fino a baveno e ritorno. Dopo Stresa inizia la salita. Nulla di particolarmente difficile, mediamente 5%, massimo 9%, ma praticamente senza tregua, le discese erano ripide e corte così le gambe non riuscivano a smaltire l'acido lattico accumulato.

Fortunatamente gli ultimi 20 km ci portavano indietro ad Arona, in discesa, e finalmente siamo arrivati in T2, la transizione fra bici e corsa.

Incastrata la bici nella rastrelliera, appoggiato il casco sul manubrio, indosso le mie fidate Vibram Five Fingers Bikila LS, ormai diventate le mie uniche scarpe da corsa!

Nel triathlon è vietato per regolamento correre la frazione di corsa a piedi nudi, ma dopo una piccola sorpresa iniziale, nessuno ha da ridire sulle mie scarpine a cinque dita ;)

Parto bene, sensazioni buone, le gambe rispondono alla grande... tutto bene, almeno fino al 7 km, quando sono cominciati i crampi allo stomaco e la brutta sensazione di dover... vomitare ad ogni passo!! :((

Un integratore risultato particolarmente indigesto, o chissà che cosa; purtroppo mi sono trovato costretto a camminare e stavo considerando seriamente l'idea di ritirarmi :(
Fortunatamente ai ristori era presente la Coca Cola; mi sono ricordato che in origine la mitica bevanda scura era stata inventata come cura per mal di stomaco e gastrite e quindi mi sono detto che tanto valeva provare! Un bicchiere ogni giro, corricchiando e camminando, alla fine stavo meglio e sono riuscito a fare il gran finale, gli ultimi chilometri, di corsa, tagliare il traguardo e guadagnarmi la sudata medaglia!

Al mio arrivo un gruppo di curiosi si è riunita intorno alle mie VFF e ho fatto un po' di pubblicità alla Vibram ;) 

In effetti ero stanco (112,9 km non sono comunque pochi), provato per i crampi allo stomaco e i quadricipiti in fiamme per le salite in bicicletta, ma per quanto riguarda ginocchia, caviglie, articolazioni, che sono sempre state il mio punto debole (ricordo che dopo certe mezze maratone non riuscivo più a camminare)... assolutamente nessun dolore o minimo fastidio! 


La morale? Purtroppo col mal di stomaco bisogna aver pazienza, ma per tutto il resto ci sono le Vibram Five Fingers!! :))

Cordialmente, a piedi nudi :) 

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

mercoledì 20 luglio 2011

Accorciare il passo per evitare infortuni - Un articolo di Amby Burfoot

Amby Burfoot è uno che di corsa ne sa, e soprattutto ne sa parlare, è il direttore di Runners World, la più diffusa rivista di corsa nel mondo.

Runners World non è famosa per essere particolarmente innovativa, ma comunque è stata la prima, e in Italia mi risulta l'unica a parlare di corsa a piedi nudi, di correre con il proprio cane, a mettere in discussione il test del bagnato, che curiosamente però insiste nel pubblicare in ogni numero... del resto la pubblicità delle scarpe sulla rivista è quello che la tiene in piedi ;)

Comunque diamo a Amby Burfoot quello che è di Amby Burfoot e leggiamo questo interessantissimo articolo:

http://peakperformance.runnersworld.com/2011/07/if-grass-and-shoe-cushioning-cant-prevent-running-injuries-what-can.html?cm_mmc=Facebook-_-RunnersWorld-_-Content-Blog-_-PeakPerformanceSoftSurfaces

In sostanza il signor Burfoot ritiene che il segreto per evitare infortuni nella corsa stia più nell'accorciare il passo più che correre su superfici meno dure, indossare scarpe minimaliste o correre a piedi nudi.



Ok, sembra strano che lo dica in un blog intitolato "corri a piedi nudi"! ma in realtà non è lontano dalla mia esperienza: non è la scarpa, ma la tecnica che ci protegge dagli infortuni.

Caro signor Burfoot, lei ha ragione, ma accorciare il passo non basta. Occorre accorciare il passo, aumentarne la frequenza per diminuire il contraccolpo da parte del suolo (il numero magico è 180 passi al minuto, 90 per piede) sbilanciarsi in avanti per sfruttare la forza di gravità, evitare l'appoggio sul tallone ma atterrare sulla parte mediana/frontale del piede per permettere all'arco del piede di ammortizzare il colpo, ruotare col bacino come una molla, rilassare le gambe...

Troppo complicato? Certo, però se corriamo a piedi nudi, tutte queste cose risultano naturali, è il nostro corpo stesso, non solo i piedi e le gambe, che non è più costretto a un'azione errata da parte di scarpe troppo correttive e si auto-adatta alla modalità più efficiente.

No, purtroppo non è facile adottare questo nuovo modo di correre (nuovo, ma vecchio di milioni di anni). Ci vuole pazienza, bisogna ascoltare il proprio corpo e  concentrarsi sulle sensazioni.

Personalmente io ho trovato molto utile seguire i consigli di Danny Dreyer, il fondatore di Chi Running: www.chirunning.com

Cordialmente, a piedi nudi :) 

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

mercoledì 13 luglio 2011

Barefoot running clinic al Vibram Shop di Milano

12 luglio, ore 17, Vibram Shop, Milano.
32 gradi c'è scritto fuori da un bar, percepiti almeno 40... meno male che sono riuscito almeno a a togliere la camicia (fradicia) e mettere una maglietta! Sì, perché iniziare una clinic sulle Vibram Five Fingers già sudati non è il massimo ;)

Ho saputo della clinic quasi per caso, sulla pagina Vibram Five Fingers Europe di Facebook, non hanno fatto molta pubblicità.

Arriva Corrado Giambalvo, ah, beh, è sudato anche lui, tutto regolare!
Chi é Corrado Giambalvo? Il testimonial della Vibram per le Five Fingers; ruolo conquistato sul campo, è da un po' che corre con le scarpette a 5 dita, anche maratone, dopo averne fatte a piedi nudi.

Indossa un paio di Bikila.

Lui dice che 3 ore e 26 minuti a New York è stato un colpo di c... ehm, fortuna, ma chi di maratone ne ha corse almeno una sa che la fortuna c'entra poco ;) 3 ore e 26 (che non è il suo Personal Best) significa qualificazione per Boston maratona piuttosto selettiva, che negli States è un discreto traguardo. 3 ore e 26... io firmerei subito per scendere sotto le 4 ore il prossimo 23 ottobre a Venezia (con le VFF, naturalmente!).

Inizia la clinic, Corrado mi sta simpatico, il suo entusiasmo è contagioso :))
Cominciamo dalle basi: non abbiamo mica corso sempre con le scarpe! E soprattutto non con le scarpe anti-pronazione-supinazione-supporto-ammortizzate che alcuni negozianti di scarpe vogliono fortemente farti comprare perché dicono che sei in sovrappeso (chi, io??!!).

Roger Bannister, ad esempio.
E' stato il primo ad andare sotto i 4 minuti sul miglio (1,6 km circa) nel 1954 con delle scarpe che oggi potrebbero tranquillamente essere definite minimaliste.
Abebe Bikila, che nel 1960 ha vinto la maratona olimpica a Roma correndo a piedi nudi. Non ha caso il modello da "corsa" delle VFF si chiama proprio "Bikila" in suo onore.


Citazioni d'obbligo: il dottor Lieberman, professore di biologia dell'evoluzione ad Hardvard, ampiamente citato nel libro "Born to run" di Chritopher McDougall, il Vangelo (nel senso proprio di "lieta novella") di ogni corridore scalzo, di cui più volte abbiamo parlato in questo blog.

Parliamo di appoggio del piede, avampiede Vs tallone, di posizione del corpo sbilanciata in avanti, le basi insomma.

Ci togliamo le scarpe (ooooh che sollievo!), Corrado ci parla del riscaldamento, suggerisce di procedere con cautela, piano piano, passo dopo passo, io annuisco e dico che sono d'accordo; non gli dico naturalmente che, preso dall'entusiasmo, appena tornato a casa con le mie nuove Bikila Ls ci ho corso 10 km nel parco a 45" al km in meno del solito beccandomi una clamorosa tendinite all'achilleo e non sono quasi riuscito a camminare per due giorni!!
Il quarto giorno poi ho corso la maratona di Milano, ma come dicono in "Jackass": don't try it at home! ;)

Non si va fuori a correre, peccato, però dentro saltelliamo sui sassi, sassetti, tronchetti di albero, pezzetti di legno. Le Five Fingers stimolano la propriocezione, dice Corrado, vero! quasi come correre a piedi nudi (quasi) ... però senza temere spine, chiodi, vetri o quei sassolini taglienti a casa mia, nei sentieri della Valpolicella, zona di vini ma anche famosa per la lavorazione del marmo!

Gattoniamo a 4 zampe, un po' buffo farlo in mezzo alla gente, io lo faccio quando gioco con Elsa, la mia Golden Retriver di cui parlo nell'altro mio blog.

Non abbaiamo, però ;)

Affrontiamo un grande tema: i piedi nudi in qualche modo offendono la nostra morale occidentale, il comune senso del pudore.
Eh già, non si può mica andare al lavoro a piedi scalzi, in sandali o con... scarpe a 5 dita!

In America, dove il barefooting e le VFF sono la moda del momento, un sacco di personaggi famosi si stanno facendo fotografare in Five Fingers; basta che diventi "trendy" e tutto sembra normale!
In fondo, se ci sono sembrati normali le zeppe trampolate e i pantaloni a zampa d'elefante... ;)

Sembra comunque che in Italia il barefooting stia crescendo.
E magari nella prossima clinic potrebbe esserci Chritopher McDougall o il dottor Lieberman come in questo video...


Ok, baby steps, un passo allo volta ;)

Domande, risposte, rimane la voglia di tornare e continuare il discorso, magari con una bella corsetta fuori dal negozio, nel mondo "civile", dove le scarpe sono serie, non hanno mica 5 dita :)))

Cordialmente, a piedi nudi :) 

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)

venerdì 8 luglio 2011

I Tarahumara e i loro sandali magici

You'd seem 'em wearing their baggies
Huarachi sandals too...

Così cantavano i Beach Boys nella canzone Surfin' in U.S.A. Era il 1963, i "baggies" erano il prototipo di jeans larghi, appunto a sacco o borsa, che poi sarebbero diventati universalmente di moda grazie alla musica rap, i "Huarachi sandals" invece... la storia è un po' lunga e inizia molto tempo fa...

Messico, molto tempo prima che Cristoforo Colombo arrivasse per caso nel "nuovo mondo". 
Le tipiche calzature delle popolazioni locali erano dei sandali, generalmente fatti di cuoio, un po' diversi dai sandali alla "romana" o "greca", dalle allacciature più sofisticate spesso con fibbie metalliche, abbastanza dissimili anche ai sandali Masai che non prevedono l'infradito.

Erano già diventati di moda quando Keruac nel romanzo "On the Road"li ha resi un icona della generazione dei figli dei fiori, e ancora adesso in California rappresentano un simbolo di libertà, anche se un po' eccentrica (avete visto "The social network"?).

Ma torniamo in Messico: in uno sperduto Canyon al di là del golfo della California, nella ragione del Chihuahua, una tribù di messicani stava scappando. Scappavano da Apache, dai colonizzatori europei, da altri messicani... i Tarahumara facevano quello che sanno fare meglio: scappare... correndo! Sì, perché i Tarahumara corrono, corrono per sopravvivere, per divertimento, per vivere. E correre nel Copper Canyon non è per niente facile! I Tarahumara vivono infatti in uno dei luoghi più ostili della terra, dove pietre taglienti, spine di cactus e serpenti sono in agguato ad ogni passo.

Che scarpe potrebbero mai proteggere i piedi in un luogo simile??!!
Semplice: dei sandali ;) E non sono dei sandali tanto elaborati, sono delle suole, una volta di cuoio, ora ricavate da copertoni usati, legati i piedi con cordini o striscie di cuoio.


La cosa che ha sempre sorpreso tutti è che, con queste premesse, i Tarahumara dovrebbero avere un tasso di infortuni altissimo, invece non è così. In realtà il tasso di infortuni dei Tarahumara è di parecchie volte più basso del nostro, di noi che corriamo con sscarpe iper tecnologiche da centinaia di euro... che più o meno è la cifra che spende un Tarahumara in un anno ;)

Questo allora vuol dire che per non avere infortuni dobbiamo correre con i sandali Tarahumara?
Naturalmente no! Il segreto dei tarahumara non è nele scarpe, è nella tecnica! 
Ma naturalmente, correre con i sandali in estate è un'esperienza gratificante, i piedi non soffrono chiusi nelle scarpe e la sensazione di libertà che si prova non ha uguali.

Personalmente io uso un paio di sandali Lizard, di cui parlerò più avanti, che assomigliano più ai sandali greci (anche se più hi-tech); ma in camera, in un angolo, ho una lastra di suola Vibram; quando avrò un po' di tempo (cioè voglia ;) mi costruisco un paio di huarache sandals stile Tarahumara e... poi vi dirò :)))

Per adesso posso consigliarvi ancora una volta di leggere quel libro meraviglioso che è "Born to run" che parla dettagliatamente dei Tarahumara, dei sandali e della tecnica di corsa di questa straordinaria tribù.

Godetevi questi video del grande Barefoot ted che vi fa vedere come si corre con i sandali Tarahumara!!



http://www.youtube.com/user/barefootted

E fate anche un salto nel negozio on-line di Barefoot Ted, dove potete anche comprarvi degli original Luna sandals:


Cordialmente, a piedi nudi :) 

Vi aspetto su www.corriapiedinudi.it :)